Tokyo, 2026. Le vie di Hibiya e Ginza pulsano di energia mentre la 39ª edizione del Tokyo International Film Festival prende vita. Non si tratta solo di film o eventi glamour, ma di un movimento che scuote l’industria globale. TIFFCOM, il mercato che fa da motore all’intero festival, ha registrato il tutto esaurito degli spazi espositivi ben prima del previsto. Un fatto che racconta molto più di un semplice record: segna un cambio di passo nel mercato audiovisivo giapponese, con ripercussioni che si fanno sentire in tutto il mondo.
La 39ª edizione del TIFF: date, luoghi e il festival che anima Tokyo
Il Tokyo International Film Festival 2026 si svolge dal 26 ottobre al 4 novembre e per dieci giorni trasforma il centro di Tokyo in uno dei punti di riferimento del cinema asiatico. Le location principali si trovano tra Hibiya, Yurakucho, Marunouchi e Ginza, quartieri dove il moderno si intreccia con il teatro storico, creando lo sfondo ideale per ospitare decine di eventi, sia artistici sia commerciali.
Il mercato TIFFCOM si concentra in tre giorni intensi, dal 28 al 30 ottobre, e si distingue dalla parte del festival dedicata alle proiezioni. Considerato il mercato leader per i contenuti in Asia, TIFFCOM è il luogo dove produttori, distributori e investitori si incontrano per avviare produzioni, co-produzioni e accordi di distribuzione per film, serie e documentari.
Questa edizione segna un record: in un panorama internazionale dove la concorrenza per gli spazi espositivi è sempre più agguerrita, la domanda ha superato l’offerta disponibile. Gli spazi sono ampi e ben attrezzati, ma non sono bastati a soddisfare l’interesse crescente. Un dato che gli addetti ai lavori e gli osservatori internazionali non possono ignorare.
TIFFCOM esaurito prima del tempo: segnale di svolta per il mercato asiatico
Il dato più rilevante è proprio l’esaurimento anticipato degli stand espositivi. Kaori Ikeda, managing director del mercato, ha confermato a Variety che gli spazi sono andati a ruba prima del previsto. Non si tratta di un semplice “tutto esaurito”, ma di una chiara dimostrazione che la domanda supera la capacità logistica dell’evento.
Per capire meglio, basta guardare ai numeri del 2025: oltre 4.600 professionisti da 46 Paesi, con una crescita del 13% rispetto all’anno precedente. Mentre i mercati europei e americani mostrano segni di rallentamento, quello asiatico continua a crescere con decisione.
Uno dei motori di questa domanda è l’interesse sempre più forte verso i contenuti giapponesi, dall’animazione ai film live action, dai documentari ai format televisivi. Più compratori esteri arrivano a Tokyo, più produttori locali si spingono a proporre progetti ancora in fase di sviluppo, cercando co-produttori e fondi dall’estero.
Produttori giapponesi, un cambio di passo verso il mercato globale
Una delle novità più interessanti di questa edizione riguarda il modo in cui i produttori giapponesi si presentano sul mercato. Sempre più spesso non portano solo prodotti finiti, ma mostrano progetti in fase di sviluppo. È un cambio di mentalità, ispirato a mercati più maturi come Cannes o Berlino, che segna una svolta nel rapporto con il sistema globale.
Per anni, l’industria cinematografica giapponese è rimasta piuttosto chiusa, puntando soprattutto al mercato interno. Il successo internazionale di anime e di alcune pellicole di nicchia ha aperto qualche porta, ma ora si va oltre: si cerca di costruire alleanze internazionali già durante la fase iniziale dei progetti.
Presentare un progetto a TIFFCOM prima delle riprese permette di adattare contenuti e temi ai gusti dei mercati stranieri, negoziare co-produzioni e accedere a finanziamenti internazionali, spesso difficili da ottenere diversamente. Un modello ben conosciuto in Europa grazie a programmi come MEDIA, che il Giappone sta ora facendo suo.
L’export culturale giapponese punta sempre più in alto
TIFFCOM si sta affermando come un punto di riferimento importante in una strategia più ampia: l’export culturale diventa un motore fondamentale per la crescita economica e internazionale del Giappone. Anche se non ci sono piani ufficiali dettagliati, il settore audiovisivo è visto come un asset strategico sia dalle aziende private sia dalle istituzioni pubbliche impegnate nel sostegno alla cultura.
L’onda lunga del successo dell’animazione ha aperto la strada, ma la vera sfida ora riguarda film live action, documentari e format televisivi, settori con margini più ampi in molte aree dove l’anime non domina. TIFFCOM è il luogo dove questa partita si gioca concretamente, tra incontri, trattative e accordi.
Per l’industria europea e italiana, il messaggio dell’edizione 2026 è chiaro: il mercato giapponese non è più solo una fonte da cui importare titoli, ma un partner con cui creare progetti fin dall’inizio. La corsa agli spazi racconta una trasformazione profonda, destinata a cambiare il volto del cinema e dell’audiovisivo asiatico nei prossimi anni. Quello che accade tra Hibiya e Ginza in questi giorni è lo specchio di un settore in fermento, che sta tracciando nuove rotte.
