
Quando Steven Spielberg ha iniziato a scrivere Disclosure Day, il suo nuovo film di fantascienza, non ha preso in mano penna e carta. No, ha aperto l’app Note sul suo iPad. L’estate del 2023 ha segnato un cambio di passo inatteso: niente taccuini pieni di scarabocchi, solo un tablet e una tastiera virtuale. Per un regista con una carriera lunga oltre cinquant’anni, è un gesto semplice ma significativo. Dimostra come anche i più grandi sappiano reinventarsi, abbracciando strumenti moderni per dare vita alle loro idee.
Disclosure Day: un lavoro lungo e moderno
In un’intervista recente, Spielberg ha raccontato come, nel pieno dell’estate 2023, abbia iniziato a scrivere il trattamento di Disclosure Day usando solo il suo iPad. Non si tratta di qualche appunto veloce, ma di un testo ben strutturato, lungo 50-60 pagine, scritto con l’app Note. La scelta? In parte praticità: Spielberg ha scherzato sul fatto che la sua calligrafia ormai è quasi illeggibile, e scrivere sul tablet gli ha permesso di lavorare in modo rapido e ordinato. Ma il processo non si è fermato lì. Una volta completata una bozza, stampava il testo per rileggerlo su carta, poi tornava sul tablet per correggere. Così è riuscito a mantenere un ritmo di lavoro snello, nonostante la complessità del progetto.
Questa scelta è significativa, soprattutto per un regista che ha attraversato quasi mezzo secolo di evoluzioni tecnologiche nel cinema. Da E.T. l’extra-terrestre negli anni Settanta, fino ai film più recenti pieni di effetti digitali, Spielberg ha sempre saputo integrare nuove tecniche nel suo mestiere. Disclosure Day non è solo il suo nuovo film di fantascienza, ma anche un esempio di come il digitale stia cambiando anche le prime fasi della scrittura.
Disclosure Day: trama, cast e radici
Con Disclosure Day, Spielberg torna ai suoi temi storici della fantascienza, soprattutto quelli legati a UFO e contatti extraterrestri. La storia ruota attorno a un evento che scuote il mondo: la rivelazione di una verità nascosta sull’universo e sull’umanità. Il film pesca nella curiosità e nell’ansia che abbiamo verso i segreti governativi e i misteri dello spazio, ma va oltre la superficie. Nel cast spiccano nomi di peso come Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth ed Eve Hewson, attori pronti a dare profondità ai loro personaggi in un racconto che mescola suspense e introspezione.
La sceneggiatura è firmata da David Koepp, storico collaboratore di Spielberg, già autore di successi come Jurassic Park. Le prime recensioni parlano di un film che unisce mistero ed emozioni, con uno sguardo attento alle dinamiche umane. Molti critici vedono in Disclosure Day un ritorno alle atmosfere che hanno fatto grande Spielberg negli anni Settanta e Ottanta: un cinema che usa la fantascienza non solo per lo spettacolo, ma per raccontare le fragilità, i dubbi e le speranze degli uomini di fronte all’ignoto.
Oltre la fantascienza: i temi di Disclosure Day
Disclosure Day non è solo una storia di alieni o complotti governativi. Il film affronta domande profonde: cosa significa avere fede? Esistono davvero forme di vita intelligenti oltre la Terra? E come cambierebbe la nostra identità davanti a una rivelazione simile? Spielberg esplora le reazioni degli uomini di fronte a una verità rivoluzionaria, intrecciando riflessioni sul potere di queste scoperte e sul ruolo della comunicazione in un’epoca di disinformazione.
Sono temi che attraversano da sempre il cinema del regista, che mette al centro storie di persone, con le loro paure e meraviglie, più che gli eventi fantastici. Disclosure Day segue questa strada, con una narrazione che privilegia il lato umano anche nei contesti più straordinari.
Che tutto sia partito da un’app che milioni usano per prendere appunti resta un dettaglio curioso ma emblematico. Con quel semplice strumento, Spielberg ha tracciato le prime linee di un nuovo viaggio cinematografico, dimostrando ancora una volta la sua capacità di rinnovarsi senza perdere il legame con le sue radici e con il pubblico di oggi.



