Il 2 settembre 2026, alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è stato presentato NAZA, un documentario che non lascia spazio a dubbi né mezze misure. Le immagini – crude, senza filtri – svelano i retroscena militari dietro i raid israeliani sulla Striscia di Gaza. Non è solo un film da vedere, ma un atto di denuncia, una sfida diretta al pubblico e alle istituzioni che non possono più voltarsi dall’altra parte. L’atmosfera al Lido è carica di tensione, tra applausi e silenzi pesanti.
NAZA spicca nel panorama dei film in concorso a Venezia come l’unico documentario selezionato. Appuntamento il 10 settembre alle 17.15 nella Sala Grande, una vetrina di prim’ordine che sottolinea l’importanza della pellicola. Dietro la macchina da presa ci sono Yuval Abraham e Rachel Szor, già noti per No Other Land, il documentario vincitore dell’Oscar 2025 che raccontava la vita sotto l’occupazione palestinese. Con questo nuovo lavoro, il duo si addentra in un territorio più oscuro, quello delle strategie dell’intelligence e delle decisioni militari dietro i raid che colpiscono i civili di Gaza.
Il film non si limita a mostrare le tragedie della guerra, ma scava dentro il linguaggio tecnico e burocratico che accompagna le operazioni militari. Svela come si calcolano in anticipo le vittime civili, restituendo un quadro politico attuale e urgente, un documento che pesa nel cinema di guerra mondiale.
La scelta di girare sulle terrazze di Tel Aviv durante la notte non è casuale. Quel punto di osservazione sospeso racconta la distanza – ma anche la connessione – tra il centro decisionale israeliano e i territori in conflitto. L’oscurità amplifica il senso di segretezza e di attesa, come se si spiassero le mosse dell’intelligence da un confine invisibile.
Il titolo, NAZA, è un acronimo militare usato dall’intelligence israeliana per stimare le vittime civili previste durante i bombardamenti. Un dettaglio che dà al film un taglio investigativo forte, mettendo in luce un linguaggio ufficiale altrimenti freddo e distante dalla vita quotidiana. Il documentario solleva così domande pesanti sul modo in cui la vita umana viene trattata in termini tecnici nelle dinamiche di guerra, aprendo un dibattito necessario e inquietante.
Il progetto nasce da una collaborazione internazionale con The Guardian e JW Films, guidata dal produttore James Wilson. Un mix che unisce rigore giornalistico e coinvolgimento emotivo. Tra i produttori esecutivi c’è Jonathan Glazer, regista inglese noto per La zona d’interesse, film che ha raccontato l’Olocausto con uno sguardo freddo e distaccato. La sua presenza porta al documentario una profondità che evita il sensazionalismo, puntando invece a un’analisi lucida e precisa.
Per ora non si conoscono dettagli su durata e distribuzione italiana, ma I Wonder Pictures ha già acquisito i diritti per l’Italia. Il debutto al Lido sarà quindi fondamentale per capire come il pubblico e la critica accoglieranno questo progetto impegnativo.
Con NAZA, I Wonder Pictures conferma la sua linea editoriale, che negli ultimi anni ha puntato su film capaci di raccontare il presente nelle sue tensioni sociali e politiche. Tra i titoli del catalogo spicca La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, presentato a Venezia 2025 e vincitore del Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria. Quel documentario offriva un ritratto intenso di una bambina palestinese sotto il fuoco israeliano a Gaza. NAZA si inserisce in questo solco, proponendo il documentario come strumento potente per tenere viva la memoria e fare denuncia.
Il film di Abraham e Szor lascia aperti interrogativi importanti: come si racconta la guerra? Che ruolo ha il linguaggio militare nelle vite spezzate dal conflitto? E come si può documentare una realtà che rischia sempre di essere ignorata o manipolata? Queste domande si tradurranno in un confronto diretto nella Sala Grande di Venezia, dove NAZA verrà visto non solo come un evento cinematografico, ma come un manifesto politico e umano per il 2026.
Il 1954 segnò l’arrivo di _La ilusión viaja en tranvía_, un film che Luis Buñuel…
"Non potevo immaginare un debutto migliore". Così Young Hash, rapper di Bari, ha annunciato ADAVER,…
Cinque anni dopo _Bingo_, Margherita Vicario si rimette in gioco. Non solo cantante: ha diretto…
“Sarà una serata da ricordare.” A dirlo, poco prima dell’ultimo giorno di festival, è uno…
Nel gelido inverno del 1975, Evelyn irrompe in una festa con un segreto che pesa…
Siamo in tanti, canta Emma Nolde, e non è solo una frase. È un richiamo…