Il 1954 segnò l’arrivo di _La ilusión viaja en tranvía_, un film che Luis Buñuel girò durante il suo periodo messicano e che ora, dopo decenni, torna a brillare in 4K. Martedì 8 settembre, nella storica Sala Corinto di Venezia, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica presenterà questa versione restaurata, curata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino. Non è solo una proiezione: è un viaggio nel tempo, dentro un tram che attraversa una città e un’epoca ormai lontane, ma con volti e storie che risuonano ancora oggi. Un piccolo capolavoro ritrovato, da vedere da vicino.
Il Museo Nazionale del Cinema di Torino, insieme alla Fundación Televisa e alla Cineteca Nacional México, ha realizzato un restauro tecnico e culturale di grande valore. Girato durante il soggiorno messicano di Buñuel, il film è stato rimasterizzato in 4K, recuperando dettagli e colori ormai sbiaditi dal tempo. La Mostra del Cinema di Venezia lo ha scelto per la sezione Venezia Classici, dedicata alle opere restaurate e ai grandi capolavori del passato. Una scelta che punta i riflettori su un lavoro meno noto in Europa ma essenziale per apprezzare la libertà creativa che Buñuel ha raggiunto in Messico, dove ha saputo mescolare elementi popolari, critica sociale e tocchi surreali.
La proiezione in Sala Corinto alle 14.30 offre agli spettatori un’immersione nitida in quegli anni, quando la Città del Messico cambiava velocemente sotto la spinta delle nuove esigenze economiche e sociali. Non si tratta solo di un piacere visivo, ma di un invito a riflettere sulla storia, la società e la cultura raccontate dal film. Dal Museo di Torino fanno sapere che il restauro ha curato con attenzione la resa cromatica e la qualità dell’immagine, lavorando sulle copie negative originali e usando tecnologie moderne, senza mai tradire lo spirito artistico di Buñuel.
La trama segue due operatori di tram che, di fronte alla demolizione di un vecchio mezzo ormai fuori uso, decidono di farlo viaggiare un’ultima volta per le strade di Città del Messico. Un gesto semplice, quasi ingenuo, che presto assume un significato più profondo. Quel tram, carico di passeggeri di ogni tipo, diventa una sorta di palcoscenico su rotaie dove emergono tensioni, speranze e contraddizioni della città postbellica.
Durante il percorso si incontrano persone comuni: lavoratori stanchi, venditori ambulanti, famiglie in festa, quartieri in trasformazione. Buñuel si muove con mano sicura e discreta, senza spiegare troppo, usando il linguaggio della commedia popolare per mostrare i diversi volti della società messicana. Quel tram, che sembrava destinato a sparire, diventa un microcosmo urbano dove convivono socialità, paure e dinamiche economiche e culturali che plasmano la città. La leggerezza di fondo, spesso ironica, non impedisce al film di toccare temi importanti come la precarietà del lavoro e il conflitto tra modernità e tradizione.
Il lungo periodo messicano è stato per Buñuel un laboratorio creativo dove ha provato nuove strade narrative. Diverso dall’avanguardia europea più sfrenata, qui il regista punta a un realismo sottile, appena percettibile, condito da ironia e brevi squarci di assurdo. La realtà delle strade della capitale è vera, ma filtrata da una sensibilità capace di alternare il comico al riflessivo.
In _La ilusión viaja en tranvía_ tornano temi cari a Buñuel: la critica alle disuguaglianze sociali, le restrizioni della religione popolare, il mondo del lavoro. Senza perdere ritmo e coinvolgimento, il film racconta il passaggio da una città tradizionale a una metropoli simbolo di modernità, ma non senza sacrifici. Buñuel osserva tutto con distacco, a volte sarcastico, altre volte empatico, senza cadere nel sentimentalismo. Questo mix rende il film ancora oggi attuale e capace di parlare a un pubblico ben più ampio del solo Messico o degli esperti di cinema.
Il restauro presentato a Venezia mette in luce il ruolo fondamentale del Museo Nazionale del Cinema di Torino nella conservazione e nella valorizzazione della memoria filmica. La collaborazione con istituzioni messicane come la Fundación Televisa e la Cineteca Nacional México conferma quanto la tutela del cinema sia una sfida globale, che supera confini geografici, formati e generazioni.
I film, senza interventi accurati, rischiano di scomparire o di restare chiusi in archivi difficili da raggiungere. Grazie a progetti come questo, titoli come _La ilusión viaja en tranvía_ tornano a vivere sul grande schermo con tutta la loro forza, offrendo una nuova occasione di visione. La sezione Venezia Classici continua a essere uno spazio prezioso per questo tipo di operazioni, mettendo in contatto memoria e presente, e dando ai festivalieri la possibilità di riscoprire capolavori restaurati.
Con questo film torna così in luce un Buñuel meno celebrato, ma non per questo meno capace di raccontare con lucidità e intelligenza la città e le persone che la abitano. Proprio come quel tram che, nel 1954, attraversava Città del Messico e ancora oggi porta con sé una storia unica e preziosa.
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