Martedì 8 settembre 2026, nella Sala Corinto della Mostra di Venezia, un film torna a illuminare lo schermo con una nitidezza mai vista. La ilusión viaja en tranvía, firmato Luis Buñuel nel 1954, si presenta in una veste inedita grazie a un restauro in 4K. Non uno dei titoli più celebri del regista spagnolo, ma un’opera che svela un Buñuel meno noto, immerso nella vita vibrante e complessa della Città del Messico del dopoguerra. A curare questo lavoro, il Museo Nazionale del Cinema di Torino insieme a Fundación Televisa e Cineteca Nacional México. Il risultato? Un’immersione visiva che restituisce al pubblico la magia e la profondità di un capolavoro nascosto, pronto a essere riscoperto.
Il Buñuel che vedremo a Venezia nel 2026 non è quello europeo, famoso per L’âge d’or o Belle de jour. È un autore che ha vissuto più di vent’anni in Messico, firmando film meno conosciuti ma altrettanto importanti. La ilusión viaja en tranvía nasce proprio in quel periodo, quando Buñuel trovò una libertà espressiva diversa. Esiliato dalla Spagna, si immerse nel cinema messicano, riuscendo a mescolare narrazione popolare, critica sociale e tocchi surreali con naturalezza. Il film del 1954 è un perfetto equilibrio tra realismo, ironia e sogno. La sua proiezione a Venezia, inserita nella rassegna Venezia Classici, vuole restituire non solo un’esperienza visiva, ma anche un’occasione per leggere la città e la società messicana di allora.
La Mostra di Venezia conferma così la sua attenzione nel riportare alla luce opere meno celebrate ma fondamentali per la storia del cinema. Il Museo Nazionale del Cinema di Torino, insieme a Fundación Televisa e Cineteca Nacional México, ha dedicato tempo e competenze al restauro 4K, lavorando sui materiali originali per offrire un’immagine fedele a quella del 1954. Il lavoro tecnico ha richiesto cura estrema ai dettagli, per garantire allo spettatore moderno un’immersione totale nel film.
Il cuore di La ilusión viaja en tranvía è semplice ma intenso: due tranvieri decidono di rimettere in corsa un vecchio tram destinato alla demolizione, per un’ultima corsa nelle strade di Città del Messico. Quel viaggio prende subito un valore simbolico, diventando una piccola parabola sociale. Il tram si trasforma in un microcosmo in movimento, con lavoratori, famiglie, venditori ambulanti, devoti e tante altre figure tipiche della città.
Il film racconta con semplicità e precisione la vita popolare, senza mai diventare didascalico, ma con una sottile ironia. Quel veicolo, ormai al tramonto, si fa palcoscenico itinerante di tensioni, speranze, contraddizioni e legami di quartiere. Attraverso lo sguardo di Buñuel, lo spettatore scopre le trasformazioni politiche, sociali ed economiche di una città in fermento, tra modernità e conflitti. La narrazione scorre leggera, senza perdere di vista temi seri come la fatica del lavoro, le disuguaglianze e le divisioni sociali. Un’ultima corsa che racconta un’epoca.
Il cinema di Buñuel in Messico si distingue per un mix inedito di generi e stili che danno ai suoi film un ritmo e un tono particolari. La ilusión viaja en tranvía è un esempio perfetto di questa mescolanza. La storia si muove tra realismo popolare e ironia sociale, ma ogni tanto sorprende con tocchi surreali e grotteschi, marchi di fabbrica del regista.
La rappresentazione del lavoro, della religiosità popolare e delle disuguaglianze evita la predica, mantenendo una freschezza comica che rende il film ancora oggi attuale. Il tram che attraversa la città non è solo un pezzo di nostalgia, ma il segno di una trasformazione in atto, dove vecchie abitudini e mestieri cedono il passo alla modernità. Buñuel osserva quel mondo con uno sguardo attento, sarcastico ma anche capace di pietà, senza cadere in facili malinconie. L’incontro tra realismo e surrealismo racconta la complessità di una società in cambiamento.
L’iniziativa del Museo Nazionale del Cinema di Torino con La ilusión viaja en tranvía dimostra un impegno costante nella valorizzazione e nella salvaguardia del patrimonio cinematografico mondiale. La collaborazione con istituzioni messicane come Fundación Televisa e Cineteca Nacional México mostra come conservare le opere sia una sfida globale, che richiede cooperazione tra paesi e realtà diverse.
Il restauro digitale è una forma essenziale di tutela culturale, per mantenere vive e accessibili pellicole che rischierebbero di perdersi o essere dimenticate. La rassegna Venezia Classici, da anni attenta ai restauri e ai film d’epoca, è il palcoscenico giusto per restituire al pubblico opere di grande valore artistico e storico in una veste nuova.
L’appuntamento dell’8 settembre 2026 al Lido non è solo una proiezione d’archivio, ma un’occasione per vedere La ilusión viaja en tranvía come un film vivo, capace di raccontare con leggerezza e profondità una città, una società e un autore che ancora oggi stimolano riflessioni. Un Buñuel che torna protagonista, lontano dai riflettori dei grandi capolavori, ma al centro di una riscoperta importante.
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