
Gli italiani investono in musica più di quanto si possa pensare: la media sfiora i 115 euro all’anno a persona. Non è un dato casuale, ma il risultato di un’indagine approfondita condotta dall’ING People Insights Lab con YouGov. In tempi digitali, tra streaming, concerti e vinili, è curioso scoprire come si distribuisce davvero questa spesa. La musica, insomma, continua a essere un piacere per cui vale la pena mettere mano al portafoglio.
Concerti, un investimento che va oltre il prezzo del biglietto
I concerti sono ancora il cuore pulsante per chi vuole vivere la musica a pieno. Ma quanto pesa questa passione sul portafoglio? I dati dicono che chi ama la musica non bada troppo a spese per assistere a uno spettacolo dal vivo. Non si tratta solo di soldi, ma di un vero e proprio investimento emotivo. Dopo gli anni difficili della pandemia, nel 2024 si registra una leggera ripresa della partecipazione ai concerti. Tanti vogliono ritrovare quella magia che solo il contatto diretto con la musica sa dare.
Non è solo una questione di prezzo, insomma. Andare a un concerto significa anche vivere un momento sociale e culturale che va ben oltre il semplice ascolto. La ricerca mostra che circa il 30% della spesa media annua per la musica va proprio ai live. Questo dato racconta la forza del mercato dei concerti in Italia, ma anche il desiderio di un’esperienza autentica, lontana da schermi e cuffie.
Streaming: la nuova normalità per la musica digitale
Se il live è importante, lo streaming non è da meno. Piattaforme come Spotify, Apple Music e Amazon Music sono ormai parte della vita quotidiana di milioni di italiani. L’abbonamento a questi servizi rappresenta una buona fetta della spesa per la musica, soprattutto tra i più giovani.
Secondo la ricerca, quasi la metà degli italiani appassionati di musica usa almeno un servizio di streaming a pagamento. È un trend che segue quello globale. Per molti, questa formula offre un catalogo praticamente infinito a prezzi accessibili e la libertà di ascoltare ciò che vogliono, quando vogliono. Di conseguenza, quasi il 45% della spesa complessiva dedicata alla musica finisce proprio in questi abbonamenti.
Le cifre possono variare: si può passare da un piano base a uno premium, con opzioni come ascolto offline o senza pubblicità. Fatto sta che lo streaming ha cambiato il modo di consumare musica, spostando il focus dall’acquisto di singoli pezzi a un ascolto più fluido e continuo.
Dischi fisici: una nicchia che resiste e cresce
Nonostante il digitale, l’interesse per i dischi fisici – vinili e CD – non è tramontato. Anzi, in certi ambienti si nota una piccola rinascita. La spesa per i supporti tradizionali resta una parte importante per chi segue la musica con passione.
La ricerca indica che circa un quarto della spesa media annua è dedicata all’acquisto di dischi fisici. Sono soprattutto appassionati che cercano qualità audio migliore, edizioni speciali o semplicemente il piacere della collezione. Nel 2024, il vinile continua a dominare questo settore, grazie anche a una distribuzione sempre più capillare e all’interesse delle nuove generazioni.
Comprare un disco fisico non è solo una questione di suono: significa anche sostenere un settore particolare e riconoscere concretamente il lavoro degli artisti. In un mondo digitale dove i guadagni sono spesso ridotti, comprare un disco resta un gesto concreto, che conta.
Nord e Sud: un’Italia divisa anche nelle spese musicali
Lo studio mette in luce anche le differenze regionali nella spesa per la musica. Dal Nord al Sud, i modi e le cifre cambiano parecchio. Al Nord, dove ci sono più eventi e un potere d’acquisto maggiore, si spende di più per concerti e dischi.
Al Sud, invece, si preferisce lo streaming, più economico e facile da usare. Questo non significa che manchino appassionati disposti a spendere per live e supporti fisici, ma in misura minore rispetto al Nord.
In generale, gli italiani mostrano una maggiore consapevolezza: non vedono la spesa per la musica come un costo, ma come un investimento personale. La musica resta un bene insostituibile e chi la ama sceglie di dedicare una buona parte del proprio budget tra concerti, servizi digitali e collezioni personali.



