
Il Parco Nazionale del Pollino non perdona chi lo attraversa con leggerezza. Rocco Papaleo lo sa bene e lo racconta nel suo nuovo film, Il Bene Comune, in arrivo nelle sale italiane il 12 marzo 2026. Quella che all’inizio sembra una semplice escursione tra montagne selvagge, si trasforma in un viaggio intenso, fatto di tensioni nascoste e vite che si intrecciano senza via di fuga. Ogni passo porta i protagonisti a confrontarsi, non solo con il paesaggio, ma con le proprie paure e desideri. Tra vette e ombre, la linea tra libertà e prigionia si fa sempre più sottile.
Gita premio o viaggio dentro storie complicate?
Al centro della narrazione c’è Biagio, guida disillusa incaricata di accompagnare quattro detenute fuori dalle loro celle, tra i paesaggi aspri ma accoglienti del Pollino. Non si tratta di un’escursione qualunque: le donne che lo seguono sono molto diverse tra loro, ciascuna portatrice di un passato ingombrante e di storie intricate. Samanta, impulsiva e affascinante; Gudrun, con radici che si allungano dall’Italia al Nord Europa; Fiammetta, ex promessa della musica indipendente che ha dovuto rinunciare troppo presto alla carriera; Anny, hacker brillante e imprevedibile. A completare il gruppo c’è Raffaella, un’attrice in crisi che vede in questa esperienza una possibilità di rinascita.
Il cammino inizia tra diffidenze e silenzi, con ognuna chiusa nelle proprie memorie. Ma la natura, la fatica della salita e lo spazio condiviso all’aperto fanno da detonatore. Le barriere personali cominciano a cadere piano piano. Quel che doveva essere solo un modo per staccare dalla realtà carceraria si trasforma in un’esperienza umana profonda e collettiva. Le ore scorrono e il viaggio diventa un palcoscenico di rivelazioni inattese e di un’empatia che si costruisce passo dopo passo.
Il Pino Loricato, simbolo di forza e identità
La meta è il Pino Loricato, un gigante secolare che domina il massiccio del Pollino. Piegato dal vento, ma saldo sulle rocce, diventa un simbolo potente di resistenza. Nel film, quell’albero rappresenta la forza dell’uomo che affronta le difficoltà senza spezzarsi. È un punto di riferimento, un’icona verso cui il gruppo si muove, ma anche un’occasione per guardarsi dentro e fare i conti con il proprio passato.
Lungo il percorso emergono frammenti di vite spezzate: errori, scelte sbagliate, sogni messi da parte, occasioni perse. I paesaggi aspri fanno da sfondo a conversazioni che oscillano tra intimità e tensione trattenuta. Le donne, pur divise da esperienze diverse, iniziano a raccontarsi. Spontaneità e momenti di tregua si fanno spazio: canti improvvisati, ricordi a lungo taciuti. L’atmosfera cambia, si fa a volte più leggera, altre volte carica di intensità. Ma il viaggio continua, trasformandosi ad ogni parola detta o silenzio spezzato.
Un imprevisto che cambia le carte in tavola
Il rapporto tra i partecipanti si evolve, sospinto da quel paesaggio severo e affascinante. Le distanze personali non spariscono, ma si mescolano, dando vita a intrecci complessi. Sembra che tutto vada verso un equilibrio fragile, finché un evento inaspettato sconvolge il gruppo. Quella che sembrava una routine fuori dal tempo si trasforma in un confronto inevitabile con nuove verità emerse lungo la strada.
Quel momento di rottura costringe i personaggi a guardarsi dentro e a misurarsi con chi hanno accanto, anche se solo da poco. Il film oscilla con maestria tra ironia e riflessione. Papaleo racconta storie che non si lasciano incasellare facilmente, immergendosi nelle sfumature dei rapporti umani, tra leggerezza e profondità.
Tra musica, paesaggi e un cast di talento
Il Bene Comune porta la firma di Rocco Papaleo, che ha scritto la sceneggiatura insieme a Valter Lupo. Nel cast troviamo Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Vanessa Scalera, Rosanna Sparapano, Livia Ferri, affiancati da Andrea Fuorto, Max Mazzotta e Pietro Ragusa. Le riprese sono state realizzate tra Basilicata e Calabria, scelte per la loro autenticità e la forza espressiva dei paesaggi.
La fotografia di Diego Indraccolo valorizza gli spazi aperti, mentre le musiche di Michele Braga accompagnano l’evoluzione emotiva della storia, sottolineando la componente musicale che il regista ama mettere in primo piano. Papaleo definisce il film come un intreccio tra comicità e vissuto personale, un racconto di incontri tra persone diverse, costrette a condividere un’esperienza e a confrontare esistenze lontane ma sorprendentemente vicine nella loro fragilità. L’appuntamento con il grande schermo è fissato per il 12 marzo 2026, quando questa fusione di natura e umanità promette di restituirci uno specchio di realtà a tratti durissima, a tratti capace di stupire.


