In una sala cinematografica italiana, Fabio De Luigi torna davanti e dietro la macchina da presa con Un bel giorno. È la sua quarta regia, ma questa volta la sfida è doppia: far ridere e far riflettere. Nel film, famiglie complicate e padri soli che cercano di rialzarsi dopo una perdita improvvisa si intrecciano in una trama che vuole parlare di vita vera. Però, a tratti, la storia vacilla, come se non trovasse il giusto equilibrio tra leggerezza e profondità. La sceneggiatura, firmata da Furio Andreotti e Giulia Calenda, regala momenti autentici ma a volte scivola in situazioni un po’ troppo scontate.
Al centro della storia c’è Tommaso, uomo solo dopo la morte della moglie, che deve destreggiarsi con quattro figlie: Vittoria, precisa e ordinata; Sara, che punta a una ribellione controllata; Matilde, appassionata di nuoto sincronizzato; ed Elena, tiratrice con l’arco. È un quadro familiare complesso, fatto di caratteri diversi e gestioni quotidiane complicate. Tommaso porta avanti una piccola impresa di infissi, con giornate sempre uguali tra vetri, maniglie e serramenti. La sua routine è monotona, quasi prigioniera di un lavoro che non lascia spazio ad altro. L’unico che prova a scuoterlo è Italo, collega e amico, che lo spinge ad aprirsi a un nuovo amore e a lasciare da parte solitudine e abitudini. Le figlie, osservandolo sempre più chiuso nel suo dolore, capiscono quanto sia importante per lui trovare una nuova strada affettiva. Questa tensione familiare è il vero cuore emotivo del film.
La svolta arriva a una festa organizzata dalla banca con cui Tommaso lavora. Qui conosce Lara, dirigente interpretata da Virginia Raffaele, con cui nasce subito un’intesa. Ma Tommaso non le racconta subito tutto: nasconde la presenza delle sue quattro figlie per paura di spaventarla. Anche Lara ha i suoi segreti: è madre di tre figli e porta con sé un passato che non vuole mostrare subito. Da questo intreccio di silenzi e mezze verità nasce la trama centrale, fatta di incontri, equivoci e tentativi di far convivere due famiglie numerose. Tra momenti divertenti e altri più delicati, il film racconta la difficoltà di ricostruire la propria vita sentimentale, soprattutto quando si deve fare i conti con abitudini e numeri che non sono facili da mettere insieme.
Fabio De Luigi e Virginia Raffaele portano sullo schermo la loro esperienza comica, già vista in Tre di troppo. L’intesa c’è, ma il film non sempre riesce a valorizzarla al meglio. Accanto a loro ci sono volti noti come Beatrice Schiros, la madre di Lara, e Antonio Gerardi nel ruolo di Italo, amico e collega di Tommaso. Questi personaggi aggiungono un tocco familiare al cinema italiano di oggi, anche se spesso restano su toni un po’ troppo caricaturali. A spiccare sono invece le giovani interpreti delle figlie di Tommaso: Maria Gifuni, Alma Teresa Giardina, Anita Marzi e Arianna Gregori. La loro freschezza dà vita a scene più sincere, portando un po’ di realismo in mezzo a momenti più leggeri o forzati. Da segnalare anche Leon Castagno, che interpreta Andrea, figlio di Lara: il suo personaggio regala uno dei momenti più autentici del film, con una sensibilità che si distingue dal resto della narrazione. Questi sprazzi di verità contribuiscono a mostrare la complessità delle relazioni familiari.
Un bel giorno prova a mettere in scena temi delicati sotto la veste di una commedia. Si parla di genitori single, di ricominciare dopo un lutto, di rapporti familiari messi alla prova. Ci sono anche accenni al mondo degli adolescenti, con riferimenti a bullismo e fragilità scolastiche. Elementi che avrebbero potuto dare più profondità alla storia, trasformandola in qualcosa di più sfaccettato. Invece il film resta su un tono leggero, quasi a evitare tensioni troppo forti. I temi più delicati emergono solo di passaggio, senza un vero approfondimento. Alla fine, resta una rappresentazione gentile delle famiglie di oggi, con il messaggio di aprirsi alla vita anche dopo il dolore.
Un bel giorno si presenta così come una commedia italiana che prova a raccontare, con delicatezza, le sfide della famiglia allargata e i cambiamenti che la vita porta senza avviso. Una storia di rinascita e adattamento a situazioni complicate, ma mantenuta su un registro pacato, più vicino alla commedia romantica che a un ritratto profondo delle emozioni quotidiane. De Luigi conferma la sua versatilità, unendo la sua esperienza comica a un tentativo di raccontare il cambiamento, anche se con qualche passo falso lungo la strada.
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