Luca Argentero non è nuovo a scelte coraggiose, e con “Avvocato Ligas” alza ancora una volta l’asticella. Dopo aver conquistato il pubblico nei panni del dottor Fanti in “Doc – Nelle tue mani”, questa volta si cala nei panni di un avvocato penalista tutt’altro che ordinario. La serie, in onda dal 6 marzo su Sky e in streaming su NOW, rompe gli schemi raccontando la storia di un protagonista scomodo, lontano dagli eroi tradizionali. Argentero, con la sua consueta intensità, regala un personaggio capace di dividere e far riflettere.
Al centro della storia c’è Lorenzo Ligas, un penalista brillante che risolve casi complicati con metodi poco ortodossi. Ma la sua vita privata è un disastro. Ligas beve troppo, arriva sempre in ritardo, ignora le regole dello studio e ha un atteggiamento scontroso, quasi da ribelle. Eppure, quando si tratta di vincere una causa, è imbattibile. Michele Petrello, il capo dello studio legale, conosce bene il suo valore e gli affida i processi più spinosi. Tutto cambia però quando Petrello scopre che Ligas ha una relazione con sua moglie: il licenziamento è immediato e senza appello.
Dopo l’allontanamento, Ligas resta con Marta Carati, una giovane praticante che decide di seguirlo nonostante il suo carattere difficile. Marta diventa la sua compagna di viaggio, anche fuori dalle mura dello studio.
In tribunale Ligas è sicuro e spietato, ma fuori è un uomo fragile e segnato. Il suo matrimonio è finito, la moglie lo ha cacciato di casa e ha aperto il suo cuore a un altro uomo. Al centro di questo caos emotivo c’è Laura, la figlia di Ligas, il suo unico punto fermo. Lei è il legame più forte, l’unico affetto stabile in una vita altrimenti sbandata.
Questa doppia faccia del protagonista – l’avvocato geniale ma perso nella sua vita privata – traccia il ritratto di un uomo complesso, capace di grande forza ma anche di profonde debolezze.
La Milano di “Avvocato Ligas” non è solo lo sfondo della vicenda, ma un vero e proprio personaggio. Tra luci al neon, grattacieli e locali esclusivi, la città incarna tensione, ambizione e un clima di precarietà. Questo ambiente urbano alimenta il ritmo serrato della serie e riflette la dura realtà in cui si muove Ligas.
La regia di Fabio Paladini e il montaggio di Francesco Di Stefano e Francesca Addonizio danno alla serie un ritmo incalzante. Lo stile ricorda quello dei film di Guy Ritchie o della serie “Sherlock”, con tagli veloci che mostrano come Ligas collega indizi e dettagli con una mente sempre all’opera.
“Avvocato Ligas” mescola il racconto di casi giudiziari complessi con l’analisi di una vita personale tormentata. Ogni episodio si concentra su un processo difficile, mentre sullo sfondo si intrecciano le tensioni familiari e amorose del protagonista.
Spicca il personaggio della pm Annamaria Pastori, interpretata da Barbara Chichiarelli. Una magistrata severa che spesso si scontra con i modi anticonvenzionali di Ligas, dando vita a uno scontro acceso che tiene alta la tensione narrativa.
La serie è tratta dal romanzo di Gianluca Ferraris, con una sceneggiatura curata da Federico Baccomo. Il risultato è un legal thriller intenso, che scava nel profondo di un uomo tormentato, sempre al limite delle regole. Argentero dà vita a un personaggio pieno di contraddizioni: un avvocato che infrange le regole ma che sa catturare l’attenzione e la simpatia di chi lo segue.
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