Il cinema asiatico si sta rimodellando sotto i riflettori di Tokyo
Alla fine di ottobre, nel futuristico Tokyo Port City Takeshiba Port Studio, si è tenuta la settima edizione del Tokyo Gap-Financing Market . Non un semplice evento, ma un crocevia cruciale per chi cerca finanziamenti per progetti cinematografici, capace di attrarre professionisti da ogni parte del mondo. Qui, la selezione dei film non si limita ai confini nazionali o ai generi tradizionali: il mercato si apre a nuove storie, nuove voci, un panorama che guarda lontano.
Tokyo Gap-Financing Market: il motore nascosto del cinema asiatico
Il TGFM nasce per rispondere a un problema concreto del cinema asiatico, e non solo. Spesso le produzioni, anche quelle con basi artistiche solide e parte del budget già assicurato, faticano a trovare l’ultima somma necessaria per chiudere i conti. Questo “gap” rappresenta un vero e proprio muro prima di poter partire con le riprese. Il mercato si basa proprio su questo: mettere in contatto produttori con potenziali co-finanziatori, fondi, broadcaster e distributori di livello internazionale.
Non si tratta di un festival o di un semplice mercato dove si comprano e vendono film, ma di un’occasione strategica per presentare i progetti a chi può davvero fare la differenza. Dal 2016, il TGFM è diventato un punto di riferimento nel network asiatico, portando in Giappone iniziative e capitali da diverse parti del continente. La scelta del Takeshiba Port Studio, struttura moderna e dal design architettonico, sottolinea la volontà di offrire un’immagine fresca e internazionale, coerente con l’obiettivo di TIFFCOM di diventare un hub globale per gli scambi audiovisivi.
2026: un mix internazionale con un occhio di riguardo all’animazione
Quest’anno la selezione conta 24 progetti originali, con una presenza giapponese forte ma bilanciata da produzioni straniere. Otto sono di casa, a conferma dell’interesse del Giappone a sostenere il cinema locale senza chiudersi al confronto internazionale. La varietà di paesi e stili parla chiaro: il TGFM cresce come piattaforma di scambio e dialogo tra cinema diversi.
Da segnalare la quota significativa dedicata all’animazione: cinque progetti sono di questo settore. Il mondo dell’animazione, da sempre un pilastro dell’industria nipponica, si apre sempre più a opere provenienti da altri paesi asiatici. Mentre in passato animazione e live action viaggiavano su binari separati nei mercati di coproduzione, qui l’animazione trova un posto di pari dignità, aprendo nuove strade per investimenti e distribuzione. Un segnale importante per chi segue lo sviluppo globale dell’animazione asiatica.
Frontières e l’ingresso nel cinema di genere: un salto verso horror e thriller
La novità più rilevante di questa edizione è la partnership con Frontières, l’organizzazione canadese specializzata nel cinema di genere. Grazie a questo accordo, è stata inserita una “genre showcase” dedicata a horror, thriller e fantastico. Il TGFM amplia così i suoi orizzonti, passando da mercato di cinema d’autore a spazio aperto anche a produzioni più mainstream e di genere.
Tra i progetti più interessanti spicca un film body horror firmato da Gabriela Amaral Almeida, regista brasiliana già affermata. Questo dimostra come il mercato giapponese non sia più solo un punto di riferimento per i registi asiatici, ma stia aprendo le porte a voci da tutto il mondo, purché i loro progetti possano inserirsi bene nel mercato asiatico, sia dal punto di vista commerciale che artistico. L’horror ha una tradizione e un pubblico solidi in Asia e questa scelta punta a sfruttare quel potenziale, facilitando accordi di coproduzione e distribuzione soprattutto verso il Nord America, grazie anche all’esperienza di Frontières.
TGFM: il tassello tecnico che completa il mosaico dei mercati asiatici
Inserito nel contesto di TIFFCOM e in sinergia con il Tokyo International Film Festival, il TGFM si presenta come un punto di incontro ideale per una vasta gamma di operatori: produttori, finanziatori, agenti di vendita, selezionatori di festival e giornalisti. Tutti insieme nello stesso posto, nello stesso momento, per un ecosistema di business vivo e dinamico. Questo modello richiama i mercati “cerniera” già sperimentati con successo a Cannes e Berlino, assicurando incontri efficaci e mirati.
Nel panorama asiatico, il TGFM si distingue per un focus molto tecnico, dedicato al gap financing, e si posiziona come complemento ad altri mercati come il Busan Asian Project Market, più orientato al cinema d’autore coreano e orientale, o il Hong Kong International Film & TV Market. Tokyo punta soprattutto a produzioni con fondi già in parte assicurati, offrendo soluzioni per chiudere il budget senza perdere tempo.
La settima edizione ha così rafforzato il ruolo del Tokyo Gap-Financing Market come piattaforma che coniuga la specificità giapponese con visioni internazionali, spingendo su nuovi generi e stringendo alleanze strategiche per ampliare il raggio d’azione del cinema asiatico nel mondo.
