
Il 6 maggio il mondo dello spettacolo ha detto addio a Kenji Ohba, il celebre Sceriffo Spaziale Gavan. Aveva 72 anni quando se n’è andato, lasciando un vuoto che chiunque abbia seguito le sue imprese sullo schermo sente forte. Icona di un’epoca d’oro del cinema d’azione giapponese, Ohba ha combattuto a lungo contro una malattia ancora avvolta nel mistero. La notizia è trapelata solo qualche giorno dopo, lontano dai riflettori, avvolgendo fan e colleghi in un silenzio carico di rispetto.
La malattia che ha messo a dura prova Ohba
Da tempo Kenji Ohba combatteva contro un disturbo che la sua agenzia, Japan Action Enterprise, ha preferito definire in modo vago come “malattia non specificata”. All’inizio di maggio le sue condizioni si sono aggravate rapidamente. Già nel 2018 un malore improvviso, probabilmente un ictus, lo aveva costretto a un lungo allontanamento dalle scene. Da allora, Ohba ha scelto di vivere lontano dai riflettori, proteggendo la sua privacy e dedicandosi alla famiglia. Anche il funerale è stato un momento riservato, senza la presenza di fan o stampa, nel segno di quella discrezione che aveva sempre voluto mantenere. Nel frattempo, sui social sono arrivati messaggi di affetto e ricordi da parte di chi lo ha amato e seguito con passione.
Kenji Ohba, simbolo indelebile del cinema d’azione giapponese
Kenji Ohba non era solo un attore: era un punto di riferimento per intere generazioni di fan. Il suo volto è forse più noto al grande pubblico per il ruolo di Shiro, l’assistente di Hattori Hanzo in “Kill Bill” di Quentin Tarantino, ma la sua fama nasce e cresce soprattutto in Giappone. È stato infatti lo Sceriffo Spaziale Gavan, protagonista di una serie tv cult del 1982, a consacrarlo come icona. Quel personaggio ha segnato un’epoca, ridefinendo l’idea dell’eroe televisivo e influenzando il genere supereroistico in tutta l’Asia. In paesi come la Malesia, “Gavan” è diventato sinonimo di forza e coraggio. Prima di Gavan, Ohba aveva già lasciato il segno in titoli cult come “Battle Fever J” e “Denshi Sentai Denziman”, interpretando personaggi che ancora oggi sono nel cuore degli appassionati. Nel 2012 ha fatto un ritorno trionfale nel film che ha riunito i Gokaiger e lo stesso Sceriffo Spaziale, confermando il suo carisma senza tempo.
L’addio commosso di colleghi e fan
La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di emozione tra colleghi e ammiratori. Ryota Ozawa, che aveva lavorato con lui in progetti recenti, ha ricordato la sua presenza scenica e la dedizione, definendolo un modello da seguire. Anche Shoko Nakagawa, cantante e icona giapponese, ha voluto rendere omaggio a Ohba, sottolineando il ruolo fondamentale che ha avuto nel raccontare gli eroi che hanno popolato l’immaginario collettivo. L’eredità lasciata da Ohba va oltre il semplice intrattenimento: rappresenta un ponte culturale che ha unito popoli diversi attraverso storie di coraggio e giustizia. Quegli eroi degli anni ’80 restano vivi nella memoria di chi li ha amati e oggi guardano a quel periodo come a un capitolo forse irripetibile della storia del cinema e della televisione.



