Il Lido di Venezia si trasforma ancora una volta nel cuore pulsante del cinema. Tra il 3 e il 9 settembre, la 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica accende i riflettori sulle Masterclass nella suggestiva cornice della Match Point Arena del Tennis Club Venezia. Un luogo che da anni unisce appassionati e protagonisti del grande schermo in incontri vivaci e pieni di emozione. Qui, il cinema non è solo visione, ma dialogo diretto: storie di set, idee inedite e riflessioni sul futuro di un settore in continua evoluzione. Per chi non potrà vivere questa esperienza dal vivo, c’è la diretta streaming sul sito della Biennale, a portata di clic.
George Clooney apre le danze: cinema americano tra arte e industria
Giovedì 3 settembre, alle 16, è George Clooney ad accendere i riflettori. Leone d’oro alla carriera 2026, arriva al Lido con un percorso ricco e vario. Attore, regista, produttore, Clooney ha attraversato più stagioni del cinema contemporaneo, passando dai film indipendenti ai grandi successi hollywoodiani. Da Good Night, and Good Luck a Le idi di marzo, la sua carriera racconta una passione per la narrazione e una profonda consapevolezza delle sfide che il cinema americano affronta oggi. Non sarà solo un omaggio, ma un confronto aperto sui grandi cambiamenti: dal rapporto con i registi, alla produzione indipendente, fino alle nuove forme di distribuzione e al modo in cui il pubblico guarda i film tra sale e piattaforme digitali. Senza fronzoli, con un moderatore e domande mirate, ma anche con qualche deviazione inaspettata. Un’occasione per ascoltare chi conosce a fondo questo mondo.
Luc Besson racconta il cinema europeo tra tradizione e mercato globale
Domenica 6 settembre, sempre alle 16, tocca a Luc Besson. Il regista francese, autore di film come Le Grand Bleu, Nikita e Il quinto elemento, ha segnato un’intera generazione. La sua masterclass sarà un’occasione per riflettere sul cinema europeo oggi, capace di dialogare con un mercato sempre più globale dove i confini si fanno meno netti. Besson parlerà delle difficoltà di fare film che restano fedeli alle radici culturali europee, ma che devono confrontarsi con produzioni e distribuzioni internazionali. In un mondo fatto di coproduzioni e piattaforme digitali, il regista spiegherà come si può mantenere un’identità visiva riconoscibile, senza rinunciare all’innovazione e al contatto con il pubblico, sia europeo che mondiale. Un momento di confronto per capire come bilanciare creatività e mercato.
Ellen Burstyn, una vita tra rigore e potenza d’interpretazione
Martedì 8 settembre, alle 16, la scena si apre a Ellen Burstyn, altro Leone d’oro alla carriera 2026, icona del cinema americano del Novecento. Attrice di film come L’esorcista, Alice non abita più qui e Requiem for a Dream, Burstyn ha sempre visto la recitazione come una disciplina, più che un semplice mettersi in mostra. Nel suo incontro con il pubblico e gli studenti, si parlerà di lavoro interiore e delle sfide tecniche che il mestiere richiede. La sua esperienza amplia la prospettiva su cosa significhi stare davanti alla macchina da presa, andando oltre fama e ruolo pubblico, per entrare nel rigore artistico e nell’impegno personale. Un appuntamento prezioso per chi vuole capire la profondità e l’evoluzione della recitazione.
Chloé Zhao e Lukasz Zal: luce e spazio al centro del cinema contemporaneo
Nel programma delle Masterclass spiccano anche due appuntamenti di “The Art and Craft of Cinema”, progetto di Cartier in collaborazione con la Biennale. Venerdì 4 settembre alle 15.30, si incontrano Chloé Zhao, regista cinese premio Oscar e Leone d’oro 2020 per Nomadland, e Lukasz Zal, direttore della fotografia polacco. I due hanno lavorato insieme in Hamnet, film vincitore dell’Oscar nel 2025, e racconteranno come si costruiscono le immagini sul set. Si parlerà di luce naturale, scelta dei luoghi, ritmo delle inquadrature, rapporto tra volti e ambienti. Zhao porta la vicinanza ai personaggi al centro della sua narrazione, mentre Zal traduce la sua visione in immagini potenti e intense. Un’occasione per immergersi nei dettagli tecnici e artistici che definiscono il linguaggio visivo del cinema di oggi.
Luca Guadagnino chiude con un viaggio tra desiderio e memoria
Lunedì 7 settembre, alle 15.30, si chiude il ciclo “The Art and Craft of Cinema” con Luca Guadagnino, regista italiano tra i più apprezzati all’estero, Leone d’argento 2022 per Bones and All. Guadagnino porterà la sua esperienza nel creare atmosfere intense, sospese tra desideri, corpi, luoghi e ricordi. Dai successi come Chiamami col tuo nome al remake di Suspiria, ha mostrato come il cinema possa diventare un set emotivo, dove musica, costumi e scenografie dialogano con la storia e la recitazione. La sua masterclass approfondirà come si orchestrano tutti questi elementi per costruire un’esperienza sensoriale unica, offrendo una visione d’insieme su regia e produzione. Un momento per capire come il cinema può raccontare emozioni profonde e storie di formazione, tra personale e internazionale.
Tutte le masterclass si tengono nella Match Point Arena del Tennis Club Venezia, confermando questo spazio come cuore pulsante di confronto e scoperta durante la Mostra. L’esperienza dal vivo, con studenti, appassionati e addetti ai lavori, resta centrale. Ma chi non potrà esserci potrà seguire tutto in streaming sul sito ufficiale della Biennale. Per una settimana, il cinema batte forte, raccontato da chi lo crea e lo trasforma giorno dopo giorno.
