Nel settembre del 2026, Venezia si prepara a riscoprire un Buñuel inedito, quello di La ilusión viaja en tranvía, restaurato in 4K. Non è solo un ritorno sul grande schermo, ma un viaggio nel cuore della Messico del dopoguerra, tra strade che cambiano e vite che si intrecciano. Martedì 8, alle 14.30, la Sala Corinto del Museo Nazionale del Cinema di Torino accoglierà questa proiezione speciale alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Un’occasione rara, che restituisce al pubblico un film vibrante, lontano dalla nostalgia, capace di raccontare un’umanità complessa, fatta di luci e ombre, in un’epoca in fermento.
Un restauro che riaccende un pezzo di Messico anni Cinquanta
La ilusión viaja en tranvía, girato nel 1954 da Luis Buñuel, è uno snodo importante nella sua produzione messicana, spesso trascurata rispetto ai capolavori europei. Il restauro in 4K non è solo una questione tecnica: restituisce la freschezza originale dell’immagine e della storia, offrendo allo spettatore un’esperienza vicina a quella di allora. Dietro il lavoro ci sono il Museo Nazionale del Cinema, la Fundación Televisa e la Cineteca Nacional México, tutti impegnati nella salvaguardia del patrimonio audiovisivo messicano.
La sfida è stata grande: recuperare e ripulire i materiali per cancellare i segni del tempo, riportando nitidezza e contrasti che Buñuel aveva scelto per raccontare la Città del Messico degli anni Cinquanta. Non si tratta solo di un restauro tecnico, ma di un’operazione culturale: il film torna a raccontare non solo una storia, ma un momento di cambiamento urbano e sociale, tra modernizzazione e tensioni di classe. A Venezia, nell’ambito di Venezia Classici, si riaccende così la luce sul Buñuel messicano, che affonda le radici nel reale per poi giocare con l’ironia e il surreale.
La storia di un ultimo viaggio sul tram della città
La trama è semplice: due tranvieri, davanti alla demolizione di un vecchio tram storico, decidono di farlo viaggiare un’ultima volta per le vie di Città del Messico. Quel gesto malinconico si trasforma presto in qualcosa di più, quando sul tram salgono persone di ogni estrazione sociale: lavoratori, famiglie, venditori ambulanti, fedeli. Il viaggio diventa così un microcosmo in movimento, uno spazio dove si incrociano e a volte si scontrano diverse realtà della città.
Buñuel usa questa cornice per raccontare senza fronzoli la complessa realtà sociale del Messico postbellico. Le fermate del tram e le strade sono simboli di una città in fermento, che lascia alle spalle mestieri tradizionali e un tessuto sociale più uniforme per abbracciare una modernità che divide. Quel mezzo verso la rottamazione si trasforma in un palcoscenico su rotaie, un luogo dove classi sociali diverse mostrano paure, speranze e modi diversi di vivere la città. Nonostante i temi delicati, il film mantiene un tono leggero e ironico, evitando moralismi e prediche.
Tra realtà, ironia e surreale: l’anima messicana di Buñuel
Gli anni messicani di Buñuel, segnati dall’esilio e dall’adattamento a un cinema diverso da quello europeo, sono stati un periodo di libertà creativa. Qui il regista ha mescolato realismo e ironia, lasciando spazio a tocchi di surrealismo che diventeranno la sua cifra. La ilusión viaja en tranvía è un esempio perfetto di questa miscela, dove il quotidiano si intreccia con l’assurdo senza perdere coerenza.
Nel film convivono descrizioni precise delle attività lavorative e delle relazioni sociali con improvvisi sprazzi di surrealismo, che diventerà un tratto distintivo di Buñuel. Temi come religione popolare, mondo operaio e disuguaglianze economiche sono trattati con un ritmo che non perde mai la vena comica. Il tram diventa simbolo di una modernità che avanza lasciando indietro tradizioni, ma anche segno di una resistenza simbolica. Buñuel non si lascia andare alla nostalgia, anzi osserva i cambiamenti con uno sguardo ironico, pungente e a tratti compassionevole, rendendo il film ancora oggi un’opera capace di parlare oltre tempo e confini.
Il Museo Nazionale del Cinema: custode di un patrimonio da non perdere
La presentazione a Venezia conferma il ruolo importante del Museo Nazionale del Cinema di Torino nella tutela e valorizzazione di film che rischierebbero di scomparire. Le collaborazioni con Fundación Televisa e Cineteca Nacional México dimostrano come la conservazione del cinema sia un progetto che va oltre i confini nazionali.
Il restauro di La ilusión viaja en tranvía sottolinea anche il valore di Venezia Classici, che da anni è vetrina per opere fondamentali della storia del cinema restaurate e ridate al pubblico. Il Lido offre così l’occasione di confrontarsi con un film di grande peso storico e culturale, che racconta una trasformazione urbana e sociale attraverso lo sguardo critico e attento di Buñuel. Un tuffo nel passato che si trasforma in un dialogo vivo con il presente.
