Nel 1981, con meno di 400mila dollari e un gruppo di amici in una baita del Tennessee, Sam Raimi diede vita a qualcosa di inaspettato. La Casa, conosciuto anche come Evil Dead, non era solo un film a basso costo: diventò un cult che ha segnato per sempre l’horror. Sono passati 45 anni da allora, eppure la saga continua a far tremare il pubblico. L’8 luglio, nelle sale italiane, arriva il sesto capitolo: Il rogo del male. Raimi, stavolta produttore esecutivo, affida la regia a nuove generazioni, ma tiene saldamente in mano le redini di un progetto a cui è profondamente legato.
Il nuovo episodio riparte da un meccanismo ormai familiare ma sempre efficace: una casa isolata, legami di sangue e l’orrore che viene da dentro. La protagonista è una donna che, dopo aver perso il marito, va a vivere dai suoceri in una casa lontana da tutto. Doveva essere un rifugio, un momento di pace, ma tutto cambia quando i familiari cominciano a essere posseduti dai Deadites, le creature demoniache simbolo della saga. Quel raduno familiare si trasforma in un incubo soffocante, dove la realtà si fa un vortice di terrore senza scampo. La donna scopre che le maledizioni e i voti non scompaiono con chi li ha pronunciati, ma restano, segnando per sempre chi resta.
Il tema dei legami che alimentano l’orrore non è nuovo nella saga. Nel 2023, con Il risveglio del male, Lee Cronin aveva già esplorato la relazione tra due sorelle e un male antico che si propaga. Ma ogni regista porta la sua sensibilità. Qui si punta su un’atmosfera intensa, quasi palpabile, che stringe personaggi e spettatori in un vortice oscuro, raccontando come la paura possa abitare non solo gli spazi, ma anche i rapporti più intimi.
Sébastien Vaniček è la scommessa di questo nuovo capitolo. Trentanove anni, francese, con un solo film alle spalle, Vermin , un horror ambientato in un condominio parigino invaso da scarafaggi, ha colpito Raimi per la sua capacità di raccontare un orrore crudo e reale. Raimi, che ama dare spazio a nuove voci — dopo il successo di Lee Cronin — si affida a Vaniček e a Florent Bernard, coautore della sceneggiatura, per portare avanti la saga.
Il regista promette “il capitolo più estremo e viscerale di tutta la serie”, una promessa che il trailer conferma con immagini di sangue e violenza senza filtri. I Deadites dominano la storia, incarnando un male antico che si insinua in ogni angolo della vicenda. Tutto è pensato per scuotere il pubblico, regalando un’esperienza horror intensa sia sul piano visivo che emotivo, mantenendo la tradizione ma anche spingendo verso l’innovazione senza perdere l’identità.
A guidare il film c’è Luciane Buchanan, attrice neozelandese nota per le sue interpretazioni intense in The Tank. Al suo fianco Hunter Doohan, che si è fatto notare in serie come Mercoledì e Daredevil — Rinascita. Souheila Yacoub, reduce dal ruolo in Dune — Parte due, è una delle punte del cast, portando alla saga un respiro internazionale. L’attrice ha commentato con ironia la sua esperienza, scrivendo su Instagram che probabilmente non riuscirà a vedere il film, sottolineando così quanto la pellicola sia potente e disturbante.
Vaniček ha spiegato la scelta di Yacoub per la sua “fisicità unica e un’intensità emotiva” perfette per il tono crudo e a tratti spietato del film. Nel cast ci sono anche Tandi Wright, Errol Shand, Maude Davey, George Pullar e Greta Van Den Brink, attori chiamati a dare corpo a personaggi coinvolti in un horror che punta forte sull’impatto emotivo e fisico, creando una dinamica corale che tiene alta la tensione.
La Casa — Il rogo del male arriva in Italia l’8 luglio, due giorni prima dell’uscita americana del 10, un fatto insolito che dimostra la fiducia di Sony Pictures nel nostro mercato per questo genere. Eagle Pictures si occupa della distribuzione nazionale, con le sale già prese d’assalto nelle prenotazioni, segno del culto che accompagna la saga da sempre.
Contrariamente a qualche voce di corridoio, la saga non si ferma qui: il settimo film è già in cantiere. Si chiamerà Evil Dead Wrath e debutterà il 7 aprile 2028, con la regia di Francis Galluppi, autore di The Last Stop in Yuma County, e un cast di rilievo con Charlotte Hope, Jessica McNamee e Zach Gilford. Questa doppia linea di sviluppo, con registi diversi e storie parallele, è una strategia precisa di Raimi: affidare il franchise a una “famiglia” di cineasti, ognuno con la sua chiave di lettura, per mantenere vivo un universo narrativo che, a quasi mezzo secolo dalla nascita, continua a far paura come il primo giorno.
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