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Jane Fonda a 89 anni: più forte che mai e pronta a lottare per clima e diritti a Venezia

Jane Fonda ha varcato il palco del Teatro Goldoni a Venezia con uno sguardo deciso, niente affatto segnato dagli anni. A 88 anni, l’attrice e attivista americana ha catturato l’attenzione durante i DVF Awards 2024, dove Diane von Furstenberg ha premiato donne che fanno la differenza in politica, diritti e battaglie sociali. Quella serata non si è limitata a celebrare: Fonda ha parlato chiaro, con ironia e passione, toccando temi urgenti come il cambiamento climatico, la politica americana e le sfide dell’intelligenza artificiale. Nessuna retorica, solo parole vere.

Donne in prima linea: il premio che dà voce all’impegno sociale

Al Teatro Goldoni si è respirata una serata intensa, dove Jane Fonda non era l’unica a portare avanti l’impegno femminile. Accanto a lei, premiate personalità di rilievo internazionale: Mia Amor Mottley, premier delle Barbados; la fotogiornalista Lynsey Addario; la fondatrice di Food4Education, Wawira Njiru; e l’attivista Gisèle Pelicot. Ognuna rappresenta un fronte diverso dell’attivismo mondiale, un fronte che Diane von Furstenberg ha voluto mettere in luce con il suo premio DVF, ormai un appuntamento fisso per chi “usa la propria voce” per cambiare le cose.

Fonda ha risposto alle domande con una spontaneità sorprendente, raccontando di come la sua vita abbia preso una piega diversa a 33 anni, quando ha scelto la strada dell’attivismo. Non ha nascosto le difficoltà, nemmeno la paura di essere odiata, ma ha sottolineato la forza della sua determinazione e la solidarietà che ha sempre trovato intorno a sé. Una forza che oggi, a quasi novant’anni, sente più solida che mai.

Politica americana: tra paura, speranza e voglia di novità

Quando le è stato chiesto se temesse Donald Trump, Jane Fonda ha risposto senza esitazioni: “No”. Ha riconosciuto che molta gente ha paura, ma ha anche notato segnali di cambiamento nella società americana, inclusi alcuni sostenitori di Trump che “non sopportano il caos”. Un segnale chiaro di una crisi nelle dinamiche politiche, che rendono l’atmosfera ancora più tesa in vista delle prossime elezioni.

Fonda ha evitato di fare nomi tra i candidati, definendo “troppo presto” ogni giudizio. Ha però espresso un desiderio netto: vedere una nuova generazione politica capace di guardare lontano, alle “prossime sette generazioni”, e non solo agli interessi immediati. Per lei, la differenza tra speranza e ottimismo è fondamentale: non si tratta di vedere tutto rosa, ma di alimentare la voglia di agire.

La sua riflessione si è allargata al rapporto tra potere politico, economico e tecnologico. Rinnovare la classe dirigente è importante, ma serve anche coraggio per affrontare le sfide globali.

Clima e tecnologia: i chiari moniti di Jane Fonda

Il cambiamento climatico è la battaglia che Fonda porta avanti da anni con voce autorevole. Ha ribadito l’urgenza di regole ferree sull’intelligenza artificiale: senza limiti precisi, il rischio di un “armageddon della disoccupazione” è concreto. Ha ringraziato l’Europa per gli sforzi legislativi, riconoscendo un passo avanti importante.

Sul fronte energetico, Fonda si è mostrata molto critica verso il nucleare, smontando l’idea che i piccoli reattori modulari siano una soluzione economica o pulita. Ha messo in guardia anche contro l’uso del gas naturale liquefatto , definendolo una scelta pericolosa per la stabilità energetica e ambientale.

Secondo lei, queste questioni non si possono separare dalla politica globale e dal controllo delle grandi multinazionali e delle piattaforme tecnologiche. Il rischio è che il potere di questi attori influenzi non solo i mercati, ma anche la qualità stessa della democrazia.

Hollywood sotto la lente: no alle fusioni e sì alla libertà d’espressione

Jane Fonda si è schierata nettamente contro la fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros, che giudica un pericolo per la libertà artistica e culturale. Ha ricordato che Ted Turner, fondatore della CNN e suo ex marito, “non l’avrebbe mai accettata” perché avrebbe concentrato troppo potere mediatico.

Ha legato questa vicenda a un discorso più ampio sul ruolo del cinema nella società, sottolineando l’importanza degli storyteller indipendenti per raccontare storie alternative e spingere al cambiamento. La sua opposizione alla fusione ha anche un significato politico: è un modo per resistere a chi vuole imporre narrazioni uniche attraverso il potere economico.

Fonda ha espresso anche solidarietà a Mark Ruffalo, sotto attacco per il suo impegno contro le influenze politiche e tecnologiche legate a Larry Ellison, fondatore di Oracle. Per lei, sostenere queste battaglie significa difendere non solo Hollywood, ma uno spazio culturale libero da interessi economici stretti.

Ricordo commosso di Gloria Steinem, amica e ispirazione

Nel chiudere il suo discorso, Jane Fonda ha dedicato un pensiero toccante a Gloria Steinem, attivista e scrittrice femminista scomparsa il giorno prima. La voce si è rotta nel ricordare la loro profonda amicizia, che ha segnato anni importanti della sua vita.

Steinem, capace di mettere in discussione i rapporti di genere senza alcun senso di superiorità, ha lasciato a Fonda un’eredità di coraggio e sicurezza. “Non siamo moralmente superiori agli uomini, ma non dobbiamo dimostrare una mascolinità”, ha detto l’attrice, offrendo un ritratto sincero di cosa significhi essere donna e attivista in un mondo ancora pieno di disuguaglianze.

Questi momenti hanno dato un tono più umano alla serata, mettendo in luce le relazioni che hanno alimentato una vita di battaglie civili e culturali. A Venezia, Jane Fonda ha dimostrato che la determinazione non ha età, e che la lotta per la giustizia sociale resta un impegno vivo e urgente anche nel 2024.

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