Il 2 ottobre è uscito “In Doppia Fila”, il primo EP degli Equarantacinque, band veneziana pronta a farsi notare. Sei canzoni, ciascuna un viaggio che non si limita a segnare chilometri, ma si spinge oltre. Il nome stesso, Equarantacinque, richiama la E45, quella strada che attraversa l’Italia e porta con sé ricordi di spostamenti, incontri improvvisi, svolte inattese. Qui, suoni e parole si intrecciano come in un racconto di scoperta, mettendo in scena un pop italiano fresco, capace di raccontare storie semplici e al tempo stesso profonde. Un debutto che non passa inosservato, fatto di atmosfere che restano addosso.
“In Doppia Fila” si muove su territori musicali familiari, ma con una personalità ben definita. Gli Equarantacinque pescano dalla tradizione del pop moderno italiano, ma senza cadere in schemi scontati. La produzione, curata insieme a Sony Music / Columbia Records, mette in luce un equilibrio tra suoni freschi e un atteggiamento più riflessivo, come se la band volesse raccontare qualcosa di intimo ma che allo stesso tempo parla a tutti. Sei canzoni bastano a tracciare una direzione precisa: ogni pezzo ruota attorno al tema del viaggio, sia quello reale sia quello interiore, senza mai perdere il filo o diventare troppo astratto.
I testi sono fatti di immagini concrete e sensazioni dirette, con una musicalità che arriva subito dritta al cuore. La band costruisce veri e propri quadri sonori, dove la melodia esprime stati d’animo a volte sospesi, altre volte più forti e immediati. Si percepisce una cura particolare negli arrangiamenti, che mischiano chitarre, tastiere e ritmi decisi, senza però mai mettere in ombra la voce. Questo bilanciamento conferma la volontà degli Equarantacinque di farsi riconoscere per un suono maturo e contemporaneo, capace di parlare a un pubblico vasto ma attento ai dettagli.
Il titolo “In Doppia Fila” non è casuale. La doppia fila, letteralmente, richiama a una sosta forzata, a un momento di pausa nel viaggio. Un tempo per rallentare, riflettere, osservare quello che succede intorno. Gli Equarantacinque prendono questo concetto e lo trasformano in una storia a più livelli, dove la strada diventa metafora di crescita personale e delle tensioni che ognuno affronta nel cercare la propria strada. La E45, la strada italiana da cui prendono il nome, si fa simbolo di un percorso aperto ma anche pieno di ostacoli e deviazioni inevitabili.
Ogni canzone dell’EP richiama questa idea: non si parla solo di spostamenti fisici, ma di incontri, cambiamenti, riflessioni sul tempo che passa. Il viaggio è anche mentale, fatto di pause, avvicinamenti e partenze. Nei testi si trovano immagini di strade trafficate, città che scorrono, ma anche spazi aperti e silenzi preziosi. La doppia fila diventa allora il simbolo di chi corre dietro a un obiettivo, ma senza dimenticare di guardare intorno e, quando serve, fermarsi.
Pubblicare questo primo EP con Sony Music / Columbia Records dimostra l’interesse che il mercato discografico ha per gli Equarantacinque. La band veneziana con “In Doppia Fila” si ritaglia uno spazio preciso nel pop italiano, senza inseguire mode passeggere ma puntando su un progetto solido e riconoscibile. Il tema del viaggio e della strada aiuta a raccontare storie che parlano a chi cerca qualcosa di vero.
L’EP ha già attirato l’attenzione di addetti ai lavori e appassionati, grazie alla qualità di scrittura e produzione. Non solo suoni curati, ma anche parole che evitano retorica e banalità, capaci di emozionare. Gli Equarantacinque portano avanti un modo di fare musica che è anche racconto di vita e di esperienze condivise, creando un senso di appartenenza in chi ascolta.
Ogni traccia è una tappa di un viaggio che coinvolge anche chi ascolta, che si ritrova nelle atmosfere e negli stati d’animo raccontati con attenzione. “In Doppia Fila” si candida a essere una delle sorprese della scena italiana nel 2024, dimostrando che il pop può ancora raccontare storie profonde con eleganza e immediatezza.
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