Nel Cilento, tra le strade di Pollica e le onde del mare che Angelo Vassallo amava tanto, è tornata a farsi sentire una domanda che nessuno ha mai davvero smesso di farsi: perché? Era il 2010 quando il sindaco pescatore venne ucciso, e da allora quella ferita non si è mai rimarginata del tutto. Ora, un docufilm prende forma proprio lì, dove tutto è cominciato, con l’obiettivo di raccontare la sua storia senza filtri, di portare alla luce un’eredità fatta di passione e impegno per il territorio. A guidare questa iniziativa sono persone che lo hanno conosciuto davvero, convinte che la sua vicenda resti un pezzo fondamentale di memoria e verità italiana.
Il film nasce dall’idea dei fratelli Dario e Massimo Vassallo, presidente e vicepresidente della Fondazione che porta il nome del sindaco. Vogliono uscire dai soliti schemi del cinema tradizionale, raccontando la storia dal basso, con autenticità e passione civile. Dietro la macchina da presa c’è Giuseppe Falagario, che segue il progetto con attenzione e libertà.
L’obiettivo non è solo mostrare Angelo come vittima di un crimine, ma come uomo, amministratore, membro di una comunità. Raccontare chi era, da dove veniva, cosa amava: il mare, la pesca, la natura fragile e preziosa del Cilento. Il film si sviluppa come un racconto fatto di scelte, giornate, lotte e difficoltà, mettendo in luce il suo modo di fare politica — basato su rispetto, cura dell’ambiente e delle persone.
Il titolo, “Perché?”, è la domanda che apre e chiude il racconto, una domanda aperta che attraversa immagini e testimonianze. Non è un semplice tributo, ma un invito a non dimenticare e a cercare ancora la verità dietro quel delitto che ha segnato un’intera comunità.
Dario Vassallo parla spesso del messaggio che vuole trasmettere con il film: mostrare una politica fatta con passione, lontana dagli stereotipi. Ricorda Angelo non solo come sindaco, ma come un uomo che ha dato tanto a una terra spesso dimenticata.
Sottolinea l’importanza del suo lavoro, non solo per Pollica o il Cilento, ma per tutto il Paese. La domanda “Perché?” resta un monito, un richiamo a non mollare nella ricerca della verità.
Questa idea di politica si traduce in un metodo di amministrazione innovativo: tutela dell’ambiente, gestione responsabile, difesa del bene comune. Angelo Vassallo è diventato simbolo di questo modello, un esempio che resiste nel tempo. Il docufilm racconta tutto questo con chiarezza, mettendo a fuoco la sua visione di futuro e le difficoltà affrontate in un contesto spesso ostile e segnato da opposizioni.
Attraverso questo racconto, la Fondazione vuole dare dignità a un uomo che ha scelto di governare con coraggio, mettendo al centro la comunità e il territorio. Il “sindaco pescatore” diventa così portavoce di un impegno civile che va oltre la tragedia.
Per Massimo Vassallo il valore del progetto va oltre il ricordo personale o locale. La storia di Angelo è un insegnamento per chi si avvicina oggi alla politica, un modello di passione e responsabilità da far conoscere soprattutto ai più giovani.
Nel docufilm si intrecciano ricordi personali e riflessioni più ampie sull’impegno di amministrare un territorio. La scelta di mettersi in gioco, la difesa dei valori, il modo di agire in una realtà complessa sono raccontati con l’obiettivo di ispirare una nuova generazione di cittadini e amministratori.
La vita di Vassallo, carica di significato civile, diventa una parabola che va oltre i confini locali. La produzione punta a far conoscere la sua vicenda anche fuori dall’Italia, partecipando a festival nazionali e internazionali.
Il film mostra luoghi familiari ma ricchi di significato: le case, il porto, gli uffici comunali. Qui si costruisce una memoria viva che il racconto cerca di restituire con precisione. Non è solo cronaca, ma un invito al dialogo su come cittadini, territorio e politica possano e debbano intrecciarsi.
La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore guarda avanti e ha lanciato un appello alle grandi piattaforme di streaming, come Netflix e Amazon Prime Video. Non è solo una richiesta di ospitare il film, ma una proposta più ambiziosa: investire in questa storia, riconoscendone il valore civile e culturale.
L’obiettivo è portare “Perché?” nelle case di milioni di persone, in Italia e oltreconfine, facendo conoscere una vicenda che parla a tutti, da Nord a Sud. Si cerca una collaborazione coraggiosa per dare visibilità a una storia importante, spesso ignorata dai grandi media.
Appena pronto, il docufilm sarà presentato in anteprima in una sede istituzionale nazionale. L’idea è riaccendere l’attenzione sull’omicidio di Angelo Vassallo davanti a rappresentanti dello Stato e cittadini, creando un momento pubblico di memoria e ricerca della verità.
La domanda al centro del titolo resta aperta e pulsante. Ogni scena, ogni parola del film vuole tenere viva quella domanda, perché non si spenga mai l’impegno a capire cosa è davvero successo quella sera di settembre 2010.
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