Il 5 settembre 2026, Valerio Mastandrea ha preso la parola alla Mostra del Cinema di Venezia, portando sul palco qualcosa che andava oltre il semplice racconto di un film. Nel suo ruolo in La Città dei Vivi di Edoardo Gabbriellini, ha interpretato il padre di Luca Varani, un personaggio fragile e tormentato. Non si è trattato soltanto di recitare, ma di attraversare un’esperienza intima, fatta di dolore e silenzi, quella di essere genitore. Un ruolo senza manuale, spesso nascosto agli occhi degli altri.
La Città dei Vivi non si limita a riportare i fatti di cronaca nera: l’omicidio di Luca Varani, il giovane romano ucciso nel 2016 in modo brutale, è stato un evento che ha scosso l’opinione pubblica. Ma il film, presentato nella sezione Orizzonti, si concentra su ciò che c’è prima e dopo quell’orrore: la vita di Luca, i suoi rapporti familiari, le sue fragilità. Emanuele Maria Di Stefano dà corpo a un ragazzo che non è solo vittima, ma un giovane uomo con le sue contraddizioni e solitudini.
Il racconto si fa così più umano, andando oltre la semplice ricostruzione degli eventi. La prospettiva si sposta sulle emozioni nascoste, sui silenzi della famiglia, su quelle “stanze” che la cronaca non ha mai esplorato. Questo sguardo intimo cambia radicalmente il modo in cui lo spettatore si avvicina alla vicenda, trasformando la tragedia in una storia di persone reali.
Mastandrea ha raccontato con chiarezza il suo approccio a ruoli ispirati a fatti veri. «Non voglio imitare volti o gesti», ha detto, evitando che la recitazione diventi un semplice esercizio di copia. Per lui, rispettare chi ha vissuto realmente quei momenti significa non trasformare il dolore altrui in spettacolo. L’attore cerca il personaggio nel testo, trovando l’autenticità anche quando la storia è nota e dolorosa.
Ha definito il film come un modo per “accendere luci in stanze che nessuno aveva mai visto”, spostando l’attenzione dalle notizie alla vita emotiva e familiare che sta dietro ai fatti. Una scelta che dà al film una profondità rara, trasformandolo da cronaca fredda a racconto umano e sincero.
Mastandrea ha scelto di parlare del ruolo di genitore in modo schietto, rompendo con l’immagine ideale spesso proposta dai media. «Credo nei padri difettosi», ha detto, dipingendo un quadro di genitore che sbaglia, inciampa, ma resta presente come può. Un’immagine che sembra venire anche dalla sua esperienza personale, rendendo il racconto ancora più vero.
Ha parlato di un modo di stare vicino ai figli che non è controllo, ma osservazione e ascolto attento, capace di cogliere anche i silenzi e le solitudini tipiche dell’adolescenza. È un momento delicato, dove il genitore non può risolvere tutto, ma deve esserci con pazienza e disponibilità.
Ha ricordato anche la madre, una donna che lavorava tutto il giorno ma sapeva esserci nei momenti difficili, offrendo un esempio fatto di presenza e pazienza più che di perfezione. Per Mastandrea non esistono ricette per essere genitori, solo un percorso di prove, errori e piccoli passi che costruiscono la relazione con i figli.
Dietro La Città dei Vivi c’è un legame forte tra Mastandrea e il regista Edoardo Gabbriellini, nato quasi per caso e cresciuto nel tempo. Sul Lido, l’attore ha raccontato questa amicizia professionale fatta di scambi, discussioni e scelte coraggiose, lontane dalle vie più facili del cinema.
Ha descritto il loro rapporto come quello di “fratelli di latte”, un’intesa profonda che va oltre il lavoro, fatta di fiducia e rispetto reciproco. Insieme hanno voluto raccontare la storia di Luca Varani senza fermarsi alla superficie del dolore o dello scandalo, ma scavando dentro le persone e i legami spezzati, portando alla luce le emozioni che restano anche dopo che la cronaca smette di occupare le prime pagine.
L’intelligenza artificiale non cambierà Sanremo. Stefano De Martino ha parlato chiaro, cercando di calmare le…
Settembre era partito piano, quasi silenzioso. Poi, all’improvviso, la settimana 39 ha scosso la scena…
Damiano David ha appena fatto qualcosa di raro: il suo primo singolo da solista, Funny…
Damiano David ce l’ha fatta: il suo album solista, "Funny Little Fears", conquista il disco…
Il 5 ottobre 2026, le radio italiane si preparano a un vero e proprio assalto…
Settembre è sempre un po’ amaro, e Orietta Berti lo canta forte in Maledetto Settembre,…