Sanremo? Non è più un sogno lontano, confessa Tiziano Ferro con una sincerità nuova, palpabile. Il suo tour negli stadi è appena cominciato, ma qualcosa in lui è cambiato. Non nasconde il peso della fine del matrimonio con Victor Allen, un dolore che ancora si fa sentire, profondo e reale. E quando parla della violenza dilagante sui social, non si trattiene. La sua voce porta il peso di tormenti vissuti, ma anche una chiarezza sorprendente, diretta, che cattura l’attenzione.
Da sempre si parla della possibile partecipazione di Tiziano Ferro al Festival di Sanremo, ma fino a ora era solo un’ipotesi. Oggi, invece, le sue parole raccolte da Adnkronos sono nette: “Mi piacerebbe partecipare in gara al Festival”. La differenza sta tutta qui: ora il cantante dice chiaramente che la competizione non lo spaventa più. In passato aveva detto no a Carlo Conti per il 2026, perché stava chiudendo il suo ultimo album, un lavoro impegnativo che ha coinvolto centinaia di persone. Non voleva rinunciare a quel momento di creazione per dedicarsi a Sanremo.
Nessuna delle canzoni di “Sono un grande” sembrava adatta all’Ariston. Tra quelle che ha preso in considerazione ci sono “Cuore rotto” e “Fingo e spingo”. Nel suo percorso lo accompagnano i consigli delle amiche più care: Giorgia lo incita a provarci, mentre Laura Pausini lo trattiene con sorrisi e schiaffi sulle mani, ricordandogli che bisogna avere la canzone giusta per salire su quel palco. Quella canzone ancora non c’è, ma la porta resta aperta. Un Tiziano Ferro a Sanremo nel 2027 non sembra più un’idea così lontana.
Il capitolo più duro di questi mesi è la fine del matrimonio con Victor Allen, sposato nel 2019 e padre dei loro due figli nati nel 2022. La separazione è arrivata nel 2023 e ha lasciato un segno profondo nella vita di Ferro. Nel nuovo album, il brano “A Napoli” racconta con forza il dolore che porta dentro. L’artista ha parlato apertamente, senza mai fare nomi, di un abuso mentale che ha reso la convivenza difficile e pesante.
Parla di una violenza psicologica, che definisce “narcisismo patologico”, capace di lasciare ferite invisibili ma profonde. Ferro sottolinea quanto questo tipo di abuso sia spesso sottovalutato rispetto ad altre sofferenze più evidenti. Dietro queste confessioni c’è un lungo cammino di terapia, iniziato anni fa e ancora in corso. Trasformare quel dolore in musica è per lui un modo per affrontarlo, per portarlo alla luce invece di tenerlo nascosto nel privato.
Con l’esperienza maturata nel mondo digitale, Ferro va oltre la semplice critica ai social. Per lui bisognerebbe eliminare l’anonimato online, obbligando chi si iscrive a piattaforme come Facebook o Instagram a usare la propria identità reale. Come succede nella vita di tutti i giorni, dove per entrare in certi luoghi serve un documento, così online servirebbe un controllo per limitare insulti e violenza verbale.
Ferro distingue tre tipi di “haters”: i giovani che ancora non sanno distinguere una battuta da un’offesa, chi scarica rabbia e frustrazione, e infine chi fa del trolling un mestiere senza contenuti veri. Si schiera anche contro la “cultura dell’Ozempic”, quel fenomeno che esalta la magrezza estrema e distorce l’immagine del corpo, soprattutto tra i più giovani. Difende invece un uso consapevole dei social, che devono essere uno strumento legato al lavoro reale, non un rifugio o una fuga dalla vita vera.
Le proposte di Ferro sono concrete e puntano a mettere regole chiare in un ambiente che, senza limiti, rischia di diventare terreno fertile per violenza e prevaricazione. Il suo appello, lanciato nel 2024, arriva da una voce sempre più lucida e diretta, che chiama tutti a responsabilità e consapevolezza.
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