Venticinque milioni di dollari di incasso in una settimana: “La Passione di Cristo” non era solo un film, era un fenomeno. Era il 2004 quando Mel Gibson raccontò quella storia con un’intensità che pochi avevano visto sul grande schermo. Ora, dopo ventidue anni, è calato il sipario sulle riprese del sequel, intitolato “The Resurrection of the Christ”. Girato per 134 giorni tra le suggestive location italiane, questo progetto ambizioso si presenta in due parti. Ma mentre la macchina si ferma, spuntano sorprese inattese: un volto nuovo tra gli attori e un rinvio nelle date di uscita, che hanno subito messo un freno alle aspettative.
La novità più inattesa riguarda proprio il cast, con l’ingresso di Rupert Everett. L’attore britannico, famoso per ruoli brillanti in commedie come “My Best Friend’s Wedding” e noto per il suo stile unico, si unisce al film con un ruolo piccolo ma, a quanto pare, centrale. Non è ancora chiaro chi interpreterà, anche se alcune voci lo danno per Abramo. Gibson e Lionsgate però mantengono il massimo riserbo. La scelta di Everett, così insolita per un film epico e religioso, aggiunge un alone di mistero e curiosità sul tipo di interpretazione che porterà sullo schermo.
Questa mossa conferma la volontà di Gibson di differenziare il sequel dal primo film, con un cast tutto nuovo e una storia più complessa. Dividere la produzione in due parti lascia spazio a un racconto più ricco e variegato, senza però perdere il forte respiro spirituale che ha caratterizzato l’originale.
Buone notizie sul fronte produttivo, ma meno sulla programmazione. Inizialmente, le due parti dovevano uscire a distanza di circa 40 giorni, un richiamo simbolico ai quaranta giorni che Gesù avrebbe trascorso dopo la resurrezione. Ora invece il calendario è stato rivisto con ritardi importanti.
La prima parte, prevista per il 26 marzo 2027, è stata spostata al 6 maggio 2027. Più pesante il rinvio per la seconda: da maggio 2027 a maggio 2028, con più di un anno di attesa tra i due film. Entrambi usciranno nel giorno dell’Ascensione, una scelta che sottolinea la forte valenza religiosa dell’opera.
Questo allunga i tempi per il pubblico, che dovrà pazientare oltre dodici mesi per vedere la conclusione della storia. Il ritardo è legato alla complessità della produzione, che ha puntato su location italiane, un cast nuovo e tecnologie avanzate, ma mette alla prova la pazienza degli spettatori.
Un cambiamento importante riguarda il protagonista. Jim Caviezel, volto storico di Gesù nel 2004, non tornerà per il sequel. Fino ad aprile 2025 sembrava quasi certo, grazie a tecniche di ringiovanimento digitale simili a quelle usate da Martin Scorsese in “The Irishman”. Ma a ottobre 2025 si è deciso di abbandonare questa strada, troppo costosa.
Al suo posto c’è Jaakko Ohtonen, attore finlandese noto soprattutto per la serie Netflix “The Last Kingdom”. La sua conferma è arrivata il 21 maggio insieme alla prima immagine ufficiale. Scegliere un volto nuovo e poco conosciuto in un ruolo così iconico aggiunge un elemento di novità che potrebbe cambiare l’approccio alla figura di Gesù.
Ohtonen dovrà misurarsi con un’eredità pesante: la performance di Caviezel ha segnato profondamente il modo in cui il pubblico ha immaginato quel personaggio sul grande schermo.
Il sequel si concentra sui tre giorni tra la crocifissione e la resurrezione di Gesù, un momento chiave chiamato anche “la discesa agli Inferi” o Sheol. Secondo alcune tradizioni, in questo intervallo Gesù scese nel regno dei morti per liberare le anime prigioniere. Gibson ha definito il film un’esperienza “psichedelica”, mai vista prima, scritta insieme allo sceneggiatore Randall Wallace, già dietro a “Braveheart”.
Non manca un ruolo approfondito per Satana, già presente nel primo film, che amplia il confronto tra il bene e il male in una narrazione dal forte richiamo spirituale. Le riprese si sono svolte in sei località italiane: Roma, Matera, Bari, Brindisi, Ginosa e Craco. I due film sono stati girati contemporaneamente da ottobre 2025 ad aprile 2026 e hanno chiuso la produzione in anticipo.
Ancora una volta, l’Italia si conferma un set perfetto, con i suoi paesaggi storici e la varietà dei luoghi che attirano registi di fama mondiale.
Il cast cambia radicalmente rispetto al primo film. Mariela Garriga è Maria Maddalena, al posto di Monica Bellucci, mentre Kasia Smutniak veste i panni di Maria, madre di Gesù, sostituendo Maia Morgenstern. Riccardo Scamarcio interpreta Ponzio Pilato, ruolo che era stato di Hristo Shopov.
Questa squadra fresca punta a dare nuove sfumature ai personaggi e a costruire un universo narrativo diverso dal precedente. La distribuzione sarà curata da Lionsgate in Nord America, Regno Unito e America Latina, segno dell’importanza del progetto sul mercato internazionale.
Il budget si aggira intorno ai 200 milioni di dollari, a conferma dell’ambizione dietro questa produzione. Per Gibson si tratta di “la parte più importante” della sua carriera, un progetto che dopo più di vent’anni di attesa vuole tornare a far riflettere il pubblico con una visione rinnovata della storia sacra.
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