Kristen Stewart e “La cronologia dell’acqua”: un film che rivoluziona la narrazione temporale
Nel 2017, Kristen Stewart ha aperto sul suo Kindle “La cronologia dell’acqua” e qualcosa, subito, l’ha catturata. Quel libro di Lidia Yuknavitch ha acceso in lei un’idea che ha impiegato otto anni a prendere forma. Il risultato? Un film che non segue il tempo come siamo abituati a vederlo, ma lo smonta e lo ricompone, pezzo dopo pezzo. Dietro quel lavoro ci sono centinaia di riscritture della sceneggiatura, una sfida personale per Stewart che ha voluto superare il semplice adattamento, cercando un modo tutto suo di raccontare questa storia. Dal prossimo 11 giugno, il pubblico italiano potrà immergersi in questo viaggio visivo, grazie a Wanted Cinema, e scoprire un cinema che si muove lontano dalle solite regole.
“La cronologia dell’acqua” non segue la solita strada del racconto lineare. Kristen Stewart ha scelto di mantenere la struttura frammentata del libro, un memoir che intreccia ricordi sparsi, sensazioni e stati d’animo. Il film si presenta come un mosaico di momenti non in ordine cronologico che ricostruiscono la vita di Lidia. L’idea non è solo raccontare i fatti, ma entrare nella complessità del suo mondo interiore, dando spazio a emozioni e percezioni piuttosto che a una narrazione ordinata.
La regista ha spiegato che questa frammentarietà non è un ostacolo, ma il cuore stesso del film. “Non si tratta solo di trasferire il testo dalla pagina allo schermo, ma di esplorare nuove vie per raccontare una storia.” Le scene si intrecciano tra passato e presente senza rispettare un ordine preciso, mostrando i traumi, le dipendenze e i cambiamenti di Lidia in modo diretto e intenso.
Lidia, interpretata da Imogen Poots, cresce in una famiglia segnata da abusi e violenze. Nel nuoto agonistico trova una prima forma di rifugio e disciplina, una speranza per tenere insieme i pezzi di una vita difficile. Ma i lutti e le relazioni tossiche continuano a mettere a dura prova questo fragile equilibrio. La storia si concentra poi sul suo avvicinarsi alla scrittura, che diventa per lei un mezzo per sopravvivere e ricostruirsi. La parola scritta è la sua ancora, il modo per mettere ordine dentro al caos.
Nel cast spicca anche Jim Belushi, che aggiunge spessore a questa vicenda complessa. Il film racconta la battaglia interiore di una donna che prova a rialzarsi nonostante le ferite. È un racconto che mette in luce la lotta tra dolore e forza, mostrando come la memoria e le emozioni possano essere raccontate attraverso un linguaggio visivo molto intenso e sensoriale.
Presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2025, “La cronologia dell’acqua” ha attirato l’attenzione per il suo approccio sperimentale e fuori dagli schemi. Il film si fa notare per la capacità di abbandonare la narrazione tradizionale e per un uso originale delle immagini che raccontano memorie spezzate. Questo debutto alla regia premia un percorso artistico che ha visto Kristen Stewart lavorare con registi come Olivier Assayas, Ang Lee e Pablo Larraín, e ottenere una candidatura all’Oscar per “Spencer”.
In Italia il film sarà proiettato in anteprima il 10 giugno in alcune sale selezionate, con la possibilità per il pubblico di dialogare in streaming con la regista. Dal giorno dopo, 11 giugno, arriverà nelle sale italiane, esclusivamente in lingua originale. Una scelta che sottolinea la natura d’autore del progetto e si rivolge a un pubblico attento, pronto a seguire una narrazione fuori dagli schemi e ricca di significati.
“La cronologia dell’acqua” si presenta come uno dei debutti alla regia più originali e stimolanti della stagione. Un film che mette alla prova lo spettatore, chiedendo di confrontarsi con storie di dolore e rinascita raccontate senza filtri e senza schemi tradizionali.
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