«Non ho mai visto nulla di simile», ha detto un critico dopo aver visto Jessie Buckley in Hamnet – In nome del figlio. È lei, l’attrice irlandese che sta trasformando il modo di raccontare il dolore sul grande schermo. Nessun premio importante ancora, ma la sua presenza agli Oscar 2026 è già un fatto chiacchierato. Nel film, Buckley dà vita a un personaggio segnato da un lutto così profondo da sembrare palpabile, un dolore che si fa racconto universale. Il pubblico è rapito, la critica entusiasta. Hollywood guarda, pronta a consegnarle il trono del cinema drammatico.
Jessie Buckley è Agnes, moglie di William Shakespeare, in Hamnet – In nome del figlio, diretto da Chloé Zhao, già acclamata per Nomadland. Il film, ispirato al romanzo di Maggie O’Farrell, segue il difficile percorso di elaborazione della perdita del figlio Hamnet, una tragedia che segna profondamente il rapporto tra i protagonisti. Buckley offre un’interpretazione fatta di misura e intensità: ogni sguardo, ogni silenzio, ogni lacrima raccontano il peso di un dolore che sconvolge la quotidianità. Il film restituisce così un ritratto vivido e sfaccettato della sofferenza materna e di un amore segnato dalla perdita.
La sua prova ha fatto rumore, mettendo in luce un’artista capace di trasformare i personaggi in esperienze vere e toccanti. A Hollywood si percepisce un cambio di passo nel modo di raccontare la donna nei ruoli drammatici, e Buckley sembra esserne la protagonista. Il film non solo mostra il suo talento, ma anche un approccio emotivo raro, che ha convinto critici e addetti ai lavori. Tutto lascia pensare a un riconoscimento importante nella notte degli Oscar.
La crescente fama di Jessie Buckley porta con sé una riflessione sulla sua origine irlandese, un aspetto che pesa sia culturalmente sia professionalmente. Hollywood ha da sempre avuto un rapporto complicato con gli attori irlandesi, spesso costretti a fare i conti con pregiudizi e stereotipi. Lo stesso percorso l’ha fatto Paul Mescal, un esempio recente di come si possano conquistare spazi importanti a livello internazionale. Buckley segue quella scia, ma con una determinazione e una forza che le hanno permesso di emergere, nonostante le difficoltà.
La sua ascesa è la dimostrazione di un cambiamento in atto: un gruppo di attori irlandesi che, con talento e impegno, riesce a ritagliarsi un posto di rilievo nel mondo del cinema. Non si tratta solo di origini, ma di capacità di farsi strada con ruoli forti e prove convincenti. La fiducia che Hollywood ripone in Buckley conferma questa evoluzione, trasformando la sua carriera in un esempio di superamento degli ostacoli e affermazione artistica.
Negli ultimi mesi Jessie Buckley ha raccolto una serie di riconoscimenti importanti in festival e cerimonie di rilievo. Dai Critics’ Choice Awards ai Golden Globe, passando per i BAFTA e gli Actor Awards, la sua interpretazione in Hamnet ha convinto praticamente tutte le giurie di settore. Il consenso critico è pressoché unanime, e le riviste specializzate sottolineano la sua capacità di comunicare emozioni anche nei silenzi più profondi. Variety, punto di riferimento nel mondo del cinema, ha elogiato la sua abilità di recitare “meravigliosamente anche stando in silenzio”, un complimento che riassume l’intensità raggiunta nell’ultima scena del film.
Anche se Jessie non ha mai ufficialmente annunciato una candidatura agli Oscar, il sostegno che ha raccolto lascia pochi dubbi su un possibile trionfo. La sua prova, naturale e potente, unita a una carriera in piena crescita, la mette tra le favorite per la statuetta del 2026. Questo potrebbe essere il momento della sua consacrazione definitiva, il passaggio da promessa a realtà.
Jessie Buckley ha iniziato presto, partecipando a 17 anni al talent show britannico I’d Do Anything, una sfida per ottenere il ruolo protagonista nel musical Oliver!. Arrivata seconda, quell’esperienza fu comunque decisiva, nonostante il ricordo amaro di un ambiente segnato da body shaming e pressioni. Fu in quel momento che capì quale sarebbe stata la sua strada: emozionare il pubblico attraverso la recitazione.
Dopo gli studi all’Accademia di Arti Drammatiche di Londra, Buckley si è fatta le ossa nel teatro classico, affrontando ruoli di Shakespeare come La Tempesta e Enrico V. Queste esperienze le hanno dato gli strumenti per affrontare personaggi complessi e delicati, affinando la precisione e l’intensità che oggi la contraddistinguono sul grande schermo. In televisione l’abbiamo vista in serie importanti come Guerra e Pace e Taboo, dove ha lavorato con attori di spicco come Tom Hardy, dimostrando grande versatilità.
Nel 2017 Jessie Buckley ha debuttato al cinema con il thriller psicologico Beast. Da allora ha alternato film e cortometraggi al teatro, diventando sempre più nota al grande pubblico. Serie come Fargo e film come Sto pensando di finirla qui di Charlie Kaufman hanno alzato il suo profilo, portandola a un livello superiore di notorietà. Anche il ruolo della giovane Olivia Colman ne La figlia oscura, diretto da Maggie Gyllenhaal e disponibile su Netflix, è stato un passaggio importante, in un film che ha raccolto consensi agli Oscar 2021.
Il riconoscimento sul palco è arrivato con il Laurence Olivier Award come Miglior Attrice in un musical per Cabaret, un premio che ha aperto nuove porte, tra cui il ruolo in La Sposa! sempre diretto da Gyllenhaal. Nonostante qualche critica mista verso quest’ultimo film, la carriera di Buckley ha continuato a salire, arrivando ora alla candidatura agli Oscar e a collaborazioni con registe come Alice Rohrwacher.
Il futuro di Jessie Buckley si disegna tra solide radici nel teatro anglosassone e un’apertura crescente verso progetti internazionali. Il suo prossimo film con Alice Rohrwacher, una delle registe italiane più apprezzate all’estero, è un segnale importante della sua versatilità e maturità artistica. Il progetto, tratto dal romanzo The Three Incestuous Sisters di Audrey Niffenegger, promette un’esperienza creativa stimolante che potrebbe confermare il suo valore nel cinema d’autore.
Questa miscela tra cinema europeo e americano rafforza l’immagine di Buckley come un’attrice capace di muoversi con disinvoltura tra grandi produzioni e lavori più intimi. La sua presenza al Dolby Theatre nel 2026, sul red carpet degli Oscar, rappresenterà la sintesi di anni di impegno e dedizione. Quel premio potrebbe segnare l’ingresso di Jessie tra le interpreti di riferimento a livello mondiale, con una carriera che promette ancora molti ruoli di spessore.
Da giovane promessa irlandese a protagonista del cinema contemporaneo, Jessie Buckley si avvicina a un momento che potrebbe trasformare la sua storia in leggenda. I riflettori sono puntati: la notte degli Oscar attende uno dei volti più autentici e potenti del 2026.
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