Quattro giorni di musica che hanno fatto tremare l’isola di San Pietro, dal 22 al 25 luglio 2026. Carloforte si è trasformata in un vero e proprio crocevia culturale, grazie alla ventesima edizione di Creuza de Mà – Musica per Cinema, il festival voluto e guidato da Gianfranco Cabiddu. Tra concerti dal vivo, proiezioni e momenti di formazione, il borgo ha offerto un’esperienza vibrante, capace di catturare un pubblico variegato, curioso e appassionato. Un mix di arte e cultura che ha parlato con voce nuova e internazionale, lasciando un segno indelebile nell’estate dell’isola.
Sono passati vent’anni da quando Creuza de Mà ha messo radici a Carloforte, su quell’isola piccola ma ricca di storia e fascino. Non è solo un festival, ma una vera e propria finestra sul rapporto tra musica e cinema. Nel tempo, la manifestazione ha saputo mescolare tradizione e innovazione, dando spazio tanto agli artisti emergenti quanto ai nomi più affermati del panorama musicale e cinematografico. Anche quest’anno il programma ha dimostrato quanto il festival sappia evolversi senza perdere la sua identità.
La cornice naturale di Carloforte crea un’atmosfera raccolta, ideale per chi cerca esperienze autentiche. Per il ventesimo compleanno, la rassegna ha proposto un calendario ricco e variegato, rivolto a più generazioni: concerti all’aperto, incontri con registi e musicisti, workshop per giovani professionisti. A chiudere la festa è stato Motta, con un concerto che ha suggellato quattro giorni di musica d’autore e scambi creativi con il pubblico.
Dietro il successo di Creuza de Mà c’è Gianfranco Cabiddu, ideatore e direttore artistico che guida il festival con passione e lungimiranza. La sua è una presenza fondamentale, capace di tenere insieme linguaggi diversi e di creare un evento coerente e originale. La direzione artistica ha puntato molto sulla contaminazione tra musica e cinema, portando sul palco artisti in grado di dialogare con le immagini in movimento.
Cabiddu ha scelto con cura ospiti che potessero dare un contributo significativo sia sul piano artistico sia su quello formativo. Il festival bilancia ospiti nazionali e internazionali, dando spazio alla creatività emergente attraverso masterclass e incontri. L’obiettivo è fare di Creuza de Mà un punto di riferimento per chi lavora e studia nel settore, oltre che per gli appassionati. L’edizione 2026 ha confermato questa linea, ricevendo apprezzamenti dalla critica e dal pubblico.
Tra i protagonisti di quest’anno, Motta ha avuto un ruolo da protagonista, chiudendo il festival con un concerto intenso e coinvolgente, capace di fondere parole, musica ed emozioni in sintonia con lo spirito della rassegna.
Accanto a lui, Carolina Crescentini ha portato un tocco narrativo importante, mettendo in luce il legame tra recitazione e musica in un festival dedicato al cinema. Ginevra Nervi, regista affermata, ha animato proiezioni e dibattiti, stimolando un confronto aperto sulle nuove tendenze audiovisive.
Il musicista Mauro Palmas ha arricchito il programma con la sua musica tradizionale e i suoi laboratori, sottolineando il rapporto tra radici culturali e ricerca contemporanea. Infine, Karen Hernandez ha portato un respiro internazionale, favorendo lo scambio tra artisti da diverse parti del mondo. Grazie a questo mix, Creuza de Mà si è confermato un festival completo e variegato, capace di attirare interessi diversi.
Il segreto di Creuza de Mà sta nella sua formula: non solo concerti, ma anche tanta formazione. Il festival dedica ampio spazio a workshop, seminari e incontri con professionisti del mondo musicale e cinematografico, offrendo ai giovani talenti e agli operatori del settore la possibilità di crescere, imparare e fare rete.
Durante i quattro giorni, si sono susseguite attività su temi come la composizione per il cinema, l’uso delle tecnologie nella produzione audiovisiva e le strategie per promuovere la musica. Esperti riconosciuti hanno guidato sessioni pratiche e teoriche, stimolando il confronto e offrendo strumenti concreti. Questo approccio distingue Creuza de Mà da tanti altri eventi simili, garantendo un impatto duraturo sulla scena culturale locale e nazionale.
Le proiezioni di film e documentari hanno completato il quadro, proponendo nuovi sguardi e approfondendo il rapporto tra immagine e suono. Così, il festival si conferma un’esperienza a tutto tondo, capace di coinvolgere pubblici diversi e alimentare un dibattito ricco di contenuti.
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