University Of Iowa - Carver-Hawkeye Arena - 24 Ottobre 2007

Quando mancano dieci minuti o poco meno alla fine di una partita di calcio in genere i commentatori, il telecronista ed il titolare del commento tecnico, dicono una roba tipo: "Allora Fabio (Capello, tanto per dirne uno) possiamo già fare un consuntivo della partita..." e partono a disquisire su come la partita sia stata, se bella o brutta, se avvincente o noiosa, se spettacolare o piatta... Poi in genere mentre commentano si riservano di modificare il loro parere su quella squadra o su quell'altra, su quel giocatore
o su quell'altro, o sulla partita stessa, a seconda se in quei dieci minuti finali vengano o meno smentiti su questo o quel giudizio, se cioè in quei dieci minuti finali avvenga qualcosa di eclatante che modifichi quanto detto fino a quel momento dai due. Nel caso di questo tour di Dylan, il tour a stelle e strisce di questo autunno, siamo esattamente nelle stesse condizioni di quel telecronista e di quel commentatore tecnico. Mancano infatti circa dieci minuti alla fine della partita (ancora pochi giorni con il finale a Chicago) ed i giocatori sembrano ormai aver dato tutto. Dunque accingendoci ad un consuntivo prima di quei famosi dieci minuti finali, non possiamo che dire che la partita è stata bruttina. Sicuramente noiosa. Pochi sprazzi di inventiva da parte dei giocatori. Sicuramente una partita troppo attendista da parte del centravanti Dylan, che invece di giocare all'attacco è sembrato tornare troppe volte a centrocampo o si è nascosto troppo spesso tra le linee avversarie senza pungere. Tutto questo si è tramutato in scalette assolutamente prevedibili, composte dalle solite canzoni degli ultimi anni, pescate sempre dagli stessi album e sempre le stesse. "Love and theft" e Modern Times, gli ultimi due album di inediti in ordine di tempo, l'hanno fatta da padrone, come ormai immancabilmente da anni (il primo) e dall'uscita nei negozi (il secondo).
Ed a fianco al blocco MT/L&T più le recenti THC e le solite da TOOM (un blocco che andava dalle sei/sette canzoni fisse a scaletta fino addirittura ad un record di ben dieci su 16/17), il secondo blocco era quanto di più scontato e già visto si potesse, con le solite canzoni tratte da Freewheelin', H61 e Blonde on blonde e raramente da qualche altro sparuto album dei '60.
Paradossalmente qualche emozione in campo la si è avuta - invece che grazie alla classe del campionissimo - grazie ai gregari, ai Vucinic e Zalayeta della situazione. Sono stati infatti Jack White ed Elvis Costello a regalare ai dylaniani sugli spalti qualche sprazzo di gioco imprevedibile, costringendo Dylan a qualche duetto decisamente inatteso ed entusiasmante (Outlaw Blues, Meet me in the morning, One more cup of coffee (Valley Below), Tears of rage) sebbene la partecipazione del centravanti
Dylan all'azione sia stata decisamente di secondo piano, giusto un tocco di palla in appoggio, mentre la discesa entusiasmante lungo la fascia puntando a rete è stata di Jack ed Elvis (basta ascoltare gli mp3 dei brani in questione per rendersi conto che l'apporto vocale/musicale di Dylan in quei brani è stato quasi inesistente).
Oltrettutto Dylan ha sì giocato nel suo ruolo per i primi dieci minuti di ogni incontro, ma poi è tornato a giocare fuori ruolo per tutto il resto della partita come fa da anni (cioè alla tastiera). E quei dieci minuti iniziali non sono mai bastati a farlo entrare in partita, per così dire...
Anche in questo concerto della Carver-Hawkeye Arena qui alla University Of Iowa abbiamo assistito al solito gioco, ai soliti schemi, alla solita formazione (e sì che in panchina Dylan avrebbe un numero di riserve e di tale qualità da vincere una bacheca di coppe dei campioni per i prossimi vent'anni, riserve che però si ostina a tenere in panchina senza fargli giocare nemmeno dieci minuti...). Dal trittico iniziale ormai scolpito nella pietra Rainy Day Women #12 & 35/Don't Think Twice, It's All Right/Watching The River Flow al granitico blocco 'moderno' Rollin' And Tumblin'Spirit On The Water/Honest With
Me/Workingman's Blues #2/High Water (For Charlie Patton)/Ain't Talkin'.
Fino alla solita chiusura di set con Summer Days e ai soliti bis che ormai saprebbe cantare a memoria anche l'occhione egizio sul fondale. Sentiamo Chuck Samson: "Mi è sembrato che ci volessero un po' di canzoni stasera perchè la band entrasse in forma. A partire da High Water, la nona canzone, sono stati scintillanti."
L'arena stasera è piena per un terzo ed il pubblico è per lo più poco partecipativo. Forse ha inciso il fatto che i prezzi dei biglietti erano molto alti per un campus universitario - dice Chuck - ed io aggiungo che tutto quanto detto all'inizio di questo commento non ha favorito certo l'afflusso di masse oceaniche...
"Per me - continua mr. Samson - il vertice della serata è stata l'interpretazione di Elvis Costello di Not Fade Away (tornando alla similitudine calcistica insomma è come se si fosse rimasti più soddisfatti della squadra avversaria)".
Dunque un tour che al momento (a dieci minuti dal triplice fischio dell'arbitro) non può che lasciare l'amaro in bocca e la delusione.
Ed e chiaro che ormai gli spettatori sono tentati di abbandonare gli spalti con dieci minuti di anticipo, visto che la partita langue e sembra non offrire più emozioni (se mai ne ha offerte) con i giocatori in campo che sembrano corricchiare in attesa del fischio finale... Questo sempre a patto che - come il Fabio Capello di cui sopra - non si venga smentiti da questi ultimi dieci minuti di gara... E' chiaro però che per cambiare le cose dovrebbe esserci il guizzo del campione (Dylan), un'invenzione alla Maradona
in zona Cesarini. Dovrebbe arrivare almeno un gol perchè si possa modificare il giudizio negativo sulla partita, o comunque delle azioni importanti, delle occasioni da rete, tre o quattro minimo, che offrano le emozioni che negli 80 minuti precedenti sono mancate. E magari qualche bis finale nei minuti di recupero, magari con un gol vittoria al 96mo...
Anche un rigore...
Michele Murino


La setlist:

01.  Rainy Day Women #12 & 35
02.  Don't Think Twice, It's All Right
03.  Watching The River Flow
04.  Tangled Up In Blue
05.  Rollin' And Tumblin'
06.  Spirit On The Water
07.  Honest With Me
08.  Workingman's Blues #2
09.  High Water (For Charlie Patton)
10.  Desolation Row
11.  Highway 61 Revisited
12.  Ain't Talkin'
13.  Summer Days
14.  Masters Of War

Bis:

15.  Thunder On The Mountain
16.  Like A Rolling Stone


La band:

Bob Dylan - chitarra, tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria