Columbus, Ohio - Ohio State University - Jerome Schottenstein Center - Value City Arena - 13 Ottobre 2007

Ventesima tappa del "Dod Kalm Tour" con una immobilità impressionante e nulla di nuovo beyond the horizon (setlist di oggi sempre più ardita: 6 canzoni dai '60 e addirittura 10!!!! recenti) con un Dylan osannato da molti (e di alcuni dei quali riportiamo le parole più giù).
Ci siamo spostati a Sud, abbiamo attraversato il Michigan lungo la Highway 23 e siamo arrivati in Ohio. Columbus è la capitale dello stato e naturalmente il suo nome deriva da un certo Cristoforo navigatore genovese (magari Bob poteva approfittarne per fare il 115mo sogno... sì vabbè sarebbe stato davvero un sogno).
Bob, Elvis ed Amos si esibiscono stasera alla Ohio State University, nella Value City Arena del Jerome Schottenstein Center.
Si parte appunto con Amos Lee che suona per circa 40 minuti: "E' stato accolto caldamente - dice Tim Lucas - Il suo sound è qualcosa a metà tra il periodo classico di The Band e Dave Matthews... Mi è piaciuto anche perchè mi sembra ancora non corrotto dall'industria discografica..."
Passano dieci minuti ed arriva Elvis Costello. Il suo microfono è circondato da quattro chitarre acustiche ed un tavolino con bottiglie d'acqua ed una tazza di una bevanda calda: "Ero un grande fan di Elvis - continua Tim - ma l'ho lasciato dopo Blood and chocolate senza particolari motivi, anche se è uno dei suoi album migliori. Mentre conquistava il palco ho sentito emozione... Ha eseguito un set energico ed appassionato dalle primissime canzoni del suo repertorio ("Radio Sweetheart", "Allison") a quelle più recenti con tema antimilitarista ("Whip It Up", "The Scarlet Tide"). Queste canzoni sono molto nello spirito del Bob Dylan degli anni sessanta e direi che quindi è giusto che divida il cartellone con l'originale. Se solo avesse cantato "Tokyo Storm Warning," la risonanza con Dylan sarebbe stata completa..."
Arriva Bob e la gente che era seduta si alza tutta in piedi e così resta per il 90 per cento del concerto.
Dylan ha un abito grigio scuro molto elegante con i lustrini, un cappellone grigio con una piuma blu un po' in stile RTR. "Somiglia al Doctor Phibes", dice Tim, che è al suo primo concerto di Dylan.
Sentiamolo sulle canzoni: "Mi sono piaciute soprattutto le prime, Rainy Day Women 12 & 35, It Ain't Me Babe, che è stata reinventata in maniera bellissima nella performance migliore della serata a mio avviso, Just Like Tom Thumb's Blues e - dopo che ha lasciato la chitarra per la tastiera - Love Sick... Poi sono stato particolarmente felice di ascoltare Ballad of a Thin Man. Non mi è piaciuta invece All Along the Watchtower. Ho sentito molte versioni di questa canzone e questa di stasera non mi è parsa particolarmente ispirata. La lead guitar era in stile Hendrix tanto da sembrare un'imitazione e Bob l'ha cantata come se la stesse insegnando ad una classe di un giardino di infanzia piuttosto che interpretarla come un racconto apocalittico..."
In definitiva, Tim? "Direi che non è stato uno dei suoi famosi concerti per niente ispirati ma nemmeno uno di quelli grandiosi. Alcune delle cose sentite stasera toccano i due estremi. Sicuramente Bob non ha estinto ancora il suo fuoco..."
Bene, speriamo che non abbia estinto nemmeno le sue scalette alternative... :o)
Ed ecco Charles Cicirella, ovvero Charlespoet. Cos'hai lì Charlie? Degli appunti?... Ce li leggi? "Certo. Ecco qua: Columbus è stato infuocato, bollente, una Summer Days per cui morire, mai sentito la band suonare così forte, è stata una roba potente e avevo le spalle al muro, mentre uscivo continuavo a trovare gente che diceva come in un mantra beatifico "questo show è stato grande questo show è stato grande questo show è stato grande questo show è stato grande", l'armonica alla fine di Things have changed è stata ostinata ed implacabile, Ain't talkin' è stato un pugno nelle budella, Tom Thumb ci ha fatti diventare tutti blu prussia, in Spirit ha tirato fuori delle parole come se fossero elastiche, dinamite, dinamite, dinamite, ho avuto i brividi fino alle ossa!!!!!!!!"
Cribbio! Sentiamo David Moore che ha un nome che più dylaniano non si può: "Stasera c'è stato un bombardamento pesante da Modern Times con sei delle sedici canzoni della setlist tratte da quell'album. Questo, accanto alle altre scelte di stasera, ha dato al concerto un tenore molto più lento... il che è cool, per me, forse non necessariamente quello che desideravo ma ugualmente non ho rimpianti (beato te!, ndr)... Una canzone meno che ispirata per me, può essere il paradiso per qualcun altro... e viceversa. E' questo che rende Bobby chi è e quel che è... l'abilità di raggiungerci in maniere enormemente differenti..."
Sarà come dici, Davey, ma quali sono stati i punti salienti di oggi? "Allora, partiamo con Just Like Tom Thumb's Blues (per come la penso non credo che ascolterò mai una cattiva versione di questa canzone). Poi Love Sick, esibizione potente. Al terzo posto metto Ain't Talkin'... certo è lunghissima ma come potrebbe essere altrimenti? E' una grande composizione lirica e finchè Bobby la esegue quanto meno con uno sforzo medio andrà tutto bene... Quarta nella mia classifica Ballad Of A Thin Man,
davvero cool, una grande canzone una grande performance e Bobby che davvero fa risplendere tutto il suo carisma. Tutto stasera ha contribuito a rendere questo pezzo uno dei grandi vertici del concerto. Ed infine cito, abbastanza stranamente, i due bis di oggi Thunder On The Mountain & All Along The Watchtower. Negli ultimi anni ho sentito più volte AATW di quante volte abbia sentito mia moglie dirmi che mi ama, ma ho sentito qualcosa di speciale stasera..."
Senti Davey, anche io negli ultimi anni ho sentito più volte AATW di quante volte abbia sentito le ragazze dirmi "Non te la do", ma com'è che a me fa l'effetto contrario e piuttosto preferirei sentire al suo posto Dylan fare "Grazie dei fior" oppure "Gelato al cioccolato"?... Cosa ci rende così diversi? Comunque che te n'è parso della voce di Bobby, come dici tu?...
"Per la prima metà dello show praticamente non ha cantato. Ha "recitato" le liriche quasi senza melodia ed ha borbottato qualche verso qua e là. Dubito che fosse una cosa intenzionale. Nella seconda parte invece le cose sono cambiate come dal giorno alla notte, soprattutto in Thin Man... In definitiva non la setlist dei miei sogni ma uno show assolutamente incredibile in una serata bellissima. Personalmente me ne sono andato via con la gioia nel cuore per avere avuto un'altra opportunità di vedere The Jester dal vivo ancora una volta... Lo sapete che non avremo questa opportunità per sempre?"
Questo è quel che credi tu, ingenuone! Non hai ancora capito che Bobby ci seppellirà tutti?
Michele Murino


La setlist:

01.  Rainy Day Women #12 & 35
02.  It Ain't Me, Babe
03.  Just Like Tom Thumb's Blues
04.  Love Sick
05.  Rollin' And Tumblin'
06.  Spirit On The Water
07.  Things Have Changed
08.  Workingman's Blues #2
09.  High Water (For Charlie Patton)
10.  When The Deal Goes Down
11.  Highway 61 Revisited
12.  Ain't Talkin'
13.  Summer Days
14.  Ballad Of A Thin Man

Bis:

15.  Thunder On The Mountain
16.  All Along The Watchtower


La band:

Bob Dylan - chitarra, tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria