Siamo ad Ypsilanti nel Michigan per una nuova tappa del "Rank Xerox
Tour". Niente da segnalare nemmeno oggi sul fronte delle canzoni che continuano
ad essere sempre le stesse (6+9+Watching).
La piccola sala del Convocation Center della Eastern Michigan University
è piena (circa seimila posti, "il peggior posto in cui abbia mai
visto uno show in vita mia", ci dice Chris Oxie) in questa frizzante serata
autunnale in cui tutto è uguale a ieri a partire da Amos Lee che
però oggi non piace a tutti a sentire quello che ci dice Don Handy:
"Sì, è così... Amos ha una bella voce e belle influenze
(la musica soul, Van Morrison etc.) ma non fa niente di nuovo con il proprio
talento. Tutto quello che fa è
derivativo e non c'è niente di suo..."
E' poi la volta di Elvis Costello come sempre da solo con la sua chitarra:
"E' un grande performer e sa come eseguire una canzone basando tutto sulla
sola voce... Alcune canzoni è come se fossero dei veri e propri
standard folk contemporanei. Molto bello."
Non così la pensa Chris Oxie che ci dice che non vedeva l'ora
che Elvis se ne andasse via dal palco e che la cosa migliore che ha cantato
è stato un verso in cui diceva che le ragazze di Ypsilanti non portano
le mutandine...
Si leva il fumo, l'aria si fa profumata e arriva lui, the one and only
Bob Dylan, e si inizia con una novità :o) Rainy Day Women # 12 &
35 (hai visto mai qualcuno se la fosse persa): "Bella versione, ma non
è una delle mie preferite con cui iniziare un concerto, anzi per
un certo periodo era la mia canzone "meno preferita" tra quelle di Bob
Dylan..."
Perchè dici "per un certo periodo", Don? "Beh perchè
poi ha pubblicato Tweedle Dee & Tweedle Dum..."
Ma a parte questo che mi dici di Bob? "Che non smette mai di stupirmi.
Il che significa che siamo qui, siamo vivi e ricettivi, e questa non è
solo la celebrazione di una singola persona, e nemmeno la celebrazione
di un solo corpo di opere e/o arte rappresentata, ma della vita stessa.
E' come quando il personaggio di Neil Cassidy in "On the road" afferma:
"We know time."
Arriva una splendida resa di Don't Think Twice, It's All Right e poi
una bella Watching The River Flow: "Ho avuto l'impressione durante questo
brano che Bob operi una decostruzione delle sue canzoni e che bisogna avere
la fluidità e l'intelligenza per apprezzare pienamente quello che
ha fatto esattamente in queste canzoni stasera..." (Chris invece ci dice
che la canzone è quasi brutta quanto Tweedle Dum tanto che durante
il numero molta gente si è cominciata a lagnare di quanto fossero
scomodi i posti a sedere...)
La terza canzone in scaletta oggi è Love Sick in cui Donnie
ha avuto per la prima volta stasera l'occasione di dimostrare quanto è
bravo: "Una resa assolutamente strabiliante. Bob sembra davvero aver trovato
passione in questa canzone stasera così come il modo per esprimerla.
L'ultima volta che avevo visto questa canzone eseguita su un palco è
stato quando Jack White ne fece una versione geniale al Masonic Temple
di Detroit, facendola propria. Stasera Bob ha decisamente reclamato la
canzone... Mi chiedo perchè Bob non permetta ai membri del suo pubblico
di acquistare una copia delle registrazioni del concerto subito dopo la
fine dello show, come fanno The Pixies..."
Arrivano i primi brani di Modern Times, The Levee's Gonna Break, When
The Deal Goes Down e Workingman's Blues #2, inframmezzati da Stuck Inside
Of Mobile With The Memphis Blues Again: "La prima tiene fede al titolo
perchè è una diga che si rompe e un torrente di musica che
ne scaturisce. Capita spesso che Bob ti sorprenda con una performance stellare
quando non te l'aspetti. La seconda è stata molto toccante, un momento
dolceamaro... Mobile è stato un momento di calma nella performance
si stasera.Workingman's Blues #2 è di gran lunga la mia preferita
di MT e quando l'ha attaccata credo che Bob abbia sentito chiaramente il
mio "Sì!!!". Per me è stato un sollievo e una gioia quando
ho sentito le prime note perchè temevo che non la facesse..." (e
questa cosa sarebbe, Don, una battuta ironica o che??? :o) ).
"E' stata meravigliosa. Non ha trascurato una singola parola e il pubblico
applaudiva dopo ogni strofa... E come se non bastasse, la canzone successiva,
Honest with me, è stata come lava fusa... Non è una delle
mie preferite di "Love and theft" ma se fosse stata registrata così
lo sarebbe stata..."
Arriva un'altra gemma da Modern Times, Spirit On The Water, e poi Highway
61 a proposito della quale Don ci dice: "Persino questa è stata
buona, stasera".
Dopo Nettie Moore e Summer Days, il set si chiude con Masters of war:
"Ha avuto una eccellente ristrutturazione. L'ultima volta che l'avevo ascoltata
live aveva una resa heavy-metal mentre questa versione permette alla parte
vocale di essere più personale, più sentita..."
Ma sentiamo Chris Oxie: "Delle prime cinque si è salvata solo
Love sick e quando è arrivata la sesta, When the deal goes down,
si sono perse tutte le speranze per questo show che chiaramente sarebbe
stato di livello basso. A quel punto le file per andare in bagno hanno
cominciato ad allungarsi per i successivi trenta minuti... L'unico motivo
per cui non mi sono addormentato durante Workingman's blues è per
il fatto che non l'avevo mai sentita dal vivo.. Molta gente davanti a me
si lamentava: "Sai quanto ho pagato per questi posti?" Chiaramente la gente
era annoiata ed incazzata per la setlist... e le
cose non sono migliorate dopo... Honest with me sempre la solita. Poi
Spirit On The Water con la maggior parte della gente che era intontita.
Dopo la precedente tirata rock poteva essere il colpo del ko ma tutto quel
che ha ottenuto e che un sacco di gente si è alzata per andare a
bersi qualcosa al bar... Per H61 vedi quanto detto per Honest with me...
Durante Nettie Moore ho notato molta gente che lasciava il concerto. Di
Summer Days non se ne può più..."
Poi Bob e soci scompaiono nell'oscurità. Dopo un po' ritornano
per i bis e qualcuno spera che almeno ora arrivi finalmente qualcosa di
nuovo, invece parte la solita Thunder on the Mountain seguita dall'ancor
più consueta All Along The Watchtower.
Ecco ancora Chris: "Dopo Masters of war ho pensato di lasciare anch'io
il posto ma sono rimasto nella speranza di sentire nei bis qualcosa di
diverso da Thunder on the mountain. L'highlight della serata è stato
quando è sceso il sipario con l'occhio e la corona... In definitiva
direi che questo è stato il più brutto concerto di Dylan
che abbia mai visto. La set list trita e ritrita, il posto terribile, e
quella sensazione di essere stati truffati mentre tornavamo a casa. Anche
se siamo grati a Dylan per essere ancora in giro dopo cinque decadi diventa
sempre più dura assistere a questi concerti quando sappiamo tutti
che pochi colpi di penna alla set list potrebbero cambiare tutto."
Già, Chris, lo sanno tutti. Tranne Bob.
Michele Murino
La setlist:
01. Rainy Day Women #12
& 35
02. Don't Think Twice,
It's All Right
03. Watching The River
Flow
04. Love Sick
05. The Levee's Gonna
Break
06. When The Deal Goes
Down
07. Stuck Inside Of Mobile
With The Memphis Blues Again
08. Workingman's Blues
#2
09. Honest With Me
10. Spirit On The Water
11. Highway 61 Revisited
12. Nettie Moore
13. Summer Days
14. Masters Of War
Bis:
15. Thunder On The Mountain
16. All Along The Watchtower
La band:
Bob Dylan - chitarra, tastiere,
armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo,
pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria