Ypsilanti, Michigan - Eastern Michigan University - Convocation Center - 12 Ottobre 2007

Siamo ad Ypsilanti nel Michigan per una nuova tappa del "Rank Xerox Tour". Niente da segnalare nemmeno oggi sul fronte delle canzoni che continuano ad essere sempre le stesse (6+9+Watching).
La piccola sala del Convocation Center della Eastern Michigan University è piena (circa seimila posti, "il peggior posto in cui abbia mai visto uno show in vita mia", ci dice Chris Oxie) in questa frizzante serata autunnale in cui tutto è uguale a ieri a partire da Amos Lee che però oggi non piace a tutti a sentire quello che ci dice Don Handy: "Sì, è così... Amos ha una bella voce e belle influenze (la musica soul, Van Morrison etc.) ma non fa niente di nuovo con il proprio talento. Tutto quello che fa è
derivativo e non c'è niente di suo..."
E' poi la volta di Elvis Costello come sempre da solo con la sua chitarra: "E' un grande performer e sa come eseguire una canzone basando tutto sulla sola voce... Alcune canzoni è come se fossero dei veri e propri standard folk contemporanei. Molto bello."
Non così la pensa Chris Oxie che ci dice che non vedeva l'ora che Elvis se ne andasse via dal palco e che la cosa migliore che ha cantato è stato un verso in cui diceva che le ragazze di Ypsilanti non portano le mutandine...
Si leva il fumo, l'aria si fa profumata e arriva lui, the one and only Bob Dylan, e si inizia con una novità :o) Rainy Day Women # 12 & 35 (hai visto mai qualcuno se la fosse persa): "Bella versione, ma non è una delle mie preferite con cui iniziare un concerto, anzi per un certo periodo era la mia canzone "meno preferita" tra quelle di Bob Dylan..."
Perchè dici "per un certo periodo", Don? "Beh perchè poi ha pubblicato Tweedle Dee & Tweedle Dum..."
Ma a parte questo che mi dici di Bob? "Che non smette mai di stupirmi. Il che significa che siamo qui, siamo vivi e ricettivi, e questa non è solo la celebrazione di una singola persona, e nemmeno la celebrazione di un solo corpo di opere e/o arte rappresentata, ma della vita stessa. E' come quando il personaggio di Neil Cassidy in "On the road" afferma: "We know time."
Arriva una splendida resa di Don't Think Twice, It's All Right e poi una bella Watching The River Flow: "Ho avuto l'impressione durante questo brano che Bob operi una decostruzione delle sue canzoni e che bisogna avere la fluidità e l'intelligenza per apprezzare pienamente quello che ha fatto esattamente in queste canzoni stasera..." (Chris invece ci dice che la canzone è quasi brutta quanto Tweedle Dum tanto che durante il numero molta gente si è cominciata a lagnare di quanto fossero scomodi i posti a sedere...)
La terza canzone in scaletta oggi è Love Sick in cui Donnie ha avuto per la prima volta stasera l'occasione di dimostrare quanto è bravo: "Una resa assolutamente strabiliante. Bob sembra davvero aver trovato passione in questa canzone stasera così come il modo per esprimerla. L'ultima volta che avevo visto questa canzone eseguita su un palco è stato quando Jack White ne fece una versione geniale al Masonic Temple di Detroit, facendola propria. Stasera Bob ha decisamente reclamato la canzone... Mi chiedo perchè Bob non permetta ai membri del suo pubblico di acquistare una copia delle registrazioni del concerto subito dopo la fine dello show, come fanno The Pixies..."
Arrivano i primi brani di Modern Times, The Levee's Gonna Break, When The Deal Goes Down e Workingman's Blues #2, inframmezzati da Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again: "La prima tiene fede al titolo perchè è una diga che si rompe e un torrente di musica che ne scaturisce. Capita spesso che Bob ti sorprenda con una performance stellare quando non te l'aspetti. La seconda è stata molto toccante, un momento dolceamaro... Mobile è stato un momento di calma nella performance si stasera.Workingman's Blues #2 è di gran lunga la mia preferita di MT e quando l'ha attaccata credo che Bob abbia sentito chiaramente il mio "Sì!!!". Per me è stato un sollievo e una gioia quando ho sentito le prime note perchè temevo che non la facesse..." (e questa cosa sarebbe, Don, una battuta ironica o che??? :o) ).
"E' stata meravigliosa. Non ha trascurato una singola parola e il pubblico applaudiva dopo ogni strofa... E come se non bastasse, la canzone successiva, Honest with me, è stata come lava fusa... Non è una delle mie preferite di "Love and theft" ma se fosse stata registrata così lo sarebbe stata..."
Arriva un'altra gemma da Modern Times, Spirit On The Water, e poi Highway 61 a proposito della quale Don ci dice: "Persino questa è stata buona, stasera".
Dopo Nettie Moore e Summer Days, il set si chiude con Masters of war: "Ha avuto una eccellente ristrutturazione. L'ultima volta che l'avevo ascoltata live aveva una resa heavy-metal mentre questa versione permette alla parte vocale di essere più personale, più sentita..."
Ma sentiamo Chris Oxie: "Delle prime cinque si è salvata solo Love sick e quando è arrivata la sesta, When the deal goes down, si sono perse tutte le speranze per questo show che chiaramente sarebbe stato di livello basso. A quel punto le file per andare in bagno hanno cominciato ad allungarsi per i successivi trenta minuti... L'unico motivo per cui non mi sono addormentato durante Workingman's blues è per il fatto che non l'avevo mai sentita dal vivo.. Molta gente davanti a me si lamentava: "Sai quanto ho pagato per questi posti?" Chiaramente la gente era annoiata ed incazzata per la setlist... e le
cose non sono migliorate dopo... Honest with me sempre la solita. Poi Spirit On The Water con la maggior parte della gente che era intontita. Dopo la precedente tirata rock poteva essere il colpo del ko ma tutto quel che ha ottenuto e che un sacco di gente si è alzata per andare a bersi qualcosa al bar... Per H61 vedi quanto detto per Honest with me... Durante Nettie Moore ho notato molta gente che lasciava il concerto. Di Summer Days non se ne può più..."
Poi Bob e soci scompaiono nell'oscurità. Dopo un po' ritornano per i bis e qualcuno spera che almeno ora arrivi finalmente qualcosa di nuovo, invece parte la solita Thunder on the Mountain seguita dall'ancor più consueta All Along The Watchtower.
Ecco ancora Chris: "Dopo Masters of war ho pensato di lasciare anch'io il posto ma sono rimasto nella speranza di sentire nei bis qualcosa di diverso da Thunder on the mountain. L'highlight della serata è stato quando è sceso il sipario con l'occhio e la corona... In definitiva direi che questo è stato il più brutto concerto di Dylan che abbia mai visto. La set list trita e ritrita, il posto terribile, e quella sensazione di essere stati truffati mentre tornavamo a casa. Anche se siamo grati a Dylan per essere ancora in giro dopo cinque decadi diventa sempre più dura assistere a questi concerti quando sappiamo tutti che pochi colpi di penna alla set list potrebbero cambiare tutto."
Già, Chris, lo sanno tutti. Tranne Bob.
Michele Murino


La setlist:

01.  Rainy Day Women #12 & 35
02.  Don't Think Twice, It's All Right
03.  Watching The River Flow
04.  Love Sick
05.  The Levee's Gonna Break
06.  When The Deal Goes Down
07.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
08.  Workingman's Blues #2
09.  Honest With Me
10.  Spirit On The Water
11.  Highway 61 Revisited
12.  Nettie Moore
13.  Summer Days
14.  Masters Of War

Bis:

15.  Thunder On The Mountain
16.  All Along The Watchtower


La band:

Bob Dylan - chitarra, tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria