Pittsburgh, Pennsylvania - University Of Pittsburgh - Petersen Events Center - 11 Ottobre 2007

E siamo arrivati a Pittsburgh, Pennsylvania, per una nuova tappa dello "Sbadiglio Tour", ancora niente di nuovo, scaletta fotocopia, solite canzoni, tre decenni quasi ignorati, Dylan alla chitarra nelle prime tre, bis usuali, soliti arrangiamenti, soliti siparietti con il pubblico, soliti comprimari, solito incenso, ormai la novità ogni sera è costituita esclusivamente dalla foggia e dal colore dei cappelli e dei vestiti e dall'inclinazione della statuetta dell'Oscar, oltre che dalla speranza della materializzazione improvvisa sul palco di Jack White, finanche in forma ectoplasmatica.
Piove oggi a Pittsburgh e fa piuttosto freddino. Il Petersen Events Center, luogo del concerto di oggi, è un luogo piuttosto piccolo dove si svolgono le partite di basket della squadra della University of Pittsburgh.
Arriva come sempre il bravo Amos Lee a tentare di riscaldare la fredda giornata. Il suo set dura come sempre una quarantina di minuti. Esegue materiale originale che è molto buono per lo più (mentre il suo batterista come sempre ci dà dentro alla grande, a volte anche troppo secondo alcuni).
Il rituale solito prosegue con l'arrivo sul palco di Elvis Costello, dopo una breve pausa e senza annunci.
Anche stasera c'è entusiasmo tra il pubblico durante il suo set e molti notano come sempre come riesca ad ottenere tale risultato da solo con la sua chitarra (se solo Bob ogni tanto ci regalasse qualcosa del genere come faceva ai bei tempi...!!!)
Elvis esegue 11 canzoni che emozionano il pubblico con i soliti "highlights", "Alison", "Veronica" e naturalmente il suo hit "(What's So Funny  'Bout) Peace, Love And Understanding?" (cosa c'è di così divertente a proposito di pace amore e comprensione?)
Un'altra breve pausa e cominciano ad accendersi i Nag Champa (ovvero le solite tavolette di incenso di cui parlavamo prima), poi una delle poche novità di questo tour, la nuova introduzione musicale, l'annuncio solito del Dylan sparito in una nebbia di abuso di sostanze e si parte con l'evento principale della serata: Bob Dylan and his band!
La prima è Rainy Day Women #12 & 35 a proposito della quale ci dice Carsten Molt: "Inizio forte ma canzone resa in maniera non eccezionale. Comunque inizio promettente e folla già nel giusto umore..."
La seconda è una delle mie preferite di questo tour, anzi forse la mia preferita, la versione di It Ain't Me, Babe con reminescenze dei gloriosi tempi della Rolling Thunder Revue.
"Sfortunatamente - dice Carsten - stasera Bob cantava seguendo un tempo e la band suonava con un tempo differente e solo verso la fine sono riusciti ad amalgamarsi..."
Segue Watching The River Flow come sempre estremamente blueseggiante, molto energica con Dylan che ha declamato le liriche a getto continuo e ha caratterizzato la jam strumentale con le sue solite due note di chitarra ripetute ad libitum (prima di lasciare l'assolo a Denny Freeman, sempre più apprezzato).
Bob abbandona la chitarra e va alle tastiere. Arriva così Love Sick. Pensate che quel buontempone di Carsten dice che per lui questa è stata una "big surprise" :o) perchè si aspettava Rollin' and tumblin'. Ti accontenti veramente di poco Carsten se consideri una grossa sorpresa una canzone che Bob ha eseguito solo un migliaio di volte. Cosa succederebbe se facesse Isis? Dovrebbero chiamarti l'ambulanza? :o)
Love sick è eseguita bene e molto simile alla versione in studio.
E' poi la volta di Tangled Up In Blue introdotta dall'armonica e ben cantata da Bob spesso quasi parlata e con vari registri vocali, ora basso ora alto (come ormai di consueto per questo brano).
Bella l'armonica anche a metà e alla fine della canzone.
Dopo una splendida Workingman's Blues #2 in cui Bob sembra fermare il tempo e che riceve la più grande ovazione della serata, arriva appunto Rollin' And Tumblin' in una versione infuocata e con un assolo di slide di Denny molto strano (Bob intanto ballava contento dietro la tastiera).
Si chiude un trittico da Modern Times con il vero hit di questo tour, Spirit On The Water, in una versione rilassata e un Dylan dall'approccio tenero alle liriche come se cantarle in maniera troppo decisa o rude rischiasse di spezzare l'incantesimo che era riuscito a creare e che si spezza solo al verso solito "You think I'm over the hill",  con il pubblico che urla come sempre "Noooo!" ricevendo il sorriso convinto di Dylan che chiude poi con un bell'assolo di armonica molto soft.
Arriva poi un'apatica Things Have Changed assolutamente non memorabile e poi si torna all'album capolavoro del 2006 con Beyond The Horizon: "Non è che aspettassi con ansia questo brano essendo il mio "meno preferito" tra quelli di Modern Times, ma sono stato VERAMENTE sorpreso in maniera piacevole. Non ha quel sound tiepido e molle che ha nel disco ma piuttosto un feeling jazz ed il fraseggio di Bob conferisce al brano una dimensione del tutto nuova. Anche qui un bell'assolo di armonica chiude la canzone.
Highway 61 Revisited oggi è più corta del solito anche se Dylan dimostra chiaramente di divertirsi, si abbassa spesso sulle ginocchia e gigioneggia mentre Denny suona dei bellissimi passaggi all'elettrica e George Receli percuote la batteria con gran passione. Stranamente quando sembra che la canzone stia decollando ad un altro livello, finisce. Molto curiosa la cosa.
Arriva un altro masterpiece di MT, Nettie Moore: "Sono rimasto un po' deluso perchè aspettavo Ain't Talkin' ma poi mi sono ricreduto visto che Bob ha eseguito una performance molto curata e Donnie ha impreziosito il brano con il suo violino..."
A proposito di Donnie va detto che continua ad osservare Dylan come un falco, che il suo violino si sente un po' più che in passato ma che il mandolino è ancora troppo basso nel mix.
Arriva Summer Days, ancora non a livello dell'autunno 2002 che forse non sarà mai eguagliato.
Comunque meglio del solito con la band che ha allungato la jam strumentale. Ad un certo punto George pesta così tanto alla batteria che una delle bacchette gli si spezza e il pezzo rotto schizza in direzione di Tony e lo sta per colpire in faccia. Ma Tony lo acchiappa al volo dimostrando ottimi riflessi... A quel punto Tony fa finta di usare la bacchetta rotta come un dardo da scagliare con le corde del suo basso usate come arco... Poi la getta dietro un amplificatore.
Il set si chiude con Ballad Of A Thin Man in una versione un po' più che comune e con un bell'assolo di armonica finale, molto "raunchy", ci dice Carsten (che vorrà dire?)...
Dopo una pausa arrivano i soliti bis con Thunder On The Mountain che ha un suono un po' fangoso all'inizio ma che poi con il passare dei minuti diventa sempre meglio meritandosi l'entusiasmo del pubblico, e poi con All Along The Watchtower che stasera non è niente di speciale.
Michele Murino


La setlist:

01.  Rainy Day Women #12 & 35
02.  It Ain't Me, Babe
03.  Watching The River Flow
04.  Love Sick
05.  Tangled Up In Blue
06.  Workingman's Blues #2
07.  Rollin' And Tumblin'
08.  Spirit On The Water
09.  Things Have Changed
10.  Beyond The Horizon
11.  Highway 61 Revisited
12.  Nettie Moore
13.  Summer Days
14.  Ballad Of A Thin Man

Bis:

15.  Thunder On The Mountain
16.  All Along The Watchtower


La band:

Bob Dylan - chitarra, tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria