Rochester, New York - Rochester Institue Of Technology - RIT Fieldhouse - 9 Ottobre 2007

Prosegue quello che ormai potremmo chiamare il "Deja Vu" Tour, nel senso che a ogni data Bob propone le stesse identiche canzoni delle volte precedenti. La statistica di oggi dice ancora 8 canzoni dai Sixties e 8 canzoni dagli anni 2000. Come sempre ignorati tre decenni in blocco.
Stasera siamo a Rochester (New York) dove Garry Pappin, non contento di aver già sentito queste stesse canzoni nella data di Syracuse, se le risente anche stasera. Questo è un altro dei motivi per cui l'attuale politica di Dylan è a mio avviso errata (al di là della noia delle setlist, intendo). Una serie di concerti in una stessa zona (il New England, la zona di New York, etc.) fa sì naturalmente che molti spettatori potrebbero pensare all'ipotesi di vedere due, tre o magari anche quattro concerti, vista la
vicinanza delle città. Chiaro che se Dylan fa sempre le stesse canzoni quelli sono spettatori persi perchè dopo la prima data se ne restano a casa ben sapendo che nelle date successive li aspetta la stessa solfa.
Qui nel Gordon Fieldhouse del Rochester Institute of Technology Amos Lee sembra un po' a disagio per la scarsa risposta del pubblico rispetto a Syracuse. Elvis Costello si fa un altro grande set dimostrando la sua abilità come r'n'r hero e come affascinante cantautore. E loda l'acustica del posto dicendo che è la migliore che abbia mai trovato in un gymnasium.
In effetti stasera il sound è grande e Bob Dylan e la sua band partono con una eccitante Rainy Day Women #12 and 35. Un inizio energico con una buona voce che nel corso della serata diventerà sempre più potente. L'acustica perfetta consente di capire tutte le parole e stasera ne beneficia in particolare Highway 61 che è esplosa in tutta la bellezza di un classico del rock and roll qual è. "Anche Things Have Changed, Desolation Row, Ain't Talkin' e Masters of War - ci dice Garry - non hanno mai suonato meglio di stasera..."
"Lasciami dire che non immaginavo che Bob potesse mettere su uno show migliore di questo alla sua età e con il suo attuale stato di voce..." esordisce Wilson Fisk. "Ho visto Dylan in tutta la sua gloria... Ho avuto momenti in cui mi sembava di avere visioni di Bob and the Hawks. Dylan era scatenato, un ragazzino per tutta la sera, movimenti delle gambe, sorrisi, rotazioni, piegamenti sulle ginocchia, balli, dita puntate alla folla... La sua pronuncia di "Stoned" nella prima canzone è stata ilare, la sua chitarra in Just Like Tom Thumb's Blues è stata una vera delizia, Positively 4th Street è stata della serie "Potrebbe mai
esser fatta meglio?", quattro classici in fila come partenza! Una versione eccellente di Rollin' and Tumblin' con un'enfasi extra su "SLUT" che mi ha fatto ridere... Una grande performance di Workingman Blues con Bob che ha cantato in maniera chiarissima e poi il modo in cui dice "Workingmaaaaaaaaaaaaan Blues" è una delizia ogni volta che la si ascolta..."
Il concerto si chiude con i soliti bis, Thunder On The Mountain e Blowin' In The Wind e stranamente stasera Bob si dimentica di presentare la band.
Michele Murino


La setlist:

01.  Rainy Day Women #12 & 35
02.  It Ain't Me, Babe
03.  Just Like Tom Thumb's Blues
04.  Positively 4th Street
05.  Rollin' And Tumblin'
06.  Workingman's Blues #2
07.  Things Have Changed
08.  Desolation Row
09.  High Water (For Charlie Patton)
10.  Spirit On The Water
11.  Highway 61 Revisited
12.  Ain't Talkin'
13.  Summer Days
14.  Masters Of War

Bis:

15.  Thunder On The Mountain
16.  Blowin' In The Wind


La band:

Bob Dylan - chitarra, tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria