Albany, New York - Times Union Center - 6 Ottobre 2007

E siamo giunti nello stato di New York insieme a Bobby D and the Cowboys.
E' una bella giornata di sole quando arriviamo in zona, sembra estate, ma come sempre quando c'è di mezzo Bob si scatena un temporale con fitta pioggia che termina solo alle 7. Siamo ad Albany (a proposito il motto della città, capitale dello Stato di New York, è "assiduità" e dunque a Bob non pare vero di rifare con "assiduità" le stesse canzoni anche stasera) al Times Union Center dove Howie Weiner ci dice che non gradisce il luogo e rimpiange il passato: "L'ultima volta che ho visto Dylan ad Albany il concerto si teneva al Palace Theatre. Fu la prima volta che vidi Bob nel NET senza G. E. Smith e "if my memory serves me well" allora ci fu una Visions of Johanna. Come vorrei che fossimo anche stasera al Palace e non in questo terribile Times Union Center. Faceva un caldo bestiale stasera e anche Dylan e la sua Cowboy Band sudavano a profusione. E per di più l'acustica non era granchè ma questo non mi ha impedito di godermi lo show..."
Insomma buona sostanza ma confezione scarsa? "Già, questo posto è stato costruito per rodei e camion, non certo per 'minstrel shows'..."
Arriva Bob sul palco e come (quasi) sempre è vestito tutto di nero con la band in un completo magenta... "Stasera non sembrano cowboys... Somigliano a dei tizi che hanno mancato l'audizione per "Barney On Ice" o la produzione off Broadway di "The Four Amigos"..." :o)
Si parte con un inizio routinario: Leopard Skin Pill Box Hat (con Bob piacevole in alcuni passaggi solisti alla chitarra) / Don't Think Twice (con un gran lavoro di chitarre da parte di tutti e con Bob che al verso "I ain't sayin you treated me unkind" rallenta e trasforma la canzone in un blues lento) / Watching The River Flow (che parte con il riff di lap steel ma con Bob che sembra avere difficoltà a far entrare le parole nei giusti tempi). "Niente fuochi d'artificio in questo inizio - dice Howie - ma poi arriva una sublime Simple Twist of Fate (qualcun altro la definisce "paradisiaca", ndr). Voce ghiaiosa, gustosi licks di Denny e grande assolo di armonica molto creativo con un sacco di sentimento e intensità che aumentava gradualmente..."
Bob cambia anche come al solito un po' di parole con  un 'Movin Like a Freight' (senza train) e con un 'People tell me it's a sin, to remember her too long again', sia pur non un cambiamento radicale come la vecchia versione PBS 'People tell me it's a crime, to feel too much at any one time'. La canzone si chiude con un bell'assolo di armonica.
Poi lo show cala di intensità con il trittico Rollin' and Tumblin' (nonostante un fenomenale contrappunto alle note della slide con il mandolino elettrico) / When The Deal Goes Down / Till I fell in Love with You (lentissima, molto più che su TOOM e con una bella armonica): "L'ho trovato fiacco ma poi il Minstrel Boy ha cambiato il suo cappello nero con uno bianco e la notte è esplosa con Bob che è diventato un Tessitore di Sogni..."
Arriva infatti Workingman's Blues, molto differente dal disco e che come hanno scritto in molti vale davvero da sola il prezzo del biglietto, assolutamente il punto più alto del concerto: "Workingman's Blues #2 è stata sfrenata e la folla si è animata. Dylan ha offerto nuove liriche in due punti. Da quel momento ho smesso di sudare. Si vede che Bob aumenta il livello della sua capacità artistica quando si trova in un raggio di sessanta miglia da New York City o Woodstock. A questo punto è risultato chiaro che Bob era in grande forma ed è arrivata la sempre benvenuta Things Have Changed (impreziosita dal violino e da un assolo di armonica in "minor key") mentre il suo Oscar lo guardava orgoglioso dall'alto di una cassa di color rosso alla sua sinistra..."
Ti ho visto particolarmente attento a seguire la successiva Hattie Carroll... "E' vero, l'ho assaporata secondo per secondo... E' stata un'esibizione permeata di sottile maestà e molto concentrata. E' stata davvero una cosa strabiliante. L'ho sentita cinque volte da quando Bob è passato alle tastiere e questa resa è stata davvero suprema. Una derisione della giustizia senza tempo..."
Una canzone folk suonata in stile jazz e con l'uso del mandolino elettrico. Solo Bob è capace di farlo.
La notte poi viene scossa dalla detonazione di Highway 61 Revisited con Garnier e Recile - ci dice Howie - che hanno pestato talmente tanto duro da esser registrati sulla Scala Richter.
Sono pronto a scommettere che la canzone successiva è stata per te uno degli highlights del concerto, non è vero? "Puoi dirlo. Con Ain't talkin' Dylan ha continuato ad impilare capolavori uno sull'altro scalando senza sforzo le montagne... Io c'ero a NYC per il debutto di questa canzone nel novembre del 2006 e l'emozione di vederla per la prima volta dal vivo fu insostenibile. Qui ad Albany la band è stata perfetta riuscendo a catturare il feeling ed ogni nuance di questo capolavoro assoluto. La chitarra solista di Denny è stata diabolica e Dylan ha enunciato il suo sermone con occhi d'acciaio. Credevo che non fosse semplice rendere dal vivo questo pezzo ma direi che invece migliora addirittura la versione in studio..."
Dylan lascia tutti senza parole con questo brano soprattutto quando canta "As I walked out in the mystic garden"; c'è qualcosa nel modo in cui pronuncia "mystic garden" che semplicemente ti porta su un altro livello dello spirito, come quando canta "Ain't talkin', just walkin' / Up the road around the bend / Heart burnin' still yearnin' / In the last outback, at the world's end. Ti penetra profondamente nell'anima.
Arriva una piatta Summer Days durante la quale Bob trova il tempo di cambiare di nuovo cappello (stavolta tocca ad uno grigio), poi si chiude con Masters of War, in una resa commovente, con una seconda parte davvero eccelsa. Un classico. Bob è sembrato pronunciare le parole con una cura talmente estrema come se le stesse dirigendo verso (contro) qualcuno in particolare.
La band sparisce per riapparire una decina di minuti dopo per i consueti bis. Si parte con Thunder on the Mountain durante la quale Dylan spinge Freeman ad andare a ruota libera e rifiutandosi di attaccare l'ultima strofa finchè Denny non si è scatenato in un lunghissimo break strumentale, il più lungo della serata, tanto lungo da eclissare persino Summer Days. Bob che per tutto il concerto è stato abbastanza serioso come se stesse esponendo cose imporanti, si lascia qui andare ad una serie di sorrisi con George Recile e a qualche plateale risata (qualcuno ci dice che in fondo al cuore è ancora un ragazzino). Si chiude con All Along the Watchtower e con varie persone che corrono verso il palco gettando fiori verso Dylan (fiori che Bob non raccoglierà).
In chiusura cosa ti senti di dire Howie? "Che ho visto solo due concerti in questo tour e sono ancora affamato... o meglio "Heart burnin' still yeanin"..."
Michele Murino


La setlist:

01.  Leopard-Skin Pill-Box Hat
02.  Don't Think Twice, It's All Right
03.  Watching The River Flow
04.  Simple Twist Of Fate
05.  Rollin' And Tumblin'
06.  When The Deal Goes Down
07.  'Til I Fell In Love With You
08.  Workingman's Blues #2
09.  Things Have Changed
10.  The Lonesome Death Of Hattie Carroll
11.  Highway 61 Revisited
12.  Ain't Talkin'
13.  Summer Days
14.  Masters Of War

Bis:

15.  Thunder On The Mountain
16.  All Along The Watchtower


La band:

Bob Dylan - chitarra, tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria