Manchester, New Hampshire - Verizon Wireless Arena - 5 Ottobre 2007

Squillino i tamburi e rullino le trombe... Ladies and gentlemen... Bob ha letto quanto abbiamo scritto su MF in queste pagine ed è... RECORD!
Sììì! Bob ce l'ha fatta! Eccola qui la setlist che aspettavamo. Sparita anche l'unica canzone dagli anni '70 che ogni tanto Bob eseguiva (sempre le stesse due o tre) ed ecco una scaletta composta INTERAMENTE da brani anni sessanta e anni novanta/duemila.
Grazie Bob. Queste sono le emozioni che fanno sì che tu ci sorprenda sempre! Ti amiamo! Ora aspettiamo la setlist tutta-Modern Times e quella tutta-Sixties di cui parlavamo ieri, OK? Ce la puoi fare! Poi in futuro potrai puntare ad un concerto con una sola canzone, Summer Days, dilatata in una jam strumentale di 98 minuti (i restanti sette sono per cantare i versi e per la presentazione della band, ovviamente).
Per la cronaca comunque stasera sette canzoni dai sixties e ben nove! dagli anni recenti.
Siamo nel New Hampshire, stasera, a Manchester, e assistiamo come sempre all'apertura del bravo Amos Lee che sale sul palco alle 7 pm e suona per una mezz'oretta del solido folk-blues, as usual.
Abbiamo qui di fianco Fred Bals che ha assistito al concerto. Che te n'è parso Fred? "Bello ma avrebbe potuto abbassare un po' il volume dei bassi un po' troppo tambureggianti per un pubblico composto in gran parte da gente con i capelli bianchi... Eravamo tre file lontano dal palco, proprio sotto le casse, e praticamente levitavamo ogni volta che il batterista di Lee colpiva il pedale del basso."
Amos termina il suo set, ringrazia gli sparuti spettatori sparsi qua e là nella Verizon Wireless Arena e lascia il palco ad Elvis Costello che a metà del set scherza anche col pubblico gridando nel microfono: "Oh, I'm in fine voice tonight," ("Oh, stasera ho una bella voce"). Armato con la sua sola chitarra come sempre Elvis ha eseguito alcuni standard del suo repertorio aprendo con una potente "Radio, Radio".
Ecco ancora Fred: "Mi è piaciuta molto anche "Watching the Detectives" e poi la triste "Alison" cantata in stile crooner... Poi ha invitato la folla, che è cresciuta di molto di numero durante il suo set, ad un botta e risposta in stile "do-d-oo-doop" durante un medley in cui ha interpretato canzoni di Van Morrison".
E poi è arrivato il turno dell'unico e solo Bob Dylan, la star dello show. Si abbassano le luci e arriva la cowboy band con il suo gambler alla guida. Resta solo una piccola luce che illumina la statuetta dell'Oscar conquistata per Things Have Changed e la solita voce "fuori campo" annuncia l'arrivo dell'uomo che ha forzato il folk ad andare a letto con il rock... Poi Dylan e soci conquistano la scena lanciandosi in una bella Cat's In the Well.
"Hai notato - ci dice Fred - il rituale dei concerti di Bob? Finisce la canzone, le luci si abbassano, Dylan va ad un libro accanto al suo Oscar, lo guarda, le luci si riaccendono, la band attacca la canzone. Il tutto ripetuto sedici volte..."
Dopo Cat's in the well arriva l'unico passo falso della serata, secondo Fred: "Sì. Lay lady lay è stata stridente... E' stata talmente inascoltabile che ho avuto paura per il resto della serata, temendo sarebbe stata tutta così... Mi è sembrato che Dylan lottasse dopo il primo verso della canzone rendendosi conto che ne stava perdendo il controllo... Ha provato vari e differenti fraseggi ma nessuno ha funzionato... Ad un certo punto mi sembrava di sentire un uomo vecchio in maniera imbarazzante che cercava di implorare una prostituta di quindici anni per un po' di azione... Dylan mi è sembrato sollevato quando la canzone è finita..."
Però mi sembra che poi Bob si sia ripreso con le successive, no? "Beh, sì, Just Like Tom Thumb's Blues e Positively 4th Street sono state entrambe okay, niente a che vedere con l'horror-show di Lay, Lady, Lay, però non sono state nemmeno questa gran cosa. Ho visto poca energia... Invece fortunatamente qualcosa è successo a metà della quinta canzone The Levee's Gonna Break, la prima delle cinque di Modern Times di oggi, e la serata si è trasformata in oro da quel momento in avanti..."
E come mai secondo te? "Mah, non saprei cosa sia successo in effetti. Non ne sono ancora sicuro comunque ho visto che Dylan ha fatto un cambiamento con le tastiere e ha iniziato a scambiarsi sorrisi furtivi con Donnie Herron, che era dietro di lui alla pedal steel... Ad un certo punto si poteva quasi vedere l'energia della band che cresceva mentre Dylan cominciava letteralmente ad *attaccare* i tasti ad ogni canzone successiva..."
Attaccare? "Sì, non ho altro termine per descriverlo, muoveva le labbra come Jerry Lee, sollevava le gambe... Ad un certo punto mi aspettavo che uscisse da dietro la tastiera e si mettesse a ballare per tutto il palco..."
Il concerto decolla e arrivano grandi versioni di Spirit On the Water (ormai ufficialmente il brano più amato di Modern Times), Honest With Me da "Love and Theft" ed una bellissima resa di Beyond the Horizon, ancora da MT.
Chiude la pentalogia ad incastro un altra perla di L&T, High Water, in una splendida versione letteralmente spettrale che dava i brividi. "Sai cosa? Tutte queste perle e poi la potentissima Nettie Moore seguita di lì a poco ad una ustionante H61 mi hanno fatto davvero pensare che avrei *veramente* voglia di vedere un disco live di Dylan che includa le canzoni di Modern Times... I brani si sono evoluti radicalmente rispetto alle versioni in studio (già stupende, consentimelo Fred, ndr) e sono cose come queste che fanno capire cosa intenda dire Dylan quando afferma che per sentire la musica che lui ha in testa bisogna andare a vederlo dal vivo..."
Sono d'accordo Fred, se solo quella musica la pescasse da 40 album e non da tre... :o)
In un tripudio di L&T e MT (stasera hanno sbancato con la bellezza di otto-dico-otto brani) arriva anche l'immancabile Summer Days, splendida e tiratissima come sempre per quanto ormai sta dando nuovi significati al termine "abusato".
Il set si chiude con un'altra grossa novità :o), nientemeno che Like a rolling stone a proposito della quale Fred ha un busillis: "Sì, ho sentimenti contrastanti oggi a proposito di questa canzone fatta in questa maniera da Dylan... Da un lato mi fa piacere che l'abbia ancora nel suo portfolio dopo quarant'anni, dall'altro non posso fare a meno di pensare alle versioni infuocate ed acide che ti buttava in faccia negli anni sessanta... Io vedo continuamente fantasmi sul palco, che sfondano in cerca di un passaggio
sfidando tutto e tutti, il pubblico, il giorno, il mondo, giovani, vecchi, mentre il Dylan contemporaneo ondeggia tra queste ombre, eseguendo la sua versione moderna più lenta e quasi in stile valzer..."
Okay, ma in definitiva ti è piaciuta o no? "E' stata una delle migliori LARS contemporanee che gli abbia visto eseguire... Ho visto Dylan sorridere come il suo gatto del Cheshire durante tutto il brano erompendo nel ritornello "how does it feel" come se fosse sulla cresta di un'onda."
Bob e soci lasciano il palco dopo circa un'ora e mezza di show. Breve pausa e arrivano i soliti bis che questa volta sono ad appannaggio di Thunder on the Mountain e di una sorprendentemente buona (così la giudica il nostro amico) Blowin' in the Wind, che forse risponde alla nostra domanda: "Quante volte un uomo può eseguire le stesse canzoni prima di rompersi le *@#&§ anche lui?". La risposta amico mio soffia nel vento... La risposta soffia nel vento...
Michele Murino


La setlist:

01.  Cat's In The Well
02.  Lay, Lady, Lay
03.  Just Like Tom Thumb's Blues
04.  Positively 4th Street
05.  The Levee's Gonna Break
06.  Spirit On The Water
07.  Honest With Me
08.  Beyond The Horizon
09.  High Water (For Charlie Patton)
10.  My Back Pages
11.  Highway 61 Revisited
12.  Nettie Moore
13.  Summer Days
14.  Like A Rolling Stone

Bis:

15.  Thunder On The Mountain
16.  Blowin' In The Wind


La band:

Bob Dylan - chitarra, tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria