sera per sera Bob in concerto
a cura di Salvatore "Eagle"

 
Gilford, New Hampshire
Meadowbrook Music Arts Center Pavilion
4 Giugno 2004

1.  Drifter's Escape
2.  I'll Be Your Baby Tonight
3.  Tweedle Dee & Tweedle Dum
4.  Just Like A Woman 
5.  Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
6.  Positively 4th Street 
7.  Highway 61 Revisited
8.  Love Sick
9.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
10.  It Ain't Me, Babe
11.  Floater (Too Much To Ask)
12.  Honest With Me 
13.  I Believe In You
14.  Summer Days 

Bis:

15.  Cat's In The Well (Bob on piano, Larry on pedal steel) 
16.  Like A Rolling Stone (Bob on piano, Larry on pedal steel) 
17.  All Along The Watchtower (Bob on piano, Larry on pedal steel

Membri della band:

Bob Dylan - piano, armonica

Larry Campbell - chitarra, chitarra slide, cittern, pedal steel, violino


Stu Kimball - chitarra

Tony Garnier - basso

George Recile - batteria



Stu Kimball

COMMENTO: WOOOWOWOWOWWOOW! Amici di Maggie's Farm e fedeli adepti della setta What's Going On In Your Show, eccoci qui di nuovo in giro per il mondo al seguito del menestrello di Duluth, Bob Dylan. Ovviamente come sempre alla tastiera il vostro terzo occhio negli Stati Uniti, Salvatore Esposito, l'unico inviato virtuale al mondo che segue ogni concerto di Bob.
Questo tour estivo del 2004 ha un significato importante per noi perchè ci porterà Bob Dylan e la sua band in Italia il 2 e il 3 luglio, insomma vale la pena seguirmi per capire con quali nuove magie ci stupirà il menestrello. Dopo la classica introduzione, puntuali come sempre Bob Dylan e la sua band salgono sul palco, Bob indossa un vestito nero e un cappello da cowboy bianco.
Entrano in scena tutti meno che il mitico Freddy Koella, al suo posto c'è un nuovo chitarrista, Stu Kimball.
Stu ha già suonato con Bob durante le session di Empire Burlesque ed inoltre è un produttore di buon livello e abbastanza conosciuto negli States, insomma dovrebbe essere una sicurezza, c'è da giurarci.
Pochi secondi dopo partono i primi accordi di Drifter's Escape, uno standard come opener, ma assolutamente ottima nella resa dove emerge in bella evidenza la chitarra di Stu, che archivia il sound barocco di Koella per abbracciarne uno più diretto e semplice.
Da notare la presenza di Larry alla pedal steel, cosa strana per questa canzone, vi rimarrà per tutto il concerto quasi a voler ripercorrere la strada
stilistica di Bucky Baxter.
Un lungo intro di armonica ci introduce poi ad I'll Be Your Babe Tonight, quando si inserisce la voce di Bob la si ritrova calda e avvolgente ben lontana dalla odiosa e orribile performance di You Win Again con Willie Nelson. Arriva poi Tweedle Dee & Tweedle Dum; l'esecuzione nel complesso è ottima ma il sound non è perfetto, mancano i lick chitarristici di Freddy che impreziosivano non poco questa canzone.
Segue poi una bellissima versione di Just Like A Woman, l'arrangiamento è meno aggressivo e molto più lento nell'incedere ritmico.
La voce di Bob è ancora una volta su alti livelli così come l'apporto della band, davvero molto preciso e incisivo.
Si passa al rock con Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine); Larry insinua nella melodia ottime parti di pedal steel e Stu che è accanto a Bob, esegue ottimi assoli mentre Tony e George trascinano la band alla grande.
Positively 4th Street è quasi funky, Bob canta molto ispirato ed esegue degli incisivi passaggi di armonica che si integrano alla perfezione nell'esecuzione. Arriva poi l'immancabile Highway 61 Revisited, che sin dall'intro appare diversa dal solito con Stu che offre degli spunti chitarristici davvero particolari mentre al piano Bob canta e suona alla grande, girando lo sguardo di tanto in tanto verso la new entry quasi a volerlo sorvegliare da vicino.
Da Codice Penale è Love Sick... da codice penale nel senso che viene voglia come ha detto un mio caro amico dylaniano di strappare le corde vocali di Bob e conservarle in aeternum, infatti questa performance, è assolutamente memorabile dal punto di vista voce.
L'incedere lentissimo della canzone cadenzato dal ritmo lieve della batteria di George crea un'atmosfera particolarissima, quasi rarefatta dove si inseriscono alla perfezione sia gli assoli di Larry alla pedal steel sia quelli di Stu.
Stuck Inside of Mobile With Memphis Blues Again, è tiratissima; ancora una volta il sound della pedal steel di Larry sembra trascinare alla grande la band. Anche Stu se ne giova pur apparendo un po' spaesato durante il riff finale. Vero highlight della serata è It Ain't Me, Babe, riarrangiata in modo eccezionale; l'ascolto rivela un misto incredibile di passioni ed emozioni, la voce di Bob è ancora su altissimi livelli così come il resto della band.
Arriva poi Floater; Larry Campbell imbraccia il violino e si posiziona al centro del palco quasi di fronte a Bob.
Il risultato è ottimo e preferibile sicuramente alle performance di Freddy Koella al violino che apparivano troppo piatte e prive di quell'inventiva e di quelle improvvisazioni di cui è capace Larry.
Honest With Me, pur avendola sentita più volte ormai, questa sera appare infuocata grazie ad una grande performance alla batteria di George, che ormai è da accreditare come uno dei migliori batteristi di sempre di Bob. Secondo highlight della serata è I Believe in You, che chiude idealmente il concerto prima dei bis; Bob è protagonista di una performance incredibile dai toni intimistici.
Dopo Summer Days arriva la classica pausa e al rientro si riparte con Cat's in the Well, in un'esecuzione in stile old time dove brilla l'apporto di Larry alla pedal steel.
Bob poi senza concedersi molto al pubblico presenta la band e si riparte con una infuocata versione di Like A Rolling Stone che frutta a Bob e alla band l'ovazione del pubblico.
All Along The Watchtower è perfetta ma Stu sembra smarrirsi sul finale. Insomma nonostante il cambiamento di un elemento importante per il sound come Freddy Koella la band di Bob ha offerto un'ottima prova, ma senza dubbio bisogna riconoscere che il nostro è qualcosa di immenso sul palco; pur non suonando più la chitarra, gestisce il sound della band alla grande, quasi fosse un grande architetto del suono.
In fondo lui è quasi un gran maestro per la sua band di "Muratori".*

Salvatore Esposito

* voleva essere un parallelismo tra la musica e la massoneria (Bob è il
Gran Maestro, la sua Band, i muratori framassoni)... ci sta tutto ma è un
discorso che va approfondito (vero Michele?)

Nota di Napoleon: Approfondiremo! (?)


E' UNA PRODUZIONE
TIGHT CONNECTION