sera per sera Bob in concerto
a cura di Salvatore "Eagle"

 
Philadelphia, Pennsylvania
The Electric Factory
30 Marzo 2004

1.Tombstone Blues
2.The Times They Are A-Changin'
3.Lonesome Day Blues
4.If Not For You
5.It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
6.Love Minus Zero/No Limit
7.Cold Irons Bound
8.Under The Red Sky
9.Highway 61 Revisited
10.Not Dark Yet
11.Bye And Bye
12.Honest With Me
13.Masters Of War
14.Summer Days

Bis:

15.Cat's In The Well
16.Like A Rolling Stone
17.All Along The Watchtower


COMMENTO: MIIIIIII CHE SERATA!!!! Siamo a Philadelphia, Pennsylvania, per seguire il concerto di Bobby alla The Electric Factory, come al solito alla tastiera il vostro occhio telematico Sal "The Man Who Takes a Lot To Laugh" Esposito.
Si parte con Tombstone Blues, i toni hard-blues sono predominanti Bob domina al cantato incisivo come mai era capitato in apertura durante questo tour.
Freddy Koella e Larry Campbell si dannano a lungo alle chitarre alla fine sfoderano un dialogo chitarristico d'alta scuola.
Poi arriva la prima sorpresa della serata: The Times They Are A-Changin'che non veniva eseguita dal concerto a Northampton del 19 agosto del 2003 (unica volta in tutto l'anno).
Questa sera è perfettamente bilanciata in una versione semi acustica con ottime parti di piano che la rendono estremamente diretta e melodica; il cantato di Bob non è brillantissimo ma convince dal punto di vista interpretativo.
Ritorna prepotente il rock blues con una splendida Lonesome Day Blues, in cui Bob sfoggia tutte le sue qualità da consumato bluesman, voce roca, parti di piano movimentate.
La band gira su massimi livelli con l'ottima sezione ritmica che spinge e le due chitarre che regalano scorribande chitarristiche di alto pregio.
Le prime note che annunciano If Not For You, sono accolte da una specie di boato, anche qui fu suonata solo una volta lo scorso anno il 30 aprile a Louisville.
E' una versione abbastanza movimentata con ottime parti di chitarra che si intrecciano alla perfezione con il piano di Bob.
E' la seconda sorpresa della serata.
It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) è abbastanza usuale ma gira ancora alla
grande grazie alla band che dà sempre il massimo ad ogni esecuzione di
questa canzone.
Love Minus Zero/No Limit è dolcissima nel ben noto arrangiamento del 2003, Bob canta con passione, ma grandi sono le parti di Pedal Steel di Larry.
Cold Irons Bound, è ormai un pezzo di alternative rock, lungo intro rumoristico, poi la tempesta di chitarre distorte sul fondo, e in primo piano la voce di Bob, al limite della spettralità.
Alternando brani movimentati a pezzi lenti arriva Under The Red Sky che
brilla per intensità emotiva, Bob si limita alle parti ritmiche al piano, mentre il grosso lo fanno le chitarre che ancora una volta escono protagoniste. Highway 61 Revisited è una scorribanda sonora sulle dodici battute, ottimi gli assoli di Koella che questa sera appare più disciplinato.
Terza sopresa della serata è Not Dark Yet che non veniva eseguita dal concerto a Grand Junction del 31.8. 02, è una versione da brivido, perfetta dal punto di vista strumentale, Bob canta con grande tensione drammatica pronunciando ogni verso alla perfezione, è uno dei brani meglio riusciti della serata.
Torna un po' di rock n' roll con Bye And Bye ma è con Honest With Me che le chitarre tornano a ruggire.
Quarta e ultima sopresa della serata è Masters Of War, che non veniva eseguita dal concerto di Auckland del 22. 2. 03, è in una bellissima versione elettrica, arrangiamento questo in cui non veniva suonata dal concerto di Londra del 17. 2. 91.
Il risultato è ottimo, Bob sputa nel vero senso della parola ogni verso, canta con rabbia e dalla sua interpretazione emerge quasi un'urgenza, quasi questa canzone fosse tornata di drammatica attualità.
Summer Days è l'ultimo scampolo di concerto che non sa di già sentito, infatti Koella e Campbell pur duellando alla grande si perdono in assoli chilometrici, ma in compenso elettrizzano la platea.
Poi arrivano i bis che chiudono un concerto davvero molto bello, con una set list molto politica ma sopratutto molto varia.

Salvatore Esposito


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