sera per sera Bob in concerto
a cura di Salvatore "Eagle"

 
Boston, Massachusetts
Avalon Ballroom
26 Marzo 2004
 

The Wicked Messenger
You Ain't Goin' Nowhere
Cry A While
The Lonesome Death of Hattie Carroll
Highway 61 Revisited
Make You Feel My Love
Cold Irons Bound
I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met)
The Man in the Long Black Coat
Rainy Day Women #12 & 45
I Believe In You
Honest With Me
Tell Me That It Isn't True
Summer Days

Bis:

Down Along the Cove
Like A Rolling Stone
All Along the Watchtower


COMMENTO: OH YEAAA!! Siamo per la terza sera all'Avalon di Boston,
Massachusetts per seguire la nuova data del tour di Bob; come sempre telematicamente presente in loco, la vostra aquila dal mistico orecchio è alla tastiera pronta a rivelarvi le magie del nostro grande ed immenso maestro.
Il concerto comincia con una solida versione di The Wicked Messenger, come al solito sempre stravolta rispetto alla versione su disco con immensi riff di chitarra ad opera di Freddy e Larry.
Dal post rock dell'apertura si passa al country di You Ain't Goin' Nowhere; la voce di Bob convince da subito, così come la band che fornisce un tappeto sonoro davvero di grande effetto.
Con Cry A While è il momento del blues, e che blues! Una performance da incorniciare per Freddy che si cimenta in assoli sempre più geniali ma
sopratutto per Bob che sfodera il meglio della sua voce aggredendo il testo
come mai.
Dopo questa carrellata di stili differenti arriva The Lonesome Death Of Hattie Carroll nella splendida versione acustica, a noi ben nota per averla sentita nelle tappe del tour italiano del 2003; questa sera però ha qualcosa di speciale in più, infatti è eseguita in un crescendo ritmico molto toccante, che culmina nella strofa finale quasi urlata da Bob.
Highway 61 Revisited, è il solito tormentone dai toni hard-rock-blues, in cui Freddy, Larry e Bob si dividono il lavoro alla grande.
Make You Feel My Love, è accolta dal pubblico con piacere; pur trattandosi di una delle canzoni più immediate di Bob, questa sera piace per l'approccio leggermente più rock del solito.
Cold Irons Bound è assolutamente strepitosa, l'effetto eco forse non voluto le regala un fascino davvero unico, il pubblico apprezza molto sopratutto la sua voce molto roca.
Non impressiona più di tanto I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met), anche se è un piacere sentirla cantare da Bob con il suo tono quasi risentito.
Insomma teatralmente parlando è il pezzo della serata. musicalmente un po' meno perchè la band si limita a fare bene il suo compitino, senza lasciare segni.
La performance di Man In The Long Black Coat è come hanno scritto molti
anglofoni sul Dylan pool TERRIFIC! TERRIFIC! TERRIFIC!
Bob cambia ancora registro vocale sfornando una voce quasi tenebrosa, mentre gli accordi prepotenti del piano si insinuano in una melodia fantastica resa dalle due chitarre.
La tensione drammatica si spezza con la pazzia di Rainy Day Women #12 & 35, dove Ritchie e George hanno modo di sbizzarsi ai tamburi.
I Believe In You, è l'ennesima perla di una serata ottima, la voce di Bob diventa cristallina, la band ancora una volta sfoggia il meglio di sè, grande Larry come sempre e ottima anche la sezione ritmica che regala il ritmo giusto al brano.
Honest With Me scorre veloce come i riff di Freddy; Tell Me That It Isn't True, invece riporta sul palco un po' di sano country rock.
Sul finale molto bella è Summer Days ma ormai siamo sullo scontato.
Si riparte con i bis: in apertura c'è una pimpante versione di Down Along The Cove che ci fa ringraziare Dio per non sentire ancora l'ennesima torrida e travolgente versione di Cat's in the Well; chiudono la serata i due bis classici Like A Rolling Stone e All Along The Watchtower.

Salvatore Esposito


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