Milano, Italia
Filaforum
2 Novembre 2003
To Be Alone With You
It's All Over Now, Baby Blue
Cry A While
Desolation Row (acustica)
It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) (acustica)
Boots Of Spanish Leather (acustica)
Things Have Changed
Dignity
The Lonesome Death Of Hattie Carroll (acustica)
Tweedle Dee & Tweedle Dum
Mr. Tambourine Man (acustica)
Honest With Me
Every Grain Of Sand
Summer Days
Bis:
Cat's In The Well
Like A Rolling Stone
All Along The Watchtower
COMMENTO: La terza e ultima data del tour italiano di
Bob è Milano e
precisamente al FilaForum di Assago, una rinnovata struttura
sportiva che
sembra di recente aver ritrovato anche la giusta acustica
per i concerti
rock. Bob e la sua band salgono sul palco alle 21 ancora
una volta
puntualissimi. Si parte di nuovo con To Be Alone With
You, Bob è al massimo ancora una volta, a tratti canta molto meglio
rispetto a Roma dove era già stato incredibilmente bravo. Sinceramente
mi aspettavo una partenza diversa con Tombstone Blues o Maggie's Farm,
ma Bob sceglie la strada sicura, forse per non deludere un pubblico a cui
sembra tenere tantissimo come quello italiano. Il Fila Forum è strapieno
e uno scrosciare di applausi che dire emozionante è poco accoglie
la successiva It's All Over Now, Baby Blue. Un pezzo secondo copione ma
rispetto a Roma il risultato è leggermente superiore, il cantato
è misurato e sicuro così come le splendide parti di pedal
steel di Larry che si intrecciano alla perfezione con quelle di
Koella. Cry A While è blues incandescente, Bob
sparacchia accordi al piano
quasi fosse un pianista da saloon, mentre la sua band
ci regala dei passaggi
di rock duro e puro. Non pochi anche questa sera avrebbero
desiderato
verdere Dylan alla chitarra ma è tutto vano. Lui
se ne sta
in piedi agitandosi alla grande e suonando come un pianista
rock n' roll
anni cinquanta. Le prime note di Desolation Row mandano
il pubblico in
estasi, la performance di Bob è da brividi, incandescenti
i passaggi poetici
dei vari versi che si susseguono come acquerelli appena
dipinti. A dipingere
c'è la sua voce che al momento di cantare il verso
"But he was famous long
ago, for playing the electric violin" si increspa per
un attimo quasi
commossa. A incorniciare una performance vocale da brividi
c'è la band che
regala attimi di intimismo assoluto facendo emergere
tutta la sensibilità
musicale dell'autore. Bob si concede un errore minimale
stroncando sul
nascere un assolo di Koella ma è niente in confronto
a quello che sta per
arrivare. Infatti dopo la poesia di Desolation Row arriva
l'invettiva di
It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) in una versione
acustica oscura e
micidiale, il cantato di Bob è martellante ed
inquietante ogni verso è una
fiammata verso il mondo intero. Non ci sono altre parole
per descrivere
questa canzone. Alla fine della canzone Bob fa il suo
solito giro quasi
barcollando e poi torna al piano ed attacca una magica
Boots Of
Spanish Leather; anche qui la resa è splendida,
il nuovo arrangiamento
questa sera è reso scintillante dalle ottime prove
di Freddie e Larry che
regalano attimi di vero e proprio lirismo strumentale.
Things Have Changed è l'ennesimo momento magico
di questo splendido concerto a cui incredulo sto assistendo; questa sera
ogni cosa cantata da Bob ha l'aria di essere un capolavoro.
Il modo di cantare di Bob fa emergere i lati più
belli del testo
di questa canzone che è considerata una delle
più belle scritte da Dylan
negli ultimi anni. Durante l'esecuzione mi convinco definitivamente
che in
questo tour Bob sta badando moltissimo alla poesia dei
suoi testi, infatti
le scelte delle sue canzoni per le scalette non sono
affatto fatte a caso ma appartengono tutte a quella parte di repertorio
dylaniano che è
considerato da tutti un patrimonio collettivo. Poi arriva
anche una delle
canzoni most wanted di questo tour e cioè Dignity,
la cui esecuzione vale tutto il concerto.
L'impatto elettrico fornito dalla band è possente
e deciso, Larry e Freddie
si sbizzarriscono in assoli al fulmicotone mentre sullo
sfondo il fedele
Tony Garnier al basso stende un tappeto micidiale di
bassi su cui il
batterista Recile lavora incessantemente senza un attimo
di respiro.
Un siparietto comico arriva all'inzio di The Lonesome
Death Of Hattie Carroll, proposta in un arrangiamento simile a quello di
Roma con Larry al Bouzouki, Bob infatti per una distrazione canta la prima
strofa in modo completamente sballato: "Hattie Carroll... breve pausa...
e poi Killed Poor Hattie Carroll", poi incurante prosegue come se non fosse
successo nulla tra gli applausi di tutto il Filaforum.
Il seguito è assolutamente da incorniciare con
la voce
di Bob che si abbandona con trasporto al tema del testo.
Poi arriva il rock
della cavalcata a briglie sciolte di Tweedle Dee &
Tweedle Dum che diverte e coinvolge al massimo il pubblico. Il sound melodico
ritorna con Mr.
Tambourine Man in cui è ormai evidente la riscrittura
melodica; rispetto a
Roma il risultato è migliore, infatti Bob canta
con precisione ogni verso
senza trascinare le finali delle parole e senza enfatizzare
troppo il
ritornello. Honest With Me vede un Larry Campbell alla
slide regalare magie assolute duettando alla grande con Freddie che spara
assoli a ripetizione dalla sua chitarra; Bob dal canto sul si agita e si
dimena al piano regalandoci l'ennesimo sipario di arte chapliniana di cui
solo lui è padrone al mondo oltre logicamente al proprietario originale.
La seconda perla della serata è Every Grain Of Sand, in cui Bob
dà ancora una volta il meglio di sè, seguito da una band
che senza sosta lo porta in trono attraverso la sua poetica. Il pubblico
va in delirio con Summer Days ancora da "Love & Theft" che alla fine
regala a Bob un'ovazione senza pari e lui ricambia con il classico giro
del palco a luci accese a salutare il suo pubblico. Dopo una brevissima
pausa partono i bis ormai classicissimi: Cat's In The Well che, da canzoncina
che era, è diventato un pezzo a dir poco travolgente e coinvolgente;
come a Roma uno stacco di batteria e poi è Like A Rolling Stone.
Tutto il FilaForum canta in coro il ritornello e io mi sgolo al massimo
per far in modo di richiamare l'attenzione di Bob o di uno dei suoi.
Poi è il momento dell'addio con All Along The
Watchtower, in cui Larry e Charlie si dimenticano di avere sul comodino
la foto di Hendrix e personalizzano la canzone con tocchi chitarristici
senza eguali. Il gran finale è commovente con Bob che saluta quasi
commosso e poi va via a testa bassa a causa dei fastidiosi riflettori che
si dice lo abbiano tormentato questa sera.
Salvatore Esposito
foto sfondo: Milano
2003 - grazie a Mitzy "The Viper"
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