What's going on in your show...
sera per sera Bob in concerto

 
a cura di Salvatore "Eagle"

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Roma, Italia
Palalottomatica (Palaeur)
1 Novembre 2003

To Be Alone With You
It's All Over Now, Baby Blue (acustica)
Cry A While
The Lonesome Death Of Hattie Carroll (acustica)
It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) (acustica)
Mr. Tambourine Man (acustica)
Man In The Long Black Coat
Tweedle Dee & Tweedle Dum
Love Minus Zero/No Limit (acustica)
Highway 61 Revisited
Every Grain Of Sand
Honest With Me
Don't Think Twice, It's All Right (acustica)
Summer Days

Bis:

Cat's In The Well
Like A Rolling Stone
All Along The Watchtower


COMMENTO: Dopo l'ottima serata a Bolzano, il secondo concerto italiano è a Roma, al Palalottomatica (ex-Palaeur). Il concerto comincia alle 21 precise
quando spente le luci e partita la classica presentazione di Bob si leva
l'odore e il fumo dell'incenso che alcuni addetti hanno acceso sul palco.
Sembra di stare sul punto di assistere ad un rito... è il rito del rock
n'roll, il rito magico della poesia di Bob che ormai da anni si ripete ogni
sera. Si accendono le luci sul palco e arriva Bob, vestito con un
elegantissimo completo nero old time style è si avvia verso il piano posto
sulla sinistra; lo segue la sua band in un altrettanto elegante completo
grigio; in pochissimi secondi si mette in moto la macchina da guerra e
subito parte il boogie potentissimo di To Be Alone With You. Bob canta
divertito e si produce in una bella risata verso il finale. La seconda
canzone è It's All Over Now Baby Blue, un pezzo che in questo tour non ha
brillato particolarmente ma stasera è tutto diverso. Larry Campbell è
passato dalla chitarra elettrica alla pedal steel e il sound è meno ruvido e
più elegante rispetto alla precedente. La voce di Bob è splendida e sembra
aver recuperato tutte quelle sfumature profondissime ed emozionanti che
sembravano ormai perse per sempre. La canzone termina tra gli applausi, le
luci si abbassano un attimo e Bob va verso il centro del palco, confabula per un po' con Tony Garnier, sembra quasi voler prendere la chitarra elettrica
ma poi torna al piano. Questo scherzetto lo farà più volte durante il
concerto; è probabilissimo che non sia per niente voluto dato che già in
passato Bob si avvicinava a Tony per dirgli quale canzone intendeva
eseguire. L'attesa per la chitarra e i numerosi incitamenti del pubblico a
prenderla sono del tutto vani. Bob se ne starà lì al piano defilato sulla
sinistra per tutto il concerto lasciando uno strano vuoto al centro del
palco, quasi volesse essere alla pari dei suoi musicisti. Un atto senza
dubbio di grandissima umiltà che ha confermato ancora una volta come le
tante voci di un Bob cattivo e intrattabile siano assolutamente da
smentire. Si passa poi al blues e ai cambi di tempo repentini di Cry A
While, il primo dei quattro pezzi da "Love & Theft" della serata; Bob sembra
dare il meglio di se' proprio con la voce, da tempo oggetto da parte dei fan
di critiche e ormai bollata come finita per sempre; anche la sua band è in
forma smagliante con un esaltante drumming di George Recile e soprattutto
con un Freddie Koella in gran spolvero alla chitarra. Dal blues si va ad una
delle più attente e universali canzoni di "protesta" di Bob: The Lonesome
Death Of Hattie Carroll in cui l'interpretazione di Bob è da pelle d'oca; si
percepiscono attraverso la sua voce le immagini tremende di William
Zanginger che uccide Hattie Carroll. La perla della serata arriva con It's
All Rigth Ma (I'm Only Bleeding) in versione acustica con Larry alla Cittern e Freeddie alla chitarra elettrica. L'impatto è assolutamente senza eguali,
non c'è versione del passato che tenga quanto all'energia ed al trasporto con
cui è cantata quella di questa sera. Le parole diventano sempre più roventi
man mano che scorrono i versi che si fanno sempre più corrosivi e gonfi di
polemiche scosse telluriche che suonano più attuali che mai. Immenso il
lavoro di George e Tony, rispettivamente alla batteria e al basso, che
attraverso cambi di tempo e stacchi mozzafiato lasciano gli spettatori
pietrificati. Poi arriva l'attesissima Mr. Tambourine Man, che in questo tour
ha sofferto di interpretazioni non eccellenti; subito appare irriconoscibile
rispetto al passato e soprattuto rispetto alle versioni recentissime, Bob
canta quasi trascinato dalle parole scandendo ogni singolo verso alla
perfezione mentre Freddie si produce in giri chitarristici assolutamente
impeccabili. Il retro del palco cambia, via l'occhio di Horus e fuori uno
splendido sipario, le prime note di Man In The Long Black Coat segnano il
secondo momento clou della serata, Bob canta con passione e trasporto mentre la band ricrea quel sound tipicamente notturno che aveva su disco; ottime le parti ritmiche misurate e incisive di George e Tony. Tweedle Dee & Tweedle Dum fa ballare il pubblico che si gode un break di divertimento rock. Love Minus Zero/No Limit è in versione acustica con Larry alla pedal steel e un grandissimo Bob che dimostra ancora di avere nella manica gli assi del romanticismo che cala sin dalle prime note. Concluso il passaggio romantico il pubblico torna a scatenarsi con una torrida versione di Highway 61 Revisited dove Freddie Koella ci regala uno strepitoso assolo rallentato e
Bob, vestendo i panni del consumato bluesman, canta e si agita dietro al
piano come fosse un nuovo Jerry Lee Lewis. Altro cambio di stile per la
successiva Every Grain Of Sand, cantata da Bob quasi fosse un preghiera
laica con uno stile dolcissimo e di grande spessore emotivo. La successiva
Honest With Me, vede ancora il rock protagonista, sin dalle prime note
stordisce per l'impatto altamente elettrico e sopratutto per i riff killer
di Larry che si produce in un lavoro grandioso affiancato dall'altrettanto
grandioso Freddie mentre dietro ai piatti tra uno stacco e un cambio di
tempo si da' da fare George Receli. Le acque del rock si placano con Don't
Think Twice, It's All Right in una bella versione vagamente-country e poi
tornano ad incresparsi prepotentemente con Summer Days in cui Larry e Freddie mi lasciano senza fiato producendosi in duelli chitarristici di alta scuola.
Divertentissimo il passaggio in cui tutti si agitano alla grande sul palco,
Bob sembra un incrocio tra Chaplin e Jerry Lee Lewis mentre i due
chitarristi fanno la parte dei fenomeni; ecco allora Tony stanco di stare
imbalsamato alle prese con il contrabbasso, incomincia a sollevarlo da
terra e a muoversi imitando i due colleghi alle chitarre. Alla fine di
Summer Days Bob, si porta al centro del palco e guarda il pubblico, accenna
un inchino e il Palalottomatica esplode in un boato senza fine, Bob ricambia
con un accenno di inchino e poi va via. Il rientro sul palco segue lo schema
fisso di questi tour europei, tre brani caldissimi maledetti e
imponentissimi. Si parte con Cat's In The Well tormentata dai riff
elettricissimi di Freddie Koella e da un Bob visibilmente stanco ma ancora
saldamente al comando del suo vascello. Appena uno stacco di batteria dalla
conclusione di Cat's In The Well e segue poderosa più che mai Like A
Rolling Stone che dal vivo non era mai stata così perfetta e vicina
all'originale; Bob canta con passione e addirittura sembra gradire
moltissimo l'effetto karaoke che si produce ad ogni ritornello. Teminata
Like A Rolling Stone Bob rompe il silenzio e esordisce dicendo: "Thank You
Friends!" e poi passa a presentare la band. In conclusione ecco la nuova
versione di All Along The Weatchtower dall'impatto marziale e sempre più
epico che sfocia nelle note di Exodus. Ottima la ritmica ossessiva e
ostinata di Recile che ricrea un senso di precarietà e sofferenza. Dopo ogni
verso Campbell si produce in un assolo lancinante in cui presto subentra
anche Koella trasformando questa canzone una splendida jam di rock n'roll
duro e puro. Dopo la conclusione di All Along The Watchtower Bob fa un giro sul palco saluta i fans, sorride, torna indietro verso il piano ma poi si
ritira nel retropalco.

Salvatore Esposito

foto sfondo: Milano 2003


 
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