New York, New York
New York City Center

20 Novembre 2006

01.  The Levee's Gonna Break
02.  Señor (Tales Of Yankee Power)
03.  Rollin' And Tumblin'
04.  Boots Of Spanish Leather
05.  High Water (For Charley Patton)
06.  When The Deal Goes Down
07.  It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
08.  Don't Think Twice, It's All Right
09.  Tangled Up In Blue
10.  Spirit On The Water
11.  Highway 61 Revisited
12.  Nettie Moore
13.  Summer Days

Bis:

14.  Ain't Talkin'
15.  Thunder On The Mountain
16.  Like A Rolling Stone

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria


E si chiude in pompa magna nella Grande Mela della Grande New York con uno show davvero speciale il leg nordamericano del più Grande songwriter dei Tempi Moderni.
Bob e i suoi soci sono al New York City Center e a proposito di Modern Times pensano bene di aprire con una ustionante versione di The Levee's Gonna Break, nona traccia dell'ultimo capolavoro dylaniano, fresco candidato ai Grammy. Si prosegue con la splendida rilettura di Señor (Tales Of Yankee Power) e poi si torna a MT con Rollin' And Tumblin'.
Sentiamo Carl Krosinsky: "Boots of spanish leather ha visto il concerto elevarsi verso la stratosfera.
Bob era pienamente al comando delle proprie capacità vocali..."
Howard Weiner la definisce molto superiore alle recenti versioni.
Il quinto brano in scaletta è High Water (For Charley Patton): "Se già Boots era stato un highlight High Water è stato ancora meglio, con nuove interessanti e "funky" jam..."
E' il Modern Times tour e dunque spazio e gloria al nuovo disco che fa la parte del leone. Arriva When The Deal Goes Down, semplicemente perfetta con la folla che apprezza enormemente.
Poi It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) eseguita, dice Carl, come uno "swamp boogie", potente, veloce, trascinante...
Si prosegue con una Don't Think Twice, It's All Right definita "thrilling" e con la folla che esulta e gioisce ad OGNI SINGOLO VERSO! Sublime! ("Questo ci ripaga della versione ridicola che Bob ci propinò al Beacon nel 2005...", aggiunge Carl).
Il brano si conclude tra l'altro con un superbo assolo di armonica da parte di Bob seguito in maniera aggressiva dalla band.
Arriva dopo un applauso estatico e rapito Tangled Up In Blue con la gente inchiodata ai propri posti perchè non c'era altro da fare se non starsene seduti in preda a timore reverenziale e sull'orlo di una clamorosa sindrome di Stendhal.
Sindrome che esplode clamorosamente con la successiva Spirit On The Water.
Arriva poi Highway 61 Revisited in una versione affascinante ricca di palpabile tensione ed elaborata davvero bene.
Il set si chiude con Nettie Moore (cosa dire - esclama Carl - se non che è stata un'altra versione perfetta dove la folla pendeva letteralmente da ogni singolo verso pronunciato in maniera perfetta... non si può fermare il tempo e ascoltare Bob cantare e suonare questo brano per sempre?) e poi con Summer Days.
Ad un certo punto nell'oscurità si vede movimento per i bis e nuovi fogli con liriche vengono preparati per Bob sulla tastiera, segno che sta per succedere qualcosa.
E infatti arriva a sorpresa in questo show finale anche Ain't Talkin' al debutto assoluto, il capolavoro dei capolavori di Modern Times, secondo alcuni.
Una versione più funk, più vivace rispetto a quella del disco, secondo Carl. Grandi i ritornelli ed il finale, meraviglioso. Anche qui è "sublime" la parola che più sentiamo circolare.

Mr. Weiner aveva pensato bene di andarsi a fare una birra durante Summer Days, stufo delle solite canzoni finali. Poi accortosi delle prime note di Ainít Talkiní si è precipitato al suo posto in meno di un secondo: "E che versione fenomenale per essere un debutto! Mi è piaciuta anche di più di quella del disco. Denny ha fatto un bellissimo assolo nella parte centrale. Il capolavoro ha preso vita! Era come vino degli Dei. Sublime..."
Appunto!
Dopo la presentazione della band in cui Bob dice qualcosa a proposito del fatto che è stata dura suonare in quel posto per il palco molto piccolo (Tony costretto in un ritaglio di palco e Denny praticamente fuori palco) arriva Thunder on the Mountain eseguita come sempre molto bene e poi l'immancabile classico, Like a Rolling Stone che fa ballare una folla scatenata e felice per aver assistito ad un concerto speciale grazie a quel debutto assoluto.
Ora pausa e riposo per Bob in attesa del tour europeo (Svezia, Norvegia, Danimarca, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Svizzera, ITALIA!!!!) e aspetteremo Bob a Milano e Torino per nuove mirabilia.
See you later, Bob!
Michele Murino
grazie ad Andrea Orlandi per le foto di questa pagina



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