Boston, Massachusetts
Agganis Arena

11 Novembre 2006

01.  Maggie's Farm
02.  She Belongs To Me
03.  Lonesome Day Blues
04.  Don't Think Twice, It's All Right
05.  It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
06.  Workingman's Blues #2
07.  Tangled Up In Blue
08.  Blind Willie McTell
09.  Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
10.  Ballad Of Hollis Brown
11.  Highway 61 Revisited
12.  Spirit On The Water
13.  Summer Days

Bis:

14. Thunder On The Mountain
15. Like A Rolling Stone
16. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria



Ed eccoci a Boston per la prima di due serate dylaniane, alla Agganis Arena. Questo tour nordamericano si sta avviando alla
conclusione nel più trionfale dei modi. Fino ad oggi abbiamo letto solo recensioni entusiastiche. Ed ecco Ray Padgett sul
concerto di stasera... Partiamo dai supporter, Ray: "Sì, The Raconteurs sono usciti sul palco alle 7.30, quando l'arena era
pressochè vuota, e si sono lanciati in un "killer set". L'unico problema è stato che era lo stesso esatto set che avevo visto a
Portland. Non una canzone è cambiata. Bang, Bang è stata probabilmente il vertice della serata..."
Raccontaci di Bob... "Sono andato a salutare una mia amica che mi ha fatto uno squillo, prima dell'inizio, dicendomi che era
anche lei allo show... sono tornato al mio posto un paio di minuti prima che Bob uscisse... vedo Donnie alla pedal steel e penso
Uh Oh, ed infatti parte Maggie’s Farm. Ma è stata la migliore versione di questa canzone che io abbia mai visto. Bob mi è
sembrato in palla fin dall'inizio del concerto e mi sembrava che suonasse il brano come se  poi non avesse più potuto cantarlo in
futuro (ma ovviamente non ci sperate). Assolutamente perfetto dall'inizio alla fine. Ha cantato ogni singolo verso in un modo
differente, ogni tanto ricorrendo alla tecnica dello staccato, o con delle pause seguite da improvvise esplosioni. Vedendo come
era ispirato sarebbe stato meglio forse che aprisse con un altro brano ma almeno ha tirato fuori l'inferno da questo..."
Ma poi le cose sono andate ancora meglio, non è vero...?
"Sì, il concerto è ancora cresciuto con She Belongs to Me, di gran lunga il vertice della serata (e quante volte lo si può dire
della seconda canzone?). Bob ci ha messo il cuore e l'anima in ogni verso... La sua voce era in perfetta forma e la sua resa
perfetta. Non vedo l'ora di ascoltare la registrazione di questa canzone. Dylan ha chiuso il brano con un eccellente assolo di
armonica che è andato avanti per oltre un minuto. Era davvero al top della forma."
Peccato allora che ha proseguito con le solite...
"E' quello che mi dicevo anche io mentre partiva Lonesome Day Blues... E' una bella canzone, una delle migliori di "Love and
Theft", ma l'avevo già sentita a Chicago (e naturalmente dopo Maggie’s e She Belongs...) Poi ho sentito gli accordi della
canzone successiva ed è stata un'emozione... Strano che mi ci siano voluti dodici concerti per ascoltare una delle mie preferite
di Dylan, Don’t Think Twice, It’s Alright. Mi è piaciuto ogni secondo di questa canzone nonostante un po' di upsinging verso la
metà e qualche errore di Bob (It ain’t no use in calling out my name babe / The light I never knowed). L'ultima strofa è stata
stellare e coronata da un bell'assolo di armonica..."
Se ho capito bene il tuo pensiero su Lonesome Day Blues, non sei certo stato contento del brano successivo... "Infatti, ho visto
Donnie prendere il violino e ho pensato... son of a... e infatti era ancora It's allright ma... No Bob non è "allright", smetti di
suonare questa dannata canzone così spesso... oppure suonala tutte le sere così non saremo delusi nel sentirla perchè sappiamo
che è fissa e dunque non toglie spazio ad una possibile altra canzone... Fortunatamente è venuta poi Workingman’s Blues #2,
che mi aspettavo come penultima canzone del primo set (così mi son detto... allora dopo sentirò la mia prima Nettie Moore
probabilmente)... versione di molto sopra la media, mi è piaciuta molto come in tutte e tre le occasioni in cui l'ho sentita dal
vivo... A seguire Tangled Up In Blue che ha esaltato la folla. Bob ha sbagliato qualche verso come quando ha detto quella cosa
del Tropicana ma senza fare la rima con Atlanta. Comunque era una canzone che ho sentito nei concerti precedenti e dunque
ho cominciato ad essere deluso dalla troppa somiglianza della setlist con le altre..."
Però poi con la successiva le cose sono andate meglio, direi...
"Vero, Blind Willie McTell è stata la sola canzone della serata insieme a Don’t Think Twice che non avevo sentito già prima in
questo tour e Bob l'ha cantata benissimo come sempre. Non so come riesce a rendere così spettrale e minaccioso quel verso,
"Nobody can sing the blues like Blind Willie McTell", fatto sta che ci riesce. Bello anche un assolo un po' in stile calypso da
parte di Denny, per quanto non bello come quello che fece a Columbus... Come dicevo prima ero sicuro che sarebbe stato uno
show ispirato fino alla fine ma purtroppo con canzoni standard... C'è chi dice che è meglio una versione ispirata di uno standard
piuttosto che una versione mediocre di un brano inusuale... Beh, per quanto mi riguarda datemi brani inusuali ogni giorno!
Invece è arrivata Most Likely, che Bob aveva già fatto a Portland. Performance solida senza l'assolo di armonica che aveva
fatto appunto a Portland."
Dopo Ballad of Hollis Brown arriva un altro highlight della serata, Highway 61 Revisited con Bob e la band assolutamente
concentrati. "Speravo in Nettie Moore - prosegue Ray - la sola canzone di Modern Times tra quelle di questo tour che non ho
ancora ascoltato, ma non ho avuto fortuna. E' arrivata invece ancora Spirit on the Water. Devo dire però che mi è piaciuta di
nuovo molto e amo il fatto che la performance sia così drasticamente differente rispetto alla versione in studio. Ed è
impressionante come una canzone nuova riceva un tale forte entusiasmo da parte del pubblico, in stile 'the naked president' in
It’s Alright Ma...  Però non mi risulta molto chiaro perchè tutti esplodano dopo la frase "You think I’m past my prime"... Forse
è un modo per dire, no non lo sei Bob! E poi tutti esultano in maniera ancora più fragorosa quando Bob canta "We can have a
whoppin’ good time"... E' bello vedere il pubblico rispondere in maniera così forte a questa nuova canzone"...
Il set regolare si chiude con la solita Summer Days così come i bis presentano una consueta e sempre bellissima Thunder on the
Mountain, e le super classiche Like a Rolling Stone e All along the watchtower. Questa si chiude con un errore per cui Bob e
George si guardano sogghignando. Invece di ripetere come al solito 'know what any…any of it…is worth' Bob canta con un
tempo diverso 'know what any of it is…is…is worth'. Momento alquanto divertente.
Durante la presentazione della band Bob dice inoltre "Mi piacerebbe suonare la chitarra ma poi chi suonerebbe queste qui?"
(alludendo alle tastiere) Uno di questi giorni..."
Vedremo...
Michele Murino


E' UNA PRODUZIONE
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