Auburn Hills, Michigan
Palace of Auburn Hills

2 Novembre 2006

01.  Cat's In The Well
02.  Señor (Tales Of Yankee Power)
03.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
04.  Spirit On The Water
05.  High Water (For Charley Patton)
06.  Positively 4th Street
07.  Cold Irons Bound
08.  Visions Of Johanna
09.  'Til I Fell In Love With You
10.  Tangled Up In Blue
11.  Highway 61 Revisited
12.  Nettie Moore
13.  Summer Days

Bis:

14. Thunder On The Mountain
15. Like A Rolling Stone
16. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria



Ed eccoci nel Michigan per il nuovo show di questo (s)folgorante tour dylaniano all'insegna di Modern Times che sta deliziando i fortunati fratelli americani e che speriamo possa presto beneficare anche noi europei...
Mr. Christopher Oxie ci dice a proposito di questo concerto del Palace of Auburn Hills dell'omonima città statunitense di essere stato onorato per essersi recato a questo show in compagnia dell'esperto dylaniano locale, il Dr. Robert Schuler, subito circondato da una quindicina di persone durante la cena e sottoposto a raffiche di domande su Bob (ed il sottoscritto ne sa qualcosa in veste di indiscussa ed indiscutibile maggior autorità dylaniana del nostro Paese e alla quale presto sarà erto un monumento e non alla memoria :o) ).
Il Palace di Auburn dista circa 40 minuti di auto da Detroit e stasera è zeppo di dylaniani entusiasti. Stavolta fanno da apripista i Foo Fighters che al loro ingresso però si beccano pochi applausi manco fossero entrati dei semplici addetti al palco.
Trenta minuti dopo arrivano sul palco il nostro Eroe ("...tutti hanno un eroe... no?", come diceva lui stesso) con i suoi discepoli. Minimale il palco, senza sfondo, solo uno schermo nero con luci proiettate sopra poche volte durante lo show. Niente logo dell'occhio di Ra o di Horus o di qualsiasi altra divinità egizia esso sia. Il palco è pieno zeppo di strumenti. Il piano di Bobby è vicino al centro del palco e la sua postazione con l'equipaggiamento :o), tra cui la statuetta del mitico Oscar conquistato meritatamente per Things have changed e con tutte le armoniche, è pochi passi dietro di lui.
Si parte con Cat's In The Well che molti giudicano una bella sorpresa in alternativa alla straabusata Maggie's Farm. La maggior parte del pubblico però sembra non conoscere questa canzone.
Chris ci dice che non è stata a livello delle versioni da bis del 2004 ma decisamente okay.
Arriva poi Senor: "Questa è stata una grande sorpresa... Il ringhio di Bob ha servito magnificamente questa canzone che è una delle mie preferite..."
Terzo brano in scaletta è Stuck Inside of Mobile With the Memphis Blues Again a proposito della quale Chris ci dice che è stata molto rockeggiante e più lunga del solito, almeno rispetto alle versioni live da lui sentite: "E' chiaro che ormai questa è la Denny Freeman band visto che Stu è stato relegato dietro Dylan per l'intero show e ha suonato la rhythm guitar per la maggior parte della serata. E' Denny che ha guidato tutto e gli altri sono sembrati felici di ritrovarsi finalmente in una rock band dove possono essere liberi".
Ed ecco signori e signore, la perla, il gioiello, il diadema, il diamante, lo zaffiro, il rubino... insomma Spirit on the water. Che magnifica canzone! Che delizia per le orecchie! Che gaudio per i padiglioni auricolari! Che voluttà per l'animo! Altro che Sinatra! Mi fàccino il piacere!
Sentiamo mister Oxie: "Grande canzone che potenzia il set. E' stata resa molto meglio che sul disco (ovvero un capolavoro assoluto visto che su MT era già un'opera d'arte). Dylan è stato molto infervorato durante tutta la canzone..." Quando finisce, fragorosi applausi e boati del pubblico ne salutano la grandezza e lo splendore.
Si passa ad un altro capolavoro, questa volta da "Love and theft", High Water (For Charley Patton) che ancora una volta piace a Chris più che sul disco: "Ragazzi, questa canzone ha travolto davvero tutti e ha fatto scattare in piedi tutto il pubblico. Se questa versione fosse stata sul disco avrebbe dato un altro 'feel' a tutto l'album... Grande Denny!"
Dopo le modernità Bob fa un tuffo nel passato con Positively 4th Street, completamente irriconoscibile fino a "You've got a lot of nerve". "Canzone molto ben suonata - aggiunge Chris - con la lenta melodia allungata con il violino e l'organo di Dylan. Eccellente performance..."
Dopo una non esaltante Cold Irons Bound arriva un'altra canzone da "Wow!", ovvero Visions of Johanna con un piacevole lavoro alla slide da parte di Donnie ma con Stu un po' perso tanto che nel finale guardava oltre la spalla di Bob per capire in che tonalità stava suonando. Debutto di questo brano nel nuovo tour.
Il set prosegue con una bellissima 'Til I Fell In Love With You con la gente di nuovo in piedi ed una Tangled up in blue all'inizio della quale Bob sembrava aver perso qualcosa... lascia la sua postazione e mentre la band ripete all'infinito l'intro armeggia con qualcosa nella sua "equipment case" dietro di lui...
Durante il brano poi fa il suo tipico gioco di gambe, preso dalla canzone. I più giovani tra il pubblico gradiscono il pezzo mentre qualcuno qua e là si lamenta ancora per il fatto che non suoni la chitarra.
Al n.11 in scaletta stasera c'è Highway 61: "Un'altro pezzo per i ragazzini - ci dice Chris - E' stata più o meno come le versioni già conosciute anche se il lavoro di Donnie è stato più evidente in quanto a volume..."
Poi, come se già Spirit on the water non avesse deliziato abbastanza, Bob decide di tirare fuori dal cilindro un'altra perla assoluta di Modern Times: Nettie Moore. Sentiamo mr. Oxie: "Un'altra grande gioia per la folla di Detroit. Questa canzone è stata davvero grande ed ha evocato l'immagine di un revival show e non di un concerto rock del 21mo secolo. La voce di Dylan è stata chiara come una campana e la band è stata superba... Vale la pena di cercare lo show in rete anche solo per questa canzone..."
Il set si chiude con Summer days a proposito della quale non c'è molto da dire, ovviamente.
I bis si aprono con la terza delizia assoluta da MT, Thunder on the Mountain con TUTTO il pubblico scatenato che si alza in piedi per questa versione che sprizzava potenza da tutti i pori...
Lo show si chiude come sempre con Like a rolling stone e All along the watchtower (con i ragazzini in visibilio per quest'ultima...)
"Alla chitarra... Denny Freeman! - proclama Bob - Intendo il tipo con la chitarra bianca." "Quello dietro di me è Stu Kimball".
Cos'hai da dire in conclusione ai nostri lettori, Christopher? "Se avete visto Dylan in passato negli scorsi anni questo show vi sorprenderà piacevolmente. Non vedo l'ora di assistere agli show della primavera 2007..."
Sentiamo invece Eric Shaver... Che te n'è parso del concerto stasera, Ric?: "Penso che le tre canzoni che ha fatto da Modern Times siano state fantastiche. Quest'album è così grande che non mi importerebbe se le facesse tutte in una volta. Per me Nettie Moore è stato il vero apogeo. Molto meglio la versione live, non c'è paragone. Mi è piaciuta moltissimo anche High Water con questo nuovo arrangiamento che davvero... rocked. Questa è una delle mie canzoni preferite di Bob..."
Controtendenza Ric su Cold Irons Bound: "Questo arrangiamento è superiore di molto a quello del disco e per me forse è stato il miglior arrangiamento della serata..."
Che ne pensi della band? "E davvero cool. Sono rimasto sorpreso in particolar modo da Stuck Inside a Mobile... In conclusione uno show davvero ottimo e mi sono piaciuti anche i Foo Fighters..."
Becchiamo al volo Jason Blakeley: "Il miglior show del mio buon amico Bob Dylan da anni e anni... Gli highlights sono stati Spirit on the Water, Nettie Moore e Thunder on the Mountain... Mi sono piaciute molto anche Senor, 'Til I Fell in Love With You, Positively 4th Street, Visions of Johanna ed High Water..."
Beh, in pratica fai prima a dire la setlist intera :o)
"Sì è stato tutto grande, la band era in "full swing", e così il loro leader mentre tirava fuori quelle note dal suo organo e cantava quelle gloriose parole al meglio di come sa fare... Bob è ancora "in his prime"... Bravo. Hai ragione Bobby, the fire's never dying. E nemmeno questo never-ending tour. Grazie a Dio!"
Infine qualche pensiero sparso del nostro vecchio amico Dave Ford (gli spetta di diritto visto il suo cognome e visto che siamo vicini a Detroit): "L'ho visto 35 volte dal 1980, Bob... Stasera la sua voce era davvero bella, specialmente in Visions of Johanna e Nettie Moore... La band molto compatta ma Bob non mi è parso molto a suo agio dietro le sue keyboards... La gente ha esultato alle nuove canzoni ed è risultato evidente che avrebbero voluto ascoltare altri brani da Modern Times. Ho sentito molti
gridare "Workingmaaaaan's Blues".
Michele Murino


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