Roma, Italia
Cavea dell'Auditorium - Parco della Musica

16 Luglio 2006

01. Maggie's Farm
02. The Times They Are A-Changin'
03. Down Along The Cove
04. Mr. Tambourine Man
05. It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
06. Don't Think Twice, It's All Right
07. Tweedle Dee & Tweedle Dum
08. New Morning
09. Just Like Tom Thumb's Blues
10. Forever Young
11. Highway 61 Revisited
12. Visions Of Johanna
13. Summer Days

Bis:

14.  Like A Rolling Stone
15.  All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria



Arrivo a Roma fiondandomi da Pistoia dove sono stato impegnato con la esaltante Maggie's Farm Hootenanny fino alle 16.30. Volo e in tre ore sono all'Auditorium suscitando la meraviglia di Carlo "Pig", con il quale ho appuntamento alla biglietteria, che mi vede arrivare quando già stava per scommettere che non sarei approdato nella Capitale nemmeno per le 23... Uomo di poca fede! :o)
Saluto il Pig e poi Elio "Rooster" con i figli dopo di che cominciamo a gironzolare per l'Auditorium.
Prima del concerto salutiamo i vari amici di MF che becchiamo qua e là e chiacchieriamo con loro. Giulia "Rabbit", Leonardo "Lion", Antonio Genovese e molti altri, tra cui Mariella che ho conosciuto il giorno prima alla MFHootenanny di Pistoia e che è al suo secondo concerto dopo Pistoia.
L'ingresso è quanto mai inusuale visto che entriamo solo pochi minuti prima dell'inizio (il vantaggio dei posti prenotati) ed è una sensazione strana quella di non dover fare code snervanti. Strana ma decisamente rilassante.
Io e Carlo ci andiamo a posizionare nei nostri comodi seggiolini (Carlo però non la vede così :o) ) mentre Elio "Rooster" and sons sono alcune file sopra di noi. Il posto è splendido, sicuramente il più bello che abbia mai visto nei miei spostamenti al seguito di Bob. L'acustica è perfetta, il palco è molto elegante, la visuale è perfetta. Qualcuno dirà che il vero concerto rock è quello in cui si sta tutti in piedi schiacciati l'uno sull'altro a cercare di intravedere il palco nella selva di teste... Io preferisco nettamente i luoghi in stile Cavea dell'Auditorium che consentono di godersi a pieno la musica senza problemi nè di visuale, nè di acustica, nè di fatica fisica.
Il palco è molto basso tanto è vero che nel corso del concerto ci saranno anche due invasioni, come vedremo più giù. La Cavea è pressochè piena in ogni ordine di posti quando Bob e band si presentano sul palco. Dylan ha in testa il solito cappello nero, giacca bianca come a Pistoia, pantaloni neri. Molto elegante davvero.
Si parte con Maggie's Farm che mi sembra buona ma non esaltante. La seconda è una bellissima The Times They Are A-Changin' e comincio a temere un concerto fotocopia rispetto a Pistoia tanto più che Bob prosegue con Down Along The Cove e poi con Mr. Tambourine. Entrambe molto belle. Dylan stasera sembra scatenato all'armonica che userà in diversi brani, e sempre benissimo (dopo Times e Mr. T., in altri due).
Segue It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) e fanno 5 su 5 rispetto a Pistoia. Comincio a domandarmi se Bob per sbaglio non abbia scambiato il foglio della scaletta di Roma con quello di ieri :o) ma poi arriva Don't Think Twice, It's All Right e non a caso il concerto comincia a decollare. Bellissima l'armonica e bella tutta la canzone dalla prima all'ultima nota. Dopo aver rotto il ghiaccio Bob inanella altre 4 canzoni diverse rispetto a Pistoia: New Morning (stupenda, la mia preferita della serata), Just Like Tom Thumb's Blues (buona ma non eccezionale), Forever Young (molto molto molto ma molto bella) e Visions Of Johanna (inframmezzate da qualche deja vu: Tweedle Dee & Tweedle Dum e Highway 61 Revisited).
Carlo mi fa notare che non ha molto senso fare Visions dopo Tom Thumb vista la notevole somiglianza (piena identità, o quasi, per il Pig). Sono d'accordo con lui. Parliamo ovviamente a livello di arrangiamento.
Per tutto il concerto i due chitarristi sono immobili tanto che qualcuno si chiede se siano delle sagome di legno con dietro una base registrata :o) Garnier fa un po' il buffone con il contrabbasso ma anche lui è molto statico.
Giudizio sui musicisti: Garnier: 7 e 1/2 - Recile: 9 - Kimball: 6 - Freeman: 6 - Herron: 7
Il set si chiude con Summer Days e appena partono le prime note il Pig ha una sorta di crisi di rigetto :o)
Anche da Roma niente novità per i bis che sono sempre Like A Rolling Stone (bella) ed All Along The Watchtower.
Il palco basso permette ad un certo punto dello show ad un ragazzo di salire indisturbato e di mettersi a ballare ben distante dai musicisti. Gli uomini della security piombano come falchi e con le maniere spicce lo fanno scendere in un lampo mentre - me lo dirà più tardi Leonardo che era vicino a Bob - Dylan dice loro di non fargli del male.
Più tardi ci riprova una ragazza che con scatto felino si fa di corsa tutto il palco e arriva fino a Dylan. Lascia cadere un cuore rosso tipo scatola sulla tastiera di Bob il quale fa un balzo all'indietro sorpreso dall'assalto dell'intrusa. La security intanto ha raggiunto la ragazza e la trascina giù dal palco mentre il cuore viene rimosso dalla tastiera e gettato in terra in un angolo.
A fine concerto ecco arrivare la nostra insostituibile Ilaria "Ladybird" (vedrete poi le foto). Ci riuniamo con tutti i vari amici che abbiamo incontrato prima del concerto, Mariella, Paolo Bassotti, Claudia, e molti altri di cui ahimè non ricordo il nome. Arriva Leonardo che con non chalance mi dice che ha stretto la mano a Bob! Leo si è infatti appostato prima della fine di AATW accanto alla transenna che delimitava la zona in cui Bob doveva transitare per raggiungere il backstage e nel passaggio Mr. Zimmy dà un po' di cinque qua e là, Leo compreso! Consuntivo in 7 anni: Leo = un autografo e una stretta di mano da Bob. Napoleon = un cerino e un incrocio di sguardi. Ma verrà giorno che... :o)
Michele Murino


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