Calella de Palafrugell, Spagna
Cap Roig Gardens Festival

6 Luglio 2006

01. Maggie's Farm
02. The Times They Are A-Changin'
03. Down Along the Cove
04. Mr. Tambourine Man
05. It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
06. Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again
07. Love Sick
08. Highway 61 Revisited
09. Girl From the North Country
10. I'll Be Your Baby Tonight
11. I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met)
12. Masters of War
13. Summer Days

Bis:

14.  Like A Rolling Stone
15.  All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria



Bob è arrivato in Spagna per la sua prima tappa nella terra in cui molti incivili ancora nel 2006 si divertono a massacrare e a veder massacrare crudelmente dei poveri animali in nome di un presunto "spettacolo" ed in nome della "tradizione" e del "folklore" (e purtroppo non sono soli... chiedere ai portoghesi e a divesi paesi centro/sudamericani e francesi)
Lo spettacolo che preferiamo noi è quello che Dylan e la sua band danno sul palco del Cap Roig Gardens Festival di Palafrugell.
Il pubblico oggi è in gran parte caloroso ma in realtà qualcuno si lamenta che tra la gente che assiste allo show stasera ci sono anche molti "invitati" che probabilmente non sanno nemmeno chi sia Bob o che nemmeno lo apprezzano (gente vip venuta a mettersi solo in mostra ed a cui dello spettacolo 'nun gliene po' fregà de meno', come dicono a Roma). Ma tant'è.
Tra il pubblico stasera c'è anche un importante cantante spagnolo, Bunbury, grande fan di Dylan, che ha invece dimostrato di apprezzare moltissimo il concerto.
Anche qui in Spagna sentiamo tra il pubblico critiche alla eccessiva prevedibilità della setlist, non solo - dicono - perchè da un concerto all'altro non ci sono molti cambiamenti ma anche perchè Bob continua a suonare comunque le stesse canzoni dei tour recenti (nel senso che, se anche non facesse cambiamenti da uno show all'altro ma si decidesse a drastici cambiamenti da un tour all'altro, già sarebbe un gran risultato :o) ).
Il senor Guillem Turon Mallol ci conferma, come da altri sottolineato recentemente e come riportato puntualmente in questa rubrica, che "...gli alti sono davvero alti ma i bassi sono davvero bassi" (e non stiamo parlando del volume degli strumenti ma della qualità delle performance, of course).
"Il risultato - prosegue Guillem - è un concerto nella norma. Non uno dei migliori di Dylan ma nemmeno uno dei suoi peggiori".
E con questo sono almeno tre o quattro show definiti soltanto "standard" (leggasi: senza infamia e senza lode).
Si parte con una versione interessante di Maggie's Farm. Qualcuno non la trova eccezionale ma ammette però che è sicuramente adattissima per dare la scossa all'inizio dello show con il suo incedere rock. Ma qualcun altro avrebbe preferito come opener Things have changed, come qualche tempo fa accadeva.
Subito si evince anche stasera che continua lo stato di grazia della voce di Bob, decisamente bella.
Si prosegue con The Times They Are A-Changin', come di consueto, e qualcuno la apprezza mentre altri dicono che è la stessa del 2004 ed è dunque una sorta di inutile ripetizione.
Il terzo brano della serata è Down Along the Cove che per il già citato Guillem è una sorta di piccola sorpresa: "Era molto simile all'originale, più di quanto io immaginassi. Mi è piaciuta molto e mi è piaciuto come ha dato la scossa al pubblico facendolo ballare. Io e mio fratello siamo rimasti felicemente sorpresi".
Dopo una Mr. Tambourine Man definita decisamente noiosa ("uno dei punti più bassi per me e per quelli che erano con me", dice ancora il sr. Mallol) si passa ad una It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) decisamente piacevole, da qualcuno definita la migliore versione del brano dal 1978 a questa parte. "E' stata molto potente!". Noi ci permettiamo di credere che si sia un tantino esagerato nell'encomio... :o)
Dopo una Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again per cui il commento generale è: "Oh, no! Ancora!..." si passa a Love sick, sicuramente uno dei punti più alti dello show, non solo stasera ma in generale di questo 'BD Show Europe Tour 2006'.
"Grande versione, grande band, grande Dylan alla voce, da solo valeva il prezzo del biglietto!"
E' poi la volta di Highway 61 Revisited che viene definita stasera un po' confusionaria soprattutto nella prima parte e certamente non la migliore versione possibile. Ma Bob e la band sembrano divertirsi molto proprio durante questo brano.
Girl From the North Country viene definita da molti irriconoscibile (si tratta ovviamente del nuovo arrangiamento che da un po' Dylan sta proponendo). "Se non fosse per il testo non credo che molti la riconoscerebbero", dice qualcuno lamentandosi. Altri parlano invece di una versione strana ma decisamente interessante.
Si passa poi ad un altro dei punti bassi dello show, I'll Be Your Baby Tonight, almeno stando al commento di alcuni che la ritengono non ben suonata nè ben cantata e soprattutto sempre uguale.
Il set regolare si chiude con una brutta I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met) in cui Bob viene accusato di massacrare la melodia originale qui completamente assente, con una splendida Masters of War (che è stato invece uno degli highlights del concerto, come spesso avviene) e con la solita Summer Days, laddove il termine "solita" in questo caso va letto in chiave positiva (pubblico scatenato, entusiasmo travolgente, ondata di musica che rompe gli argini e inonda gli spettatori).
I due bis sono come al solito Like a Rolling Stone e All Along the Watchtower di cui continuiamo a leggere commenti entusiastici, per lo più.
In sintesi: i difetti continuano ad essere gli stessi, ovvero canzoni ripetitive, setlist congelate e niente novità o brani oscuri o arrangiamenti innovativi e sorprendenti. I pregi, idem come sopra, voce decisamente buona/ottima con picchi di eccellenza, Dylan di buon umore, band che non viene più massacrata come un tempo (tranne qualche raro caso). Sicuramente il nuovo disco inietterà nuova linfa al Bob Dylan Show e non sarebbe male se il nostro Zimmy ci concedesse almeno una o due anteprime senza dover aspettare il 29 agosto.
Michele Murino


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