Lille, Francia
Lille Grand Palais
Le Zénith

3 Luglio 2006

01. Maggie's Farm
02. The Times They Are A-Changin'
03. Down Along The Cove
04. Positively 4th Street
05. It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
06. Queen Jane Approximately
07. Highway 61 Revisited
08. Mr. Tambourine Man
09. Honest With Me
10. To Ramona
11. Watching The River Flow
12. Masters Of War
13. Rainy Day Women #12 & 35

Bis:

14.  Like A Rolling Stone
15.  All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria



Bob si avvicina! Quella di oggi a Lille è la prima tappa francese di un tour che tra poco più di dieci giorni vedrà Zimmy e i suoi accoliti girare in lungo e in largo l'Italia centro-meridionale dopo l'apertura al Pistoia Blues (dobbiamo ancora ricordare a qualche distratto che, in quel di Pistoia, Maggie's Farm sarà addirittura in cartellone con Bob? No? Bene, allora non vi dimenticate di venirci a vedere o come si suol dire in questi casi nelle terre a stelle e strisce : "Don't dare miss it!").
Ma veniamo allo show. La musica che esce dagli altoparlanti del Grand Palais Le Zenith di Lille stasera viene definita alquanto "muddy" e "sloppy", ovvero un po' fangosa ed acquosa, per quanto forte.
Si parte con Maggie's Farm, The Times They Are A-Changin' e Down Along The Cove e dunque Dylan dimostra di aver sì cambiato scaletta rispetto all'inizio ma rischia ora di fossilizzarsi su questa "nuova"... Insomma Bob, non sarebbe meglio mischiare un po' le carte e calare qualche jolly invece di alternare due o tre setlist base senza modificarle mai e sempre con la stessa "mano"? Dai, che gli assi non ti mancano!
Monsieur Jean Vaillan ci fa notare come i membri della band di Bob osservino spesso con attenzione le mosse di Dylan alla tastiera per avere indizi su quello che succederà ("...l'ho notato grazie ai miei potenti binocoli...", aggiunge Jean).
Lo show prosegue con Positively 4th Street, una splendida It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) che vede Donnie fare un eccellente lavoro al violino, ed una Queen Jane Approximately che invece vede Bob sfoderare la sua armonica per la seconda volta dopo Times oggi...
La voce di Dylan è stasera, o meglio dovremmo dire anche stasera, molto forte e chiara e, dice ancora Jean, canta davvero invece di grugnire (evidentemente monsieur Vaillan si ricorda qualche concerto del vecchio 'uomo lupo').
Si prosegue con Highway 61 Revisited, Mr. Tambourine Man ed Honest With Me per giungere ad una splendida To Ramona con Donnie come di consueto al mandolino elettrico.
Monsieur Nicolas Poiret ha invece qualcosa da dire sulla voce di His Bobness: "Mi è piaciuta in Maggie's Farm, il primo brano, ma poi a partire da The times they are a-changin in avanti non è stata così bella, e a volte mi sembrava la voce di un asino... Comunque mi è sembrata migliore nei brani rock piuttosto che in quelli lenti... Mr. Tambourine ad esempio è stata irriconoscibile..."
Ehm, sorvolando sull'asino... che mi dici della band?
"Sono molto professionali ma devo dire che mi sembra che si limitino a fare il loro lavoro e basta... Comunque è stato bello vedere Bob dal vivo... anche se a volte lo trovo un po' patetico..."
Patetico? E perchè?
"Mah, mi sembra che per lui cantare sia dura, che sia sempre più difficile... Con il vestito nero ed il cappello stetson in testa per tutto il tempo e una temperatura davvero calda, quasi 32 °C... Non ha mai guardato il pubblico nè ha mai rivolto una parola a quelli che in fondo hanno pagato dei soldi per andarlo a vedere... tranne alla fine per la presentazione della band... giusto un paio di secondi... e mi sembrava triste... Non so, forse non c'è sentimento, nè piacere... solo lavoro... Forse è troppo vecchio per un grande tour come questo..."
Un commento che contrasta fortemente con quanto sentito di recente con resoconti che vedevano invece Bob assolutamente allegro e di buon umore e voglioso di cantare e suonare... Mah!
Il set regolare si chiude con una bella Watching The River Flow, una applauditissima (come sempre) Masters Of War e la sarabanda finale di Rainy Day Women #12 & 35 (e tra il pubblico qualcuno "si sballa" letteralmente).
I due bis sono i soliti: Like A Rolling Stone e All Along The Watchtower.
Tra i brani più apprezzati stasera in particolar modo To Ramona e Masters of war.
"Sono stati i brani più tranquilli e meno rumorosi - dice Vaillan - E ci sono stati momenti eccellenti anche durante It's alright Ma... Mi è sembrato che i musicisti lì siano riusciti davvero a suonare insieme e Dylan ha dimostrato di gradire davvero la musica..."
In definitiva un buon concerto ma non esaltante, un piccolo passo indietro rispetto all'inizio di questo tour.
Michele Murino


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