Gelsenkirchen, Germania
Amphitheater

2 Luglio 2006

01.Maggie's Farm
02.The Times They Are A-Changin'
03.Down Along The Cove
04.Señor (Tales Of Yankee Power)
05.Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
06.Desolation Row
07.I'll Be Your Baby Tonight
08.Honest With Me
09.Mr. Tambourine Man
10.Highway 61 Revisited
11.New Morning
12.Forever Young
13.Summer Days

Bis:

14.  Like A Rolling Stone
15.  All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria



Stasera Bob è in Germania per la sola data tedesca di questo tour europeo.
Il luogo del concerto di oggi è davvero bellissimo, un anfiteatro posto appena di fianco al fiume, o più propriamente ad un canale in cui lo stesso scorre (la foto qui sotto dà l'idea della bellezza del posto).

Barche e battelli che passavano dietro Bob di quando in quando, gente che nuotava, gente sull'altra riva a guardare lo show a scrocco, insomma una cosa veramente inusuale.
Vista la strana posizione del palco c'è chi è riuscito a vedere senza problemi anche il soundcheck. Bob non era presente. Solo la band che ha provato innumerevoli volte Approximately Queen Jane e poi Waiting for you, Desolation row e She belongs to me.
Stranamente stasera Bob non esegue Watching the river flow che sarebbe stata adattissima visto lo scenario fluviale, ma in compenso canta della "River Queen" in Down along the cove.
Un'altra cosa molto bella è che l'intero show si svolge con la luce del giorno, cosa non molto usuale.
Si parte con Maggie's Farm definita stasera un po' fiacca e comunque non molto energica. Qualcuno dà la colpa all'organo. Nel finale però la canzone si scatena trasformandosi quasi in un rock and roll.
Qualcuno si lamenta del suono che non è perfetto ma che migliora nel corso del brano.
Ad un certo punto Dylan si gira per fare un giretto intorno al suo tavolino con le bevande, le armoniche e la statuetta dell'Oscar, così può notare dall'altra parte del fiume i portoghesi che assistono allo spettacolo. Si volta verso Donnie, punta con il dito la gente e gli dice qualcosa come: "Ehi, guarda, c'è gente anche lì...", ridendo e aggiungendo qualche esilarante battuta.

Si passa a The Times They Are A-Changin' che Herr Carsten Wohlfeld trova pessima con un organo assolutamente orribile. Primo assolo di armonica di Bob della serata.
Herr Tobias Freimüller non è invece d'accordo con Carsten. Eccolo qui: "E' stata una solida versione. La voce di Bob è stata molto potente".
Tra il pubblico ci sono due persone sui quaranta con il librone delle "Lyrics" in mano. Appena Bob inizia una canzone loro corrono a seguire il testo sul libro. Diciamo... bizzarro?
Il terzo brano in scaletta è ancora una volta Down Along The Cove che ruba la scena a TD&TD. Qualcuno tira un sospiro di sollievo e paragona il brano al sound dei Flying Burrito Brothers, molto molto molto country-rock. Anche Carsten si riprende e apprezza stavolta l'organo soprattutto nella parte finale della canzone. George Recile perfetto alla batteria e grandi assoli di Denny Freeman.
C'è chi si lamenta però che stasera il brano non ha quel bel riff che avevano inventato a Francoforte nel 2003.
Si prosegue con Senor che stasera è veramente "tremenda" (ma in senso positivo) con Dylan che davvero si lancia convintissimo nell'enunciazione delle liriche dopo un inizio drammatico da parte della band. "Il suo fraseggio è stato davvero inusuale - dice Carsten - ha fatto dei grandi assoli di armonica e alla fine la band ha suonato il brano quasi come un reggae, probabilmente il sound più simile a quello del '78 mai sentito da molti anni a questa parte da parte della band di Bob".
Per Tobias è stato il vero highlight della serata con Bob che ha cantato i versi con estrema accuratezza. Grande versione! Rovinata solo da un mediocre assolo di chitarra elettrica alla fine del brano. Grandi applausi ed ovazioni del pubblico.
Lo show prosegue con Stuck Inside Of Mobile... che viene criticata soprattutto perchè l'organo di Dylan non è capace di ricatturare il fascino dell'originale di Blonde on blonde. "Buon arrangiamento ma pessima esecuzione", dice qualcuno.
"Un po' noiosa come sempre", dice ancora Tobias, "Se solo Bob avesse buttato nel canale Denny e Donnie. La steel guitar è stata bruttissima e l'altro tizio è anche peggio".
E si arriva ad uno dei vertici della serata: Desolation Row (speriamo per loro che gli studenti presenti a Roskilde ieri si siano fatti il viaggio fino qui).
Grande inizio con Stu all'acustica contrappuntato benissimo da Dylan all'organo. Otto minuti di pura magia con un paio di bellissimi assoli di Denny dall'atmosfera molto spagnoleggiante.
E' poi la volta di I'll Be Your Baby Tonight che riceve recensioni contrastanti. Herr Wohlfeld si lamenta ancora dell'organo: "Sembrava di essere al circo. Mi aspettavo che da un momento all'altro entrassero i pagliacci". Ma Bob e la band sembrano però divertirsi un sacco su questo brano stasera ridendo e scherzando più volte. Ad un certo punto Dylan canta: 'And yes, I said: "I'll be your baby tonight"' ridendo platealmente al verso 'bring that bottle over here' forse perchè in quel momento uno dello staff gli porta un'altro bicchiere di un liquido rosso e glielo mette sul tavolino.
Honest With me è un po' troppo anonima stasera e Mr. Tambourine Man non sembra risollevare lo show. Ecco ancora Carsten: "Una porcheria. La stessa versione ninna nanna che mi aveva annoiato a morte l'anno scorso. Liriche cantate male. Ad un certo punto Dylan dà a Donny un assolo quando il pezzo è già morto affondato nell'acqua e Donny ha difficoltà anche solo a trovare un punto in cui iniziare l'assolo. Poveraccio".
"E' meglio quando non suona nulla - rincara la dose Tobias - che quando suona uno di quei suoi prevedibili assoli da band di night club. Questo tipo sarebbe preso a calci e buttato fuori da qualsiasi band del liceo. Cosa ci trovi Bob in lui per me rimane un mistero"
Per Tobias Mr. T. "è stato il punto più basso della serata. Non ho idea di cosa volesse fare Bob ma certamente non gli è riuscito. Ha mischiato il suo solito cantato lento con lo stile "staccato" di Towson, e ha dimenticato completamente le parole..."
Dopo una consueta Highway 61 Revisited arriva New Morning, una delle sorprese di stasera. Dopo un'introduzione in stile organo da chiesa la band si lancia nel pezzo e dimostra di essere nel mood giusto. Grande versione e grandissima resa vocale di Dylan. "Ho amato ogni secondo di questa canzone", commenta Carsten.
La coppia con "Lyrics" non riesce a trovare il testo stavolta.
Un'altra piacevolissima sorpresa arriva prima del finale di set: Forever Young, cantata e suonata davvero molto bene con il secondo assolo della serata per Donny, questa volta molto bello e molto lungo. Grande risposta della folla su questo brano.
Il set si chiude con Summer Days e la cosa carina è che, visto che la natura del luogo era tale che il backstage era lontanissimo, di fatto non ci sono bis perchè Bob e band attaccano direttamente Like A Rolling Stone e All along the watchtower senza allontanarsi.
Ecco un commento finale di Carsten: "Gli alti son stati davvero alti ma i bassi davvero bassi".
Augh!
Michele Murino



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