Cardiff, Galles
Cardiff International Arena

27 Giugno 2006

01.  Maggie's Farm
02.  She Belongs To Me
03.  Tweedle Dee & Tweedle Dum
04.  Positively 4th Street
05.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
06.  Love Sick
07.  Watching The River Flow
08.  Ballad Of A Thin Man
09.  Absolutely Sweet Marie
10.  Girl From The North Country
11.  Cold Irons Bound
12.  Don't Think Twice, It's All Right
13.  Summer Days

Bis:

14.  Like A Rolling Stone
15.  All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria



Prosegue il tour europeo di Dylan e stasera Bob suona alla CIA, che non è la Central Intelligence Agency ma la Cardiff International Arena di Cardiff (ovviamente). Lo show si è spostato infatti in Galles per questa terza data.
Fuori dei cancelli i maschi e le femmine vengono divisi in due file per le ispezioni e le perquisizioni (qui sono molto severi) e molti si lamentano per questa sorta di entrata militarizzata.
Alle 7.30 partono le note della fanfara dell'uomo comune di Aaron Copeland e dopo circa dieci minuti l'annuncio dell'arrivo di Bob sparge l'eccitazione tra il pubblico gallese.
"Ladies and gentlemen, please welcome the poet laureate of rock 'n' roll. The voice of the promise of the '60s counterculture. The guy who forced folk into bed with rock; who donned makeup in the '70s and disappeared into a haze of substance abuse; who emerged to find Jesus, who was written off as a has-been by the end of the 80s and who suddenly shifted gears, releasing some of the strongest music of his career beginning in the late '90s. Ladies and gentlemen, Columbia recording artist... Bob Dylan!" (1)
Bob è vestito completamente di nero, con cappello da cowboy dello stesso colore e camicia rossa. La band tutta in grigio chiaro, con Tony Garnier che sembra un personaggio uscito da "The three burials of Melquiades Estrada" ("Le tre sepolture").
Si parte con l'ormai prevedibile Maggie's Farm in versione country-style e si capisce subito che anche stasera Bob ha una GRANDISSIMA voce. Sembra che di data in data migliori ulteriormente ed anche il trasporto con cui sta cantando rende questi concerti quanto di meglio si è visto (anzi sentito) ultimamente. Oltrettutto il lavoro dei tecnici del suono è davvero eccellente perchè la voce di Bob si sente chiarissima come non mai (solo in Cold Irons Bound stasera appare un po' "fangosa").
Segue come sempre She Belongs To Me, assolutamente pregevole.
Sentiamo Jerry: "Noto che Dylan ha la capacità di usare la sua età ed i suoi limiti vocali per cavare dai versi delle sfumature del tutto inedite. E' un brano che a volte fa trasparire tristezza e a volte rimpianto..."
Che mi dici dell'armonica? "Beh, non è sempre perfetta, ma quando Bob trova il mood giusto è meravigliosa!"
Il terzo brano è as usual Tweedle Dee & Tweedle Dum e molti si chiedono anche qui a Cardiff perchè Dylan si ostini a proporla immancabilmente. "E' una canzone deliziosa e dandy su "Love & Theft" ma è un semplice riempitivo nei concerti", sostiene qualcuno.
Il pubblico risponde meglio alla successiva Positively 4th Street caratterizzata da uno straordinario arrangiamento e con Bob che regala degli strani assoli di organo e canta il brano con grande convinzione scandendo benissimo versi come "...if I was a master thief perhaps I'd rob theeeeem..."
"Sembra che Bob abbia messo le sue tastiere in modalità 'organo da chiesa' - dice qualcuno - ma prevedo un cambio in 'Space' o 'Bells' da un momento all'altro!"
Purtroppo anche stasera la scaletta non presenta alcuna novità ed anzi il 90 per cento dei brani è lo stesso delle serate precedenti.
Sentiamo Jerry Stone: "Beh, a volte un fan viene combattuto, da un lato, dalla gioia di sentire Bob dal vivo e, dall'altro, dalla delusione per non ascoltare canzoni oscure ma sempre i soliti successi (io ad esempio spero prima o poi di ascoltare "Sign on the cross"). E' quello che è successo a me in questo concerto di Cardiff".
Segue una versione alquanto country di Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again che secondo alcuni viene cantata da un Bob un po' annoiato, forse per la lunghezza del brano (ripeto Bob, puoi sempre sostituirlo con "I want you"!!!). Ben tre assoli di armonica su questo brano stasera.
Poi una delle due gemme da Time out of mind di questa sera: Love Sick seguita da una briosa Watching the River Flow e da una toccante Girl From The North Country che ha mostrato un dolce interplay tra chitarra elettrica e acustica.
Poi uno dei brani absolutely più belli e più sweet di questo periodo, ovviamente Absolutely Sweet Marie, con un Dylan che canta ancora benissimo scandendo i versi a meraviglia specie nella domanda finale "...where - are - you - tonight - sweet - Marieeeeee?"
Anche stasera Bob sembra molto propenso all'ilarità e lo si nota soprattutto alla fine di questa canzone quando erompe in un sorriso gigantesco per un qualche errore commesso dalla band. Dylan inoltre stasera si mette persino a ballare, a modo suo of course, qua e là nel bel mezzo delle canzoni.
E' poi la volta di quello che molti stasera definiscono il vero highlight del concerto: Ballad of a Thin Man. La voce di Dylan qui sembra davvero minacciosa come se avesse ancora oggi qualcosa da dire a Mr. Jones. "L'ha cantata superbamente", ci dice Jerry.
A seguire un'altra perla da TOOM, Cold Irons Bound. "Questo nuovo arrangiamento - dice Mr. Stone - porta la canzone ancora più vicino al Delta del Mississippi e a Robert Johnson... Una performance assolutamente da brividi. Incredibile."
Poi è la volta di Don't Think Twice It's All Right che è stata davvero gradevole con alcuni momenti davvero belli all'armonica e un piacevolissimo Denny Freeman alla chitarra.
Il primo set si chiude con la canonica Summer Days che ha trasformato lo spettacolo in uno show rockabilly.
Dopo la pausa Bob e la band tornano sul palco per i consueti bis che ormai non si schiodano nemmeno a fucilate: Like A Rolling Stone ed All Along The Watchtower.
La prima, eseguita in maniera da risultare molto fedele all'originale, dà al pubblico modo di scatenarsi nel leggendario ritornello. La seconda dà alla serata un'atmosfera minacciosa, come prima aveva fatto Thin man. "Ecco quello che mi piace di Bob - dice ancora Mr. Stone - Prende una canzone che ci dovrebbe essere familiare e la trasforma in qualcosa che ti fa sembrare che la stai ascoltando per la prima volta..."
Qualche commento finale.
Ecco James Collins: "Grande show! Poteva magari fare qualche assolo di armonica in più ma quei pochi che ci ha regalato sono stati strepitosi. Una serata meravigliosa, pura magia per ogni fan di Bob Dylan. Voto 9 su 10".
Sentiamo Graham Cole: "Una delle migliori performance che io abbia mai visto fare a Bob con la sua ora eccellente band di compagni cowboys".
Ma come sempre:
Anni '60: 10 canzoni - anni '70: 1 canzone - anni '80: 0 canzoni - anni '90: 2 canzoni - anni 2000: 2 canzoni. E ho detto tutto!
Michele Murino

(1) "Signore e signori, vogliate accogliere il poeta laureato del rock'n'roll. La voce della promessa della controcultura degli anni '60. Il tipo che ha costretto ad andare a letto insieme il folk con il rock. Colui che si è truccato negli anni '70 ed è sparito in una nebbia di abuso di sostanze. Colui il quale è riemerso per "trovare Gesù", che è stato liquidato come uno "ormai superato" alla fine degli anni '80, e che improvvisamente ha cambiato marcia ed ha pubblicato alcune delle sue migliori canzoni dagli inizi della sua carriera nei tardi anni '90... Signore e signori, l'artista della Columbia... Bob Dylan!").



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