Kilkenny, Irlanda
Kilkenny Source Festival
Nowlan Park

24 Giugno 2006

01.  Maggie's Farm
02.  She Belongs To Me
03.  Tweedle Dee & Tweedle Dum
04.  Lay, Lady, Lay
05.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
06.  Love Sick
07.  Watching The River Flow
08.  Ballad Of A Thin Man
09.  Absolutely Sweet Marie
10.  Highway 61 Revisited
11.  Masters Of War
12.  Summer Days

Bis:

13.  Like A Rolling Stone
14.  All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria



Riprende il "Bob Dylan Show" con il tour europeo 2006. La partenza da Kilkenny, Irlanda, porterà Bob pian pianino sempre più vicino alle shores of sunny Italy, fino a congiungersi - evento storico - con noi di MF nel cartellone di Pistoia Blues... (evento storico per Bob ovviamente :o) ). E c'è già chi parla di un duetto sul palco tra Napoleon in rags e Zimmy... :o)
Bob si presenta sul palco del Kilkenny Source Festival con dieci minuti di ritardo e con l'intera band vestita in nero mentre lui ha in testa il solito cappellone da cowboy (quello di ordinanza, diciamo così).
Questa prima data irlandese purtroppo non ci porta novità ed il tour sembra riprendere esattamente da dove si è concluso qualche mese fa, ad Hollywood, Florida.
Si parte infatti con la solita Maggie's Farm. Bob è sempre saldamente dietro le sue keyboards (sempre in modalità organo) e di chitarra non sembra voler sentir parlare nemmeno stavolta. La sua resa vocale è davvero bella e qualcuno si sbilancia con un "la migliore voce degli ultimi tempi, anzi a livello di quella del '65". Tra il pubblico - stando alle cronache recenti - dovrebbe esserci anche Michael Jackson che ha dichiarato di voler vedere almeno uno dei due show irlandesi di Bob di cui si è detto grande fan (Michael si è precipitato qui in aereo da Parigi). Qualcuno avanzava l'ipotesi che potesse fare un duetto con Dylan sul palco e qualcun altro dice che fortunatamente così non è stato :o)
Ridente abbiamo lasciato il Dylan americano e ridente ritroviamo questo Dylan irlandese. Sorrisi a tutta dentatura, buon umore, allegria e rilassatezza... insomma un inizio all'insegna dello spirito alto.
Conor O'Mahony fa notare in particolare che a differenza di molti altri concerti cui ha assistito è proprio il buon umore che sprizza Bob da tutti i pori che lo colpisce.
Sarà l'eccitazione per il nuovo album in uscita il 29 agosto, sarà la gioia per essere in cartellone con MF, chissà ;o)
Fatto sta che scherza con i membri della band ed in particolare con Donnie Herron.
Come si vedrà, anche stasera Bob continua a privilegiare il repertorio degli anni sessanta. Ben dieci brani su 14 provengono infatti dai Sixties. Nulla di nuovo sotto il sole in questo senso.
Il secondo brano della serata è She Belongs To Me a proposito della quale sentiamo Cliff Glover: "E' stato senza dubbio il brano più bello della serata, uno di quelli che - come si dice - valgono da soli il prezzo del biglietto. Ho ascoltato diverse versioni tranquille dal 2005 ad oggi e nessuna va nemmeno vicino a quella di questa sera".
Naturalmente anche qui in Irlanda Bob caratterizza il brano con le note bassissime nel finale di ogni verso. L'armonica per il momento resta dov'è.
Chi sperava che Bob si fosse dimenticato di Tweedle Dee & Tweedle Dum qui in Europa si sbagliava ed eccola saldamente al terzo posto in scaletta. Dylan comunque la canta stasera in una tonalità più alta del solito.
Un po' di languidi versi con Lay, Lady, Lay, un altro degli highlights della serata con il sound dell'organo davvero molto bello. La resa vocale di Bob viene definita da qualcuno "di maniera" e Dylan infarcisce il brano con un bell'assolo di armonica.
Si passa poi a Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again con l'armonica ancora sugli scudi. "Secondo me la band ha rovinato un po' questa canzone - dice Glover - e poi c'era troppa steel guitar per i miei gusti che ha fatto perdere completamente la natura bizzarra della musica".
Dopo una Love Sick un po' sottotono (ma in controtendenza O'Mahony la giudica invece di gran lunga la migliore tra quelle che ha sentito fino ad oggi) si passa a Watching The River Flow che non sembra aver entusiasmato a differenza della successiva Ballad Of A Thin Man con Bob che si è divertito per tutta la canzone a cantare le liriche surreali del brano con ghigni e sorrisi distribuiti diffusamente qua e là.
Absolutely Sweet Marie è stata caratterizzata dal violino di Herron ma la resa non è stata eccezionale.
Il set si è chiuso con Highway 61 Revisited un po' meno hard rock del solito, con una bellissima Masters Of War e la solita scatenata Summer Days.
Dobbiamo dirvi che i bis sono stati i soliti Like A Rolling Stone ed All Along The Watchtower? No? E allora non ve lo diremo :o)
Sentiamo qualche commento finale. Ecco Cliff: "Bob ti prego se non vuoi far sembrare questi show dei revival smetti di far dominare il materiale degli anni sessanta. Oh, e cambia l'organo in piano in qualche canzone!! E spero che prima o poi farai Winterlude. Molto adatta a questa band!!!"
I commenti finali in consuntivo: show decisamente buono, organo OK, voce splendida, buonumore ed allegria che neanche Mike Bongiorno, niente sorprese, scaletta statica, canzoni stra-stra-stra-abusate, Dylan che come al solito si scorda che ha scritto canzoni anche dopo il '69, buona band.
A la proscen fuà!
Michele Murino


E' UNA PRODUZIONE
TIGHT CONNECTION