Knoxville, Tennessee
Tennessee Theatre

4 Maggio 2006

01.  Maggie's Farm
02.  She Belongs To Me
03.  Tweedle Dee & Tweedle Dum
04.  Lay, Lady, Lay
05.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
06.  Love Sick
07.  Watching The River Flow
08.  Ballad Of A Thin Man
09.  Absolutely Sweet Marie
10.  Highway 61 Revisited
11.  Just Like A Woman
12.  Summer Days

Bis:

13. Like A Rolling Stone
14. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria


Puntiamo di nuovo il muso scintillante della nostra red cadillac verso Ovest e dalla North Carolina ci dirigiamo di nuovo verso il Tennessee, in direzione Knoxville, la "Città del marmo", o "K-Town", come viene soprannominata, la terza città più grande dello stato dopo Memphis e Nashville.
Un tempo era White's Fort ma il governatore del Territorio del Sud Ovest, William Blount, le diede nel 1791 il nome di Knoxville in onore di Henry Knox, generale durante la Rivoluzione Americana e Segretario della Guerra di George Washington.
Knoxville è legata anche al nome di Butch Cassidy quando nel 1901 un membro della sua banda, Kid Curry, venne catturato dopo aver ucciso due agenti nella Central Avenue di Knoxville scappando poi dalla prigione della città dopo aver rubato il cavallo dello sceriffo (una vicenda che insomma non sarebbe stata male in una canzone di Bob).
Entriamo nel bel Tennessee Theatre e come sempre avviene ai concerti di Bob vediamo le facce più diverse, in termini anagrafici, dai ragazzini ai sessantenni. Non sono tutti dylaniani. Notiamo anche molti fans di Haggard che, addirittura, dopo il set del loro Merle, se ne vanno!! e non assistono allo show di Dylan!! Mah, de gustibus... :o) Altri restano fino a Love sick e poi desistono... Ripeto: mah!!!
Come detto, Merle e gli Strangers aprono il Bob Dylan Show con 17 pezzi davvero molto belli e vari con un sound molto chiaro e ben bilanciato, soprattutto tenendo conto che parliamo di una band di ben nove elementi. Merle ha una gran voce nonostante l'età e brani come "If I Could Only Fly," "That's the Way Love Goes," e "This Morning, This Evening, So Soon" (è il titolo giusto?) sono sicuramente i migliori del suo set. Dopo la notevole dose di applausi che Merle si è meritato ecco arrivare sul palco Bob ed i suoi fucilieri del Tennessee (ragazzi, ho finito gli appellativi... qualcosa devo pur inventarmi... :o) )
Come spesso avviene è Maggie's Farm a dare il la allo show e Mr. Robert Alfonso ci fa notare che il brano è potente anche se un po' letargico in questo nuovo arrangiamento.
Si prosegue nella maniera più usuale con She Belongs to Me che Bobby sembra davvero divertirsi ad eseguire, gioca con la melodia e naturalmente piazza il suo colpo da maestro ormai diventato già un cult con la voce che va più giù che si può nei finali di strofa (notiamo tra il pubblico qualcuno che - evidentemente non sapendo di questa nuova tecnica vocale di Mr. Zimmy - si guarda sbigottito).
Sentiamo un po' di pareri sui musicisti e sul sound.
Che te ne pare finora Robert?
"Beh, ho l'impressione che Denny si è un po' perso nel suo primo assolo... E poi ho la sensazione che il missaggio non sia granchè almeno da qui..." (siamo sulla balconata). In effetti a fine concerto chiederemo anche a qualcuno che era in platea che ci conferma la cosa.
Intanto partono le note di Tweedle Dee... in cui ci sono altri problemi di suono con la batteria troppo bassa, così come le chitarre. E con il basso di Tony Garnier pressochè "inudibile".
Le cose migliorano con Lay Lady Lay e il concerto comincia a decollare. La folla come sempre sembra entusiasta di questo brano e risponde calorosamente alle prime note di questo greatest hit dylaniano che ha rischiato di diventare la canzone guida della colonna sonora di Un uomo da marciapiede (ma Bob la consegnò in ritardo alla produzione e quindi fu scelta "Everybody's Talkin'"). Un brillante Donnie Herron si supera alla steel guitar, come farà nel corso dell'intera serata.
Sentiamo ancora Robert: "Mi sembra che Donnie e George siano decisamente "on" stasera... Tony e Stu invece non riesco a sentirli..."
Dopo Memphis Blues ecco entrare prepotentemente in scena l'organo di Dylan in Love Sick, un suono decisamente strano ma molto suggestivo.
Poi Watching the River Flow, un brano che non ci sta dicendo granchè ultimamente, e Ballad of a thin man con Bob che tiene una nota di armonica per dieci battute. "Questo è Bob", commenta Mr. Alfonso.
Denny incasina alquanto Absolutely Sweet Marie (peccato perchè è una delle mie preferite) mentre in Highway 61 finalmente il basso di Mr. Garnier comincia a sentirsi. Versione possente e folla in delirio.
Il set si chiude con una sexy Just like a woman che però evidenzia ancora problemi di mixer e con la consueta sarabanda di Summer Days in cui Denny però è alquanto "moscio". Questo non impedisce alla gente di ballare e scatenarsi al ritmo di questo masterpiece da "Love and theft".
Ed il ballo della folla continua nei bis che come sempre sono Like a rolling stone e All along the watchtower, dopo che Bob ha come sempre presentato la band (facendo anche una battuta che fa sganasciare dal ridere Garnier ma che non abbiamo colto).
E domani... "Georgia on my mind"...
Michele Murino



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