Davidson, North Carolina
Davidson College - Baker Sports Complex
John M. Belk Arena

2 Maggio 2006

01.  Maggie's Farm
02.  She Belongs To Me
03.  Tweedle Dee & Tweedle Dum
04.  Positively 4th Street
05.  'Til I Fell In Love With You
06.  It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
07.  Just Like A Woman
08.  Highway 61 Revisited
09.  I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met)
10.  Cold Irons Bound
11.  Every Grain Of Sand
12.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
13.  Masters Of War
14.  Summer Days

Bis:

13. Like A Rolling Stone
14. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria


Il nostro viaggio verso est continua anche oggi mentre lasciamo l'Alabama per dirigerci in North Carolina, destinazione Davidson, una piccola città di meno di 10.000 abitanti, situata nella Mecklenburg County, nuova tappa di questo strepitoso "Bob Dylan Show", che - stando all'accoglienza ed ai commenti registrati un po' dovunque - "rischia" di diventare uno dei più belli degli ultimi tempi.
Lo show di questa sera si tiene sul campus del prestigioso Davidson College nella regione suburbana di Lake Norman.
Guardandoci intorno non possiamo fare a meno di notare che ci sono moltissimi spettatori abbastanza anziani ma anche che ci sono molti studenti che parlano di Dylan con toni molto riverenti, credendo fermamente nei messaggi che le canzoni di Bob contengono.
Qualcuno si lamenta un po' per le regole ferree del college, non si può fumare, non si può nemmeno portare della soda nell'area dell'evento, una cosa un po' seccante.
Con riferimento alla natura elitaria del college John Cheppo-Mccormick ci dice un po' polemicamente: "Questo posto puzza di ragazzini pieni di soldi e dei loro genitori..."
Alla fine dello show ci dirà ancora: "Avevo poi questo tizio dietro di me insieme a tre suoi amici che ci hanno continuato a gridare di stare seduti, dalla prima nota di Maggie's Farm fino alla fine dello show... Dio, li odio questi deficienti... Perchè non se ne stanno a casa?" (non oseremo dirgli che siamo d'accordo con i "deficienti"... Ci sono regole da rispettare John... Se i posti sono a sedere si sta seduti :o) )
Stasera non c'è l'opening act di Merle Haggard per la gioia dei dylaniani che preferiscono un set di Bob più lungo (sedici canzoni stasera).
Alle 8.20 pm Bob si presenta sul palco con i suoi Alabama Boys... E' vestito di nero con pantaloni ornati di strisce rosse. In testa un cappellone bianco. Anche gli altri musicisti hanno tutti dei cappelli tranne Donnie. Notiamo con piacere che anche stasera si conferma la posizione decisamente migliore di Bob rispetto agli anni scorsi, con la tastiera molto più centrale in modo tale che Dylan sia molto più visibile a tutto il pubblico.
Si parte anche stasera con Maggie's Farm" e chiediamo subito un parere a Mr. Jesse Jones, un veterano da poco trasferitosi qui vicino, a Charlotte, da Miami, Florida: "E' un opener che mi piace molto da quando Bob ne enfatizza la melodia..."
Come di consueto si passa a She Belongs to Me, ormai uno dei punti di forza del nuovo show di Bob. Cogliamo un po' di sorpresa sul downsinging di Bob, ma ormai per noi è già storia (ma evidentemente non tutti ascoltano in anticipo gli mp3).
Sentiamo invece Reid Evans: "Grande canzone... Tempo fa mi sembrava una specie di riempitivo... Ora invece è tornata a nuova vita... Downsinging rocks!"
Qualcuno stasera si chiede se mai in un futuro volume della sua autobiografia, Chronicles, Dylan ci spiegherà la trasformazione del suo modo di cantare durante questo tour...
Che intendi dire esattamente?, chiediamo...
"Voglio dire che Dylan sta cantando con molta più facilità che in passato e sentiamo meno tensione nella sua voce, più pazienza, più cura, sia con le melodie che con il tempo e con il fraseggio, così come con le inflessioni..."
Insomma ti piace di più ora?
"Beh, paragonata ad ora, la voce di Dylan dei tour recenti era più uno strumento, in gran parte percussivo, con cui leggeva le liriche al meglio che poteva, ma ora invece le liriche le sta davvero cantando..."
Dopo Tweedle Dee & Tweedle Dum a proposito della quale molti si lamentano rimpiangendo il lavoro di Larry e Charlie, si passa a Positively 4th Street in cui l' "upsinging" sembra conferire al brano ulteriore rabbia.
Sentiamo John: "Positively 4th Street è stata di gran lunga il vertice della serata. Il cantato di Bob è stato terribile... Che grande, artistico lavoro!!! Genio!"
Il quinto brano della serata è 'Til I Fell In Love With You che insieme a She Belongs To Me si sta rivelando una delle cose più piacevoli ed a cui il nuovo fresco arrangiamento ha giovato moltissimo.
Ormai è chiaro che tra Bob e Donnie si è instaurato un feeling particolare e lo notiamo anche stasera durante una versione particolarmente tagliente di It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) in cui c'è molta interazione tra i due, addirittura si mettono platealmente a ridere alla fine della canzone ammiccando a qualcosa che si sono detti (o che hanno fatto) nel corso del brano.
Una curiosità: Donnie inizia con il violino ma poi sembra che la cosa non funzioni così passa ad una piccola chitarra bianca e poi verso la metà qualcuno gli ripassa di nuovo il violino "risistemato".
E' poi la volta di Just Like A Woman a proposito della quale sentiamo Jesse un po' sorpreso: "C'è stato il "singalong" del pubblico e mi è sembrato che persino Bob abbia partecipato..."
A seguire una Highway 61 Revisited che qualcuno giudica insoddisfacente soprattutto a causa dei chitarristi. L'acustica non è eccellente qui alla John M. Belk Arena ed il palco in effetti non è l'ideale per un concerto ma in compenso l'intimità che ne è derivata ha reso molto piacevole lo show.
Dopo I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met) è la volta di Cold Irons Bound per cui vale lo stesso discorso fatto sopra per 'Til I Fell..., a proposito del nuovo arrangiamento...
"Sono stato davvero emozionato ad ascoltare Every Grain Of Sand - ci dice ancora Jesse - L'ha cantata davvero bene con molto sentimento..."
E tu che ne pensi Reid?
"Beh, Every Grain of Sand non è mai stata una delle mie favorite, specialmente quando Bob aveva la voce da uomo lupo. Invece stasera è stata fantastica... Mi ha fatto davvero pensare alla provvidenza di Dio."
Dopo una bella Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again il primo set si chiude con Masters Of War che come era prevedibile si è dimostrata la favorita del pubblico giovanile del campus, e con la scatenata Summer Days.
I bis sono sempre quelli.
Ecco un commento finale di Mr. Mccormick: "A dispetto della scaletta che è sempre la stessa Bob è ancora, e di gran lunga, il miglior performer in circolazione! La sua voce è terribilmente bella e l'organo pure, per non parlare dell'armonica."
Ed ecco un giudizio finale di Mr. Evans sull'organo: "E' stata la mia prima esperienza con l'organo di Bob e devo dire che a volte è stato divertente, altre volte invece mi è sembrato un po' fuori posto, come in Summer Days. A volte sembrava di essere in un film con Vincent Price..."
Michele Murino



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