Birmingham, Alabama
Birmingham Jefferson Convention Complex
BJCC Arena

30 Aprile 2006

01.  Maggie's Farm
02.  She Belongs To Me
03.  Tweedle Dee & Tweedle Dum
04.  Positively 4th Street
05.  'Til I Fell In Love With You
06.  It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
07.  Just Like A Woman
08.  Highway 61 Revisited
09.  Visions Of Johanna
10.  Cold Irons Bound
11.  Boots Of Spanish Leather
12.  Summer Days

Bis:

13. Like A Rolling Stone
14. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria


Proseguiamo verso est il nostro viaggio attraverso gli States. Siamo diretti a Birmingham, Alabama, città nella quale sono nate due grandi amiche di Bob, Emmylou Harris e Odetta.
La prima ha duettato con Bob ai tempi di "Desire" (e poi di recente in "My Blue Eyed Jane") e la seconda... Beh, lasciamo la parola a Bob: "A dodici anni ho avuto la mia prima chitarra. Era una chitarra elettrica. Allora adoravo Elvis Presley, Chuck Berry , Buddy Holly, e suonavo musica rock. E poi, un giorno, ho sentito un disco di Odetta, e tutto è cambiato. Molti dicono Woody Guthrie ma prima ci sono stati i rock and rollers, e poi Odetta..."
Arriviamo a Birmingham in una bella giornata di sole, in quella che è la più grande città dell'Alabama, fondata il Primo Giugno del 1871 (naturalmente prende il nome dalla omonima città inglese).
Attualmente, insieme ad Atlanta, Charlotte, Miami, e New Orleans è uno dei più importanti centri d'affari del Sud Est degli Stati Uniti e la sua crescita stupefacente le valse il nomignolo di "The Magic City" e di "The Pittsburgh of the South".
Birmingham è stata uno dei campi di battaglia del Movimento per i diritti civili Americano negli anni '60 e Bob ne sa ovviamente qualcosa. Nella prigione di Birmingham venne rinchiuso Martin Luther King per aver preso parte ad una protesta non-violenta e da qui scrisse la famosa Letter From Birmingham Jail. Quello stesso anno quattro ragazze di colore furono uccise da una bomba lasciata nella Chiesa Battista della 16th Street. Così scriveva Bob a Dave Glover
Ci hanno levato l'aria del libero pensiero e ci hanno lasciato un circolo di istituzione mentale
Hanno corrotto il vento e ci hanno lasciato una debole brezza confusa e traviata
Hanno rubato la strada di Abramo Lincoln e ci hanno venduto l'autostrada di Bill Moore
Hanno abbattuto gli alberi - seppellito le foglie ed hanno scritto "Profess" sulla lapide
Hanno rovinato quel fiume che scorreva limpido dell' "Ama il prossimo tuo"
pronunciato da Gesù Cristo di Betlemme e ci hanno inquinati con il "Proteggerò
la scuola con il mio corpo" pronunciato dal governatore dell'Alabama Wallace...
Il senatore George Wallace si opponeva all'integrazione razziale nelle scuole (in molti stati del Sud i neri non potevano frequentare le stesse scuole dei bianchi).
Lo show di stasera si tiene al The Birmingham Jefferson Convention Complex che include un teatro, una sala da concerti, sale espositive ed uno stadio per sport e spettacoli. E' anche la sede dell'Alabama Ballet.
Dobbiamo forse ricordare che qui in Alabama Bob ha registrato alcuni dei suoi capolavori dei Gospel Years, ai mitici Muscle Shoals Studios di Sheffield?

Stars fell over Aalabama, I saw each star...

Così cantava Bob, ma se lui ha visto ogni stella noi qui stasera ne vediamo solo una naturalmente, e ha in testa un cappello da cow-boy :o)
L'arena non è piena stasera, nemmeno la metà dei posti è occupata ma tenendo conto che ne contiene 16.800 ce n'è comunque un bel po'.
Si parte con Maggie's Farm e She Belongs to Me.
"Ho riconosciuto solo le liriche ma non le musiche. I nuovi arrangiamenti sono comunque molto piacevoli e ballabili", ci dice Mr. Stephen Solis.
Tweedle Dee & Tweedle Dum viene definita stasera "oscura" e quasi "diabolica" quando Dylan canta "Tweedle-dee Dum and Tweedle-dee Dee / They're throwing knives into the tree / Two big bags of dead man's bones / Got their noses to the grindstones..."
A metà del set, dopo Positively 4th Street, 'Til I Fell In Love With You e It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)  un bel po' di gente va via (ma si può???).
It's Alright, Ma è difficile, insolente e misteriosa. Le chitarre sono dissonanti e l'organo di Bob sembra quello di un film horror, ci dice qualcuno. "Quello di Bob non è un semplice show. Cerca di creare un EVENTO per l'ascoltatore".
Con una bellissima e melodiosa resa di Just Like a Woman, si ha la conferma che la voce di Dylan è fantastica in questo momento e la band è davvero potente, e lo si nota soprattutto in Highway 61 Revisited. "Irreale - dice Steve - Questa band suona con un'energia che ho visto raramente... La voce di Bob è stata indescrivibile quando ha ululato "Now the rovin' gambler he was very bored / He was tryin' to create a next world war / He found a promoter who nearly fell off the floor / He said I never engaged in this kind of thing before / But yes I think it can be very easily done / We'll just put some bleachers out in the sun / And have it on Highway 61."  Durante il brano tutti i membri della band si producono in un assolo.
Il fondale cambia e al purpureo dell'inizio si sostituisce il "cielo stellato". Parte così Visions of Johanna seguita da Cold Irons Bound, Boots Of Spanish Leather e Summer Days. Tutte versioni molto solide.
I due "encore" sono naturalmente Like a Rolling Stone ed All Along the Watchtower che si rivelano come sempre due delle canzoni favorite dal pubblico ed al ritmo delle quali ballare e scatenarsi.
Ecco Mr. Stephen Solis. Che te n'è parso dello show, Steve? "Mi ha colto completamente di sorpresa. Non ero preparato. Credevo di trovarmi davanti un Dylan che a causa dei tour senza sosta avrebbe suonato versioni approssimative con voce roca. Ero in errore. Dylan è un entertainer assolutamente importante e vibrante".
Ecco qualche commento sui musicisti: "Il lead guitarist era vestito con un abbigliamento country ma ha suonato come un punk rocker in acido che era disperato per suonare il blues. I suoi assoli erano non convenzionali ed il suo tono era costantemente sul punto di esplodere. Ti dava quella sensazione di "Oh, merda, che sta per fare!"
"Questa band - ci dice Steve - mi è sembrata molto più lontana dalla normalità di altre che ho visto di recente, tipo Trey, Widespread, Audioslave, Ben Harper, Pearl Jam... Sapevo che Bob cambiava gli arrangiamenti ma non avevo capito che di base scrive nuova musica insieme ai musicisti..."
Sentiamo Mr. Michael T. Nix: "Le vecchie canzoni mi sembrano adattissime all'amministrazione Bush. Versi come "Money doesn't talk, It swears" e "But sometimes even the President of the United States sometimes must have to stand naked" sono veri o anche più veri di quanto non lo siano stati in passato. Ogni canzone della setlist può essere letta come un'accusa per la gang di assassini che stanno governando la nostra epoca. Dylan non ha scelto Masters Of War o With God On Our Side ma non ne aveva bisogno. Da Maggie's Farm ad All Along The Watchtower le canzoni di Dylan dicono che l'America deve aprire gli occhi prima che ci sia un olocausto in questo paese".
Sul suono Michael si lamenta un po': "Il volume della band era basso e quello di Bob molto alto. Se da un lato questo ha reso estremamente udibile ogni singola parola (e Bob stasera aveva una grande voce ed ha pronunciato perfettamente quasi ogni singola parola) dall'altro ha fatto sembrare il sound della band un po' impoverito e sterile".
Chissà se Bob è andato a far visita ai suoi amici neri di cui parlava nella sua Lettera aperta all'Emergency Civil Liberties Committee, nel Dicembre 1963 quando scriveva: "...quando ho parlato di Negri stavo parlando dei miei amici Negri, di Harlem
e Jackson, di Selma e Birmingham ..."
Proviamo a cercare in giro Bob dopo il concerto ma dove c'era il suo bus troviamo solo un biglietto che recita:
Now, from Boston to Birmingham is a two day ride
But I got to be going now cause I'm so dissatisfied
I'm going, i'm going, i'm gone.
Michele Murino



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