Jackson, Mississippi
Mississippi Coliseum

29 Aprile 2006

01. Maggie's Farm
02. She Belongs To Me
03. Tweedle Dee & Tweedle Dum
04. Positively 4th Street
05. 'Til I Fell In Love With You
06. It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
07. Just Like A Woman
08. Highway 61 Revisited
09. Desolation Row
10. Cold Irons Bound
11. Don't Think Twice, It's All Right
12. Summer Days

Bis:

13. Like A Rolling Stone
14. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria


Down along the cove
I seen the Jackson River Queen
Down along the cove
I seen the Jackson River Queen
Well, Lord have mercy, baby
Ain't Bob the greatest star that you ever seen?...
Dalla Louisiana torniamo verso Nord e arriviamo in Mississippi, il Magnolia State.
Bob suona a Jackson, stasera, la capitale dello stato oltre che la sua città più grande e popolosa con quasi 200.000 abitanti.
Jackson, che era originariamente conosciuta come Parker'ville e che è diventata poi Jackson in onore del settimo presidente degli Stati Uniti, Andrew Jackson, ha un nickname decisamente promettente, ovvero "The Best of the New South". E' stata fondata nel 1822 .

A bullet from the back of a bush took Medgar Evers' blood.
A finger fired the trigger to his name.
A handle hid out in the dark
A hand set the spark
Two eyes took the aim
Behind a man's brain
But he can't be blamed
He's only a pawn in their game.
Fu proprio qui a Jackson che l'attivista per i diritti civili e leader della sezione del Mississippi dell'NAACP (la National Association for the Advancement of Colored People), Medgar Evers, fu assassinato il 12 Giugno del 1963 da Byron De La Beckwith, sostenitore della supremazia dei bianchi. Dylan cantò la vicenda nella splendida "Only a pawn in their game" a proposito della quale un grande autore ha scritto diffusamente nel volume "Bob Dylan - Percorsi"...!!
Attualmente una parte della U.S. Highway 49, del Delta Drive ed il Jackson-Evers International Airport portano il suo nome.
Ancora qui a Jackson, precisamente al Millsaps College, nel 1965, per la prima volta una scuola privata del Sud ammise studenti afro-americani.
A Jackson nacque e visse il musicista blues Papa Charlie McCoy.
Lo show di Bob questa sera si svolge al Mississippi Coliseum ed il concerto si apre con il set di Merle Haggard e dei suoi Strangers, davvero meraviglioso. Merle esegue alcune perle come Twinkle Twinkle Lucky Star, I Think I'll Just Stay Here and Drink, Mama Tried, Are the Good Times Really Over e la consueta apprezzatissima As Time Goes By, ma stranamente non esegue Jackson, e sì che era assolutamente indicata.
Merle e i suoi stranieri escono di scena e poco dopo Bob e i suoi percorrono i gradini delle scale che fanno accedere al palco del Coliseum, con i musicisti che sembrano quasi proteggere Bob con la loro formazione. "E' chiaro che quei tipi lo adorano!" è il commento di una fan.
Bob ha in testa un ampio cappello bianco a tesa larga che un po' ricorda uno dei tempi della Rolling Thunder Revue, ma ovviamente senza fiori, una giacca nera, pantaloni bianchi e stivali da cowboy bianchi e neri. I "Mississippi sheiks" di Bob sono invece tutti in nero.
Ci diamo un'occhiata intorno e vediamo che il pubblico è alquanto eterogeneo... Si va dagli hippies in età ormai avanzata ai cowboys, fino a vere e proprie famiglie con i genitori che evidentemente si sono portati dietro i figli, ma anche moltissimi teen-agers. Potenza di Dylan!
Si parte anche stasera con Maggie's Farm che come al solito è potente e che - come dicono gli yankees - "...rocked the house!".
Bob ci pesta giù duro stasera e qualcuno dice che non dimostra affatto i suoi 64 anni (65 ormai... mancano solo pochi giorni al suo genetliaco...) a giudicare dall'energia che dimostra!
Qualcuno dice che è davvero divertente vederlo in azione. "Induce alla gioia!".
Si passa a She Belongs to Me, con Stu alla chitarra acustica e Donnie alla pedal steel. Se mai qualcuno avesse ancora qualche residuo dubbio, la versione di stasera è la prova provata che l'idea avuta da Bob di suonare l'organo è stata assolutamente geniale. Le canzoni hanno una nuova vita ed un sound decisamente piacevole, molto più di prima. Oltretutto quando esegue brani come questo in cui intreccia anche la sua splendida armonica il risultato finale è davvero irresistibile.
Al numero tre in scaletta la solita Tweedle Dee and Tweedle Dum che è l'unico brano di stasera che presenta un po' dell'odiato upsinging, anche se qui non disturba più di tanto.
Con Kimball alla chitarra acustica ed Herron alla pedal steel parte Positively 4th Street a proposito della quale sentiamo Melanie Young:
"Sono stata toccata solo recentemente da Bob Dylan e dalla sua musica. Ho 27 anni ed avevo familiarità solo con i suoi grandi successi, canzoni come "Rolling stone", "Rainy Day Women," "Watchtower" (la versione di Hendrix), etc..."
E quand'è che ti sei convertita?
"E' stato circa un anno fa. Alla radio stavano passando proprio "Positively 4th Street". La ascoltai e fui stupefatta dalle parole tanto che risi sonoramente. Descriveva esattamente come mi sentivo io nei confronti di una persona in quel momento della mia vita..."
E allora hai iniziato a comprare i dischi di Bob...?
"Solo i greatest hits. Decisi che dovevo dare un'occhiata da vicino a questo Dylan. Comprai i Greatest Hits 1, 2 e 3. Li ascoltai e poi li misi da parte... Poi sei mesi fa, durante un momentaneo attacco di malinconia, andai a comprare il mio primo album in studio di Bob, Time Out Of Mind, soprattutto per una canzone che avevo sentito, "Not Dark Yet", e che avevo trovato splendida. Ascoltai quell'album no-stop per una settimana intera, commossa ed ipnotizzata dalla sua qualità catartica. Ora era ufficiale, mi ero convertita a Dylan! E' stasera è stato grande ascoltare la canzone da cui è iniziato tutto!"
Donnie passa alla lap steel ed è la volta di uno dei brani imperdibili di questo tour, 'Til I Fell In Love With You.
Una curiosità: arrivato al verso che recita "Girls like birds flying away", Dylan si mette a ridere vistosamente. A questo proposito va detto che anche stasera come a New Orleans Bob sembra davvero di ottimo umore (ricordate la foto di ieri in cui rideva platealmente?).
La sesta canzone della serata è It's Alright, Ma che sembra funzionare stasera nel nuovo arrangiamento che in passato invece non ci aveva esaltato più di tanto.
Dopo Just Like A Woman e Highway 61 Revisited è la volta del vero highlight della serata, Desolation Row con Bob all'organo ed armonica, Stu alla chitarra acustica, Donnie al mandolino elettrico e Tony al contrabbasso.
E' la prima volta che Bob la propone in questo tour ed è stata davvero bella, quasi un calipso.
"Se volete vedere una Desolation Row - ci dice Melanie - andate a vedere gli effetti di Katrina sulla Highway 90 lungo il Mississippi... Chissà, magari per questo Bob ha saltato il verso "Praise be to Nero's Neptune" (Nettuno non era forse il dio del mare dei Romani?)"
Il primo set si chiude con un altro brano di Time out of mind, Cold Irons Bound (forse la miglior performance vocale di stasera, persino sexy dice qualche dylaniana), con Don't Think Twice, It's All Right e con Summer Days che è la solita allegra sarabanda con Bob che sembra divertirsi come un matto imitato in questo da tutti i membri della band e mentre Tony fa roteare follemente il suo contrabbasso. "What a trip!", sentiamo commentare.
Dopo la pausa Bob torna per i soliti due bis, Like a Rolling Stone e All Along the Watchtower.
"Ho assistito ad uno show che non dimenticherò mai - ci dice ancora Melanie - da parte del Song-and-dance-man e della sua kick-ass-and-take-names band... Ogni momento di questo concerto per me vale un tesoro. Ci sono così tanti musicisti ma così poche LEGGENDE, anche se so che Bobby odia queste etichette. Mi sento una privilegiata ad avere avuto la possibilità di vederlo dal vivo"
Domani: Alabama!
Michele Murino



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