New Orleans, Louisiana
2006 New Orleans Jazz & Heritage Festival
Fair Grounds
Acura Stage

28 Aprile 2006

01.  Maggie's Farm
02.  She Belongs To Me
03.  Lonesome Day Blues
04.  Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
05.  Highway 61 Revisited
06.  Don't Think Twice, It's All Right
07.  Watching The River Flow
08.  High Water (For Charley Patton)
09.  Positively 4th Street
10.  Cat's In The Well
11.  Just Like Tom Thumb's Blues
12.  Summer Days

Bis:

13. Like A Rolling Stone
14. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria


Dopo esserci lasciati alle spalle il Tennessee proseguiamo verso Sud il nostro viaggio negli States al seguito di Bob, il quale avrebbe dovuto tenere ieri uno show in un club in Louisiana, concerto che è stato però cancellato.
La Rolling Dylan Revue dunque punta dritta in direzione dei Fair Grounds del New Orleans Jazz & Heritage Festival, a New Orleans of course, Louisiana.
Well, the captain he is dead, our captain he is dead, he died for a maid... He's buried somewheres in Louisiana-o...
Il nostro capitano, invece, per fortuna è vivo e vegeto e più in forma che mai anche se - come vedremo giù - qualcuno dice che si sia ferito...
Sulle rive del Mississippi, New Orleans è la città principale della Louisiana, centro industriale e importante porto marino.
Inutile dire che un concerto qui è come una scena di sesso in un film con Eva Henger, ossia la regola :o)
New Orleans è infatti la città della musica (oltre che del Carnevale, il celebre e pittoresco Mardi Gras), dal sapore francese ed americano allo stesso tempo, e sopratutto "nero", visto che qui vennero ospitati per la prima volta i neri provenienti dal Senegal e che tanto contribuirono alla nascita e allo sviluppo della musica jazz. A tal proposito ecco una curiosa curiosità: lo sapevate che quello che è considerato il primo disco di musica jazz è stato inciso da un gruppo di origine italiana, la Original Dixieland Jazz Band???
La celebre "Mr. Tambourine Man" fu concepita da Bob proprio qui a New Orleans durante una tappa del viaggio che portò Bob da costa a costa attraverso gli States nel 1964.
Naturalmente tutti noi sappiamo il legame che unisce Bob a New Orleans e basta leggere il capitolo che gli ha dedicato nel suo "Chronicles Vol. 1" per rendersene conto.
There is a house down in New Orleans, they call The Risin' Sun... And it's been the ruin of many a poor girl, and me, oh God, I'm a-one... Ah, che bello se Bob cogliesse l'occasione per cantare questa canzone... ma inutile farsi illusioni...
Inizia lo show che si svolge all'Acura stage e qualcuno fa notare che Bob ha qualcosa di strano intorno al dito anulare della mano sinistra. Qualcuno dice che si tratta di una fasciatura o un cerotto e che Bob si è ferito qui in Louisiana (forse per non essere da meno del suo amicone Keith Richards che intanto cadeva da una palma delle Fiji rischiando il collo e rimediando una commozione cerebrale). :o)
Altri dicono che si tratta di un semplice anello. In effetti alla mano destra Bob ha decisamente un anello ma quello alla sinistra sembra un po' troppo grosso per esserlo. Che ne dite? Guardate qui:

Con un po' di ritardo sull'orario previsto (Bob è andato prima a fare una capatina da quella signora al n° 103 :o) ), Dylan e i suoi "gentiluomini" della Louisiana si materializzano sul palco e bisogna dire che questo momento è sempre molto emozionante mentre le note di "Hoedown..." si diffondono dagli amplificatori tra il delirio della folla.
"Uno show davvero potente!", è il commento che raccogliamo per questo concerto a Nouvelle Orleans, brillante soprattutto nella prima parte, con un certo calo verso la fine e con una ripresa eccellente nei due bis.
Tra il pubblico c'è chi rimane un po' deluso dalla scaletta che anche stasera è praticamente identica a quanto visto finora, con la sola eccezione di Just Like Tom Thumb's Blues (che però non è certo una novità).
Qualcuno si aspettava Blind Willie McTell per i versi che fanno riferimento a New Orleans (...this land is condemned, all the way from New Orleans to Jerusalem...), o Tangled up in blue (...so I drifted down to New Orleans where I happened to be employed workin' for a while on a fishin' boat...) o - forse un po' troppo ottimisticamente - addirittura Caribbean Wind!!!.
Lo show si apre invece con la consueta Maggie's Farm. Bobby è ovviamente come sempre dietro le sue "keyboards" in modalità organo e Donnie Herron alla pedal steel. E' un inizio davvero forte ed un tizio poco distante erompe in un vero e proprio urlo di guerra per la gioia di sentirla. Bob è anche stasera in eccellente stato vocale e, tenuto conto che ormai le date cominciano ad essere tante, la cosa non può che essere accolta positivamente (oltre a promettere grandi cose per il disco in studio di imminente uscita). I versi sono quasi tutti chiari e ben scanditi e Bob sembra già subito in palla e concentrato e oltretutto sembra divertirsi molto come si evince anche dalla foto qui sotto.

Secondo la scaletta più consolidata si prosegue ovviamente con She Belongs To Me. Qualcuno la definisce IL VERO highlight della serata e Bob la caratterizza ancora una volta con il "deliziosamente tenebroso" downsinging dei finali di verso (...and paint the daytime blaaaaaaack..."). Qui Mr. Zimmy comincia ad usare la sua armonica nel tripudio del pubblico di New Orleans.
L'immagine di Bob viene mandata in onda sul grande schermo che sovrasta il palco e la voce risuona potente attraverso gli amplificatori: "Una cosa è sentire i dischi - ci dice un fan - ma TUTTA UN'ALTRA COSA è sentire la voce di Bob che esplode live attraverso il sistema di amplificazione!!"
Soprattutto questa voce, aggiungiamo noi.
Al terzo posto in scaletta ovviamente c'è Lonesome Day Blues, ormai una delle nostre preferite. Spero vivamente che Bob non la tolga dalla scaletta quando verrà in Italia perchè questa versione è veramente "wild thin mercury sound".
Si prosegue con Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine) caratterizzata ancora dalla splendida armonica di Bob, seguita da una Highway 61 Revisited con un'altra grande prova vocale di Dylan. Qualcuno si lamenta però che Bob sta eseguendo troppe canzoni rock/blues per far danzare la folla (e in effetti la setlist di stasera è zeppa di questo tipo di brani) mentre auspicherebbe magari anche qualche perla intimista come Boots of Spanish Leather.
In compenso arriva Don't Think Twice, It's All Right. Sentiamo "toilandblood546": "E' stato uno dei vertici del concerto e sono davvero felice di poter dire ancora una volta questo a proposito di questa canzone... Bob ha cantato ogni singola parola come se volesse davvero esprimerne il significato. Ha usato quel bellissimo "staccato singing" che ha funzionato davvero bene. Mi è sembrato davvero amareggiato mentre la cantava, come se fosse davvero deluso di qualche donna. Forse la canzone è stata appena un pochino rovinata da un accenno di "upsinging" ma è stata per lo più cantata in maniera perfetta, forte e chiara. Bellissima!"
Dopo una bella Watching The River Flow che ben si adatta allo scenario della Louisiana ecco arrivare un altro brano che non poteva mancare, High Water (For Charley Patton), dal momento che New Orleans è stata devastata tra il 29 e il 31 agosto 2005 da un'inondazione causata dall'uragano Katrina che colpì con particolare violenza tutto il delta del Mississippi provocando un elevato numero di vittime.
La versione di stasera non è granchè, tuttavia, e c'è chi si lamenta del fatto che Bob rappezza alla bell'è meglio il primo verso e lo stesso fa con altri successivi. "E poi Denny ha fatto un riff davvero noioso - ci dice qualcuno - che proprio non funzionava, ma ha continuato a farlo per tutta la canzone..."
Lo show ha un ulteriore calo con Positively 4th Street rovinata dall' "upsinging" cui segue Cat's In The Well, senza infamia e senza lode, una performance standard.
Il concerto si risolleva con la "sorpresa" (si fa per dire) della serata, Just Like Tom Thumb's Blues con un eccellente fraseggio da parte di Bob. Una grande versione.
Non si capisce perchè Bob ogni tanto proponga Summer Days quando ha già proposto Cat's in the well visto che le due canzoni sono musicalmente molto simili. Il capolavoro di "Love and theft" chiude comunque il primo set con Denny che suona dei passaggi jazzati molto efficaci.
Dopo qualche minuto Bob e la band ritornano sul palco per i due soliti bis Like A Rolling Stone e All along the watchtower.
Ecco qualche commento:
"La miglior Rolling Stone che io abbia mai sentito dal vivo, non scherzo. Ogni parola è stata cantata con incredibile partecipazione da parte di Bob. Non c'è stata praticamente traccia di "upsinging" ed è stata sostanzialmente rispettata la melodia originale... Se ascoltate il boot di questo show NON SALTATE QUESTA CANZONE!!!"
"Grande show!" - ci dice "toilandblood546" - "Migliore di quello del 2003 sempre qui a New Orleans, almeno per me. Stasera ero con degli amici che non avevano mai visto Bob dal vivo e ne sono rimasti entusiasti... E lo stesso ho riscontrato parlando con altra gente che non lo aveva mai visto in concerto..."
Domani si va in Mississippi!!!
Michele Murino



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