El Paso, Texas
University Of Texas
Don Haskins Center

12 Aprile 2006

01. Maggie's Farm
02. She Belongs To Me
03. Lonesome Day Blues
04. Queen Jane Approximately
05. 'Til I Fell In Love With You
06. It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
07. Don't Think Twice, It's All Right
08. Highway 61 Revisited
09. Just Like A Woman
10. Honest With Me
11. Boots Of Spanish Leather
12. High Water (For Charley Patton)

Bis:

13. Like A Rolling Stone
14. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria


Bob lascia Albuquerque e si spinge all'estremo (o quasi) Sud degli USA, a un tiro di schioppo dal confine con il Messico.
Dal New Mexico, infatti, varcato il confine dello stato, arriva nella roccaforte di George W. Bush, lo stato della Stella Solitaria, ovvero il Texas (la bandiera dello stato reca infatti nella parte sinistra una stella bianca su sfondo blu, ovvero la cosiddetta "bonnie blue flag" che era la bandiera delle armate del Texas durante la guerra di secessione).
Dunque ritroviamo Mr. Zimmy sulla polverosa pista per El Paso, città di cui una volta Bob disse di non ricordarsi (cosa volevi nascondere Bob?).
El Paso con la sua superficie di quasi 250 km quadrati ed una popolazione di oltre 500.000 abitanti, è la seconda città tra quelle della zona di confine con il Messico, superata solo da San Diego. E' situata di fronte alla messicana Ciudad Juárez con il Rio Grande a dividerle.
Lo show di stasera si svolge al Don Haskins Center della University Of Texas, fondata nel 1914 come Scuola statale del Texas per miniere e metallurgia (ottenne lo status di Università nel '67). Quanto al Don Haskins Center si tratta di un complesso utilizzato, oltre che per i concerti, anche per gli incontri di pugilato (ma non aspettatevi che Bob canti Hurricane!).

Dal momento che poco lontano da El Paso sorge Fort Bliss, una delle principali installazioni militari statunitensi, non sarebbe stato fuori luogo, piuttosto, sentire Bob cantare Masters of war, stasera, ma così non è stato.
Anche oggi assistiamo all'opening act di Merle Haggard e dei suoi 'Stranieri'... e ancora una volta sentiamo in giro commenti più che positivi del tipo "Oh, wow!", "Great Show!", "Awesome!", "Vale da solo il prezzo del biglietto!" (beh, se pensiamo che dopo c'è anche Dylan che suona... allora i prezzi che fanno questi yankees sono decisamente a buon mercato :o) ), etc.
Il set di Merle è sempre molto ridotto a dire il vero, un'oretta scarsa, ma è chiaro che la parte del leone la fa Bob... in fondo questo è o non è il "Bob Dylan Show"...?
Dopo i meritati applausi, Merle lascia il palco. Arrivano i roadies che lo risistemano per lo show di Bob piazzando strategicamente il solito mini riflettore che servirà ad illuminare la statuetta dell'Oscar da cui Bob ormai non si separa più, fin dal giorno in cui gliel'hanno consegnata (è sempre attaccata ad un amplificatore).
Ed il "rocker premio Oscar e in odore di Nobel" sale sul palco con i suoi "strangers" personali (nel senso che qualcuno maligna che sia davvero "strange" che Bob li faccia suonare :o) ), per lanciarsi senza frapporre indugi nel primo brano dello show.
Qualcuno magari si aspettava in apertura quello strumentale, 'El Paso', di Marty Robbins, che Bob eseguì il 29 agosto 1989, proprio qui vicino, a Las Cruces (New Mexico). Invece Bob si lancia nella ormai classica e sempre sferzante Maggie's Farm con Donnie Herron alla pedal steel.
Il pubblico che affolla questo concerto di El Paso (8000 i posti del Don Haskins Center) è composto in gran parte da spettatori locali o delle vicinanze della città. Stranamente le sedie della prima fila sono praticamente attaccate alla transenna che delimita il palco, tanto che a stento c'è lo spazio per passare. Gli uomini della security fanno però un ottimo lavoro assicurandosi che tutti restino al proprio posto.
Per quelli interessati al look di Bob diciamo che è sembrato molto elegante e davvero rilassato (ed anche molto sexy, a sentire i commenti delle ragazze texane) con il suo abito nero di foggia western con un concho argentato (non chiedeteci cosa sia...) e le borchie lungo le gambe dei pantaloni. Quella che faceva capolino sotto la giacca sembrava una camicia gialla con una cravatta di seta forse bianca. Il luccichio intorno al suo collo sembrava causato da strass. In testa un cappello da cowboy che però all'inizio è sembrato dargli molto fastidio tanto che Bob se lo toglieva spesso per aggiustarsi i capelli nella sua inconfondibile maniera. Alla fine un roadie gli ha dato un altro cappello, nero, e con quello le cose sono andate meglio.
Questi dettagli legati all'abbigliamento potranno sembrare superflui ma naturalmente ci sarà qualcuno in grado di giudicare la performance di Bob anche sulla base di quello che indossa :o)
Il secondo brano della serata è stata una bellissima She Belongs To Me, che sta diventando una delle perle di questo tour, con Bob a colorare il pezzo con belle note d'organo, Stu Kimball alla chitarra acustica e Donnie alla pedal steel.
Dopo una Lonesome Day Blues bella ma non esaltante, una delle "sorprese" più piacevoli di questo inizio, ovvero Queen Jane Approximately durante la quale Bob si è messo in luce anche con la sua armonica.
Dopo 'Til I Fell In Love With You, Donnie imbraccia il suo violino per una potente ed applauditissima It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding), mentre Tony come sempre si mette dietro il suo "stand-up bass".
Uno degli highlight della serata è senza dubbio Don't Think Twice, It's All Right con Bob all'organo e armonica, Stu all'acustica, Tony al contrabbasso e Donnie alla lap steel.
Segue la consueta Highway 61 Revisited e l'ormai quasi altrettanto consueta Just Like A Woman, impreziosita anch'essa dall'armonica di Bob e con il solito 'singalong' del pubblico sul ritornello.
Ecco un altro commento al volo sul nuovo sound. Che ne pensi dell'organo, chiediamo ad uno degli spettatori? "L'organo? Ha infuso nuova vita alle canzoni... e poi Bob sembra davvero divertirsi...!"
Ed in effetti siamo d'accordo, sembra che Bob ci abbia davvero "preso" con questo cambio (resta da vedere se in qualche modo questo sarà anche il sound del nuovo album).
Dopo Honest With Me è la volta di un altro highlight della serata, Boots Of Spanish Leather con il magico violino di Donnie a ricamare sulla bellissima melodia di questo capolavoro assoluto da The times they are a-changin'.
E ora lasciamo il microfono a Karen. Nella data di Albuquerque ed anche in quelle precedenti molti hanno detto che non bisogna perdere l'occasione di assistere al "Bob Dylan Show"...
"E' così! Pagate il prezzo del biglietto e non vi lamentate!"
Ma le setlist prevedibili...?
"Sì, è vero queste setlist... anche questa di El Paso, intendo... può sembrare noiosa a molti, ma lasciatemi dire che in realtà la setlist non è altro che un mucchio di parole... Il segreto sta nel come queste parole vengono rese. Bob sta portando in giro uno show completamente nuovo con molti nuovi arrangiamenti..."
Quindi è sbagliato lamentarsi per le canzoni sempre uguali?
"Dylan canta per il pubblico in generale non per quelli che vogliono setlist diverse... E poi voglio dire che c'è una GRANDE differenza tra l'ascoltare gli show in mp3 e ascoltarli dal vero..."
Il primo set si chiude con High Water (For Charley Patton) con il solito eccellente lavoro di Herron al banjo.
Niente occhio di Horus stasera sul fondale del palco ma solo bellissimi disegni dai colori cangianti, a volte simili a nuvole a seconda del "mood" della canzone. Davvero uno splendido spettacolo per gli occhi.
Dopo i saluti e la consueta pausa, Bob ed i suoi tornano sul palco ma i bis sono sempre quelli: Like A Rolling Stone e All Along The Watchtower.
"Brillante" è l'aggettivo che captiamo in giro per descrivere il set di 14 canzoni che come al solito Bob e i suoi hanno eseguito. A proposito della band sentiamo Jim Maupin: "Sono ottimi musicisti, hanno un suono brillante che è quello che mi aspetto da un concerto di Bob..."
E che mi dici della loro presunta resa un po' "moscia"?
"Sinceramente non ho notato mancanza di entusiasmo nella band... Sì, ok, è vero che non c'è grande connessione con il pubblico, ma non è una cosa inusuale. E' chiaro che ogni loro sforzo è riservato a restare concentrati sulla canzone che stanno eseguendo in quel momento... E poi Tony Garnier e George Recile sono due dei migliori del campo e fanno da collante per l'intera band..."
Che ne pensi delle critiche di Tucson agli arrangiamenti che rendono irriconoscibili le canzoni?
"Beh, non capisco chi si lamenta per il fatto che Bob non resta bloccato agli arrangiamenti delle versioni registrate in studio. Forse che a partire dal 1965 lo ha mai fatto?..."
Salutiamo Jim e ci aggiriamo nel Don Haskins Center che va lentamente svuotandosi, così becchiamo ancora un po' di gente che dice la sua sullo show...
"Mi ha colpito soprattutto la voce di Bob. Il nuovo organo in effetti a volte aggiunge un bel sound ai brani ma personalmente penso che dovrebbe essere più udibile... stasera si sentiva appena..."
E ancora:
"Peccato che Bob non sia mai venuto a centro palco per i suoi assoli di armonica... Se n'è rimasto dietro l'organo per tutto il tempo... Peccato!"
E ora... via lungo la Loop 375 Border Highway costeggiando il Rio Grande... Is anybody goin' to San Antone?...
Michele Murino


I percorsi di Bob in questa prima parte del tour - Partenza da Reno e arrivo ad El Paso - In blu le tappe, in rosso i percorsi.
Aprile: 1 Reno -  3 Stockton - 4  Santa Rosa - 5 Bakersfield -  7 Las Vegas -  8 Sun City - 10 Tucson - 11 Albuquerque - 12 El Paso



E' UNA PRODUZIONE
TIGHT CONNECTION